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Digressione

Hanno condannato l’Italia a una ammucchiata tecnica

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I giornalisti fingono di non essersene accorti, ma col ritorno di Berlusconi una sola cosa è cambiata davvero: è sfumata anche l’ultima possibilità di modificare la legge elettorale. E tutti ne sono contentissimi.
Tutto il resto rimane com’era prima. Già si sapeva che si sarebbe votato il 10 marzo e si sapeva anche che oltre alla legge di stabilità, con le feste di mezzo e subito dopo lo scioglimento della legislatura, non si sarebbe potuto fare niente. A parte forse la riforma elettorale, che però non voleva nessuno tranne noi dell’Italia dei Valori.
Per  quattro anni tutti i partiti, inclusi quelli che il Porcellum lo hanno pensato voluto e votato, hanno strillato che andava cambiato a tutti i costi. Non dicevano sul serio. A qualcuno serviva parlare di legge elettorale perché, prima della crisi dei debiti europei, serviva una scusa per il governo tecnico. Ad altri perché pur di non votare si sarebbero attaccati a tutto. Ma l’idea di caparsi uno per uno i parlamentari piaceva a tutti. E infatti non sono bastati mesi e anni e adesso finalmente possono tirare un sospiro di sollievo. Gli elettori non contavano niente prima e continueranno a non contare niente.
Noi quella legge volevamo cambiarla davvero. Avevamo raccolto un milione 200mila firme per il referendum e, dopo la bocciatura del quesito da parte della Corte di Cassazione, lo avevamo trasformato in proposta legge. Nemmeno hanno voluto parlarne. Adesso raccontare che non si fa la legge elettorale per colpa della crisi è una pura buffonata, un insulto all’intelligenza degli elettori.
Un’altra cosa si sarebbe potuta fare di corsa, prima della fine della legislatura. Varare un misura emergenziale, di quelle che il governo  Monti ha fatto ingoiare a ripetizione agli italiani, per dare una mano alle famiglie. Anche ieri, i dati del Censis ci hanno ripetuto che  non ce la fanno più e diciamo la verità, ce ne eravamo accorti. Non comprano più niente, si vendono tutto quello che avevano nei cassetti, fanno la spesa solo con gli sconti d’occasione, non vanno in vacanza, non fanno regali. Solo tra tasse e aumenti ogni cittadino italiano ha perso più di 700 euro, senza contare il disastro di chi ha perso il lavoro o si è ritrovato con migliaia di euro in meno per la cassa integrazione.
Senza soldi e senza democrazia: questo è il tristissimo Natale che Monti e la “strana maggioranza” stanno per regalare agli italiani. Posso solo sperare che sia l’ultimo e che in futuro di governi tecnici e ammucchiate di maggioranza non se ne parli mai più.

Di una cosa sono sicuro: che noi dell’Italia dei Valori avevamo visto giusto nel criticare sin da subito questo esecutivo, spiegando che non avrebbe risolto i problemi del Paese. In questi mesi ce ne hanno dette di tutti i color i , mentre Monti andava avanti solo grazie ai più di 50 voti di fiducia . E anche lo stesso PD ha dovuto accettare i ricatti della corte berlusconiana per tenere insieme questa anomala maggioranza: niente legge elettorale,  una legge anticorruzione all’acqua di rosa e una sulla incandidabilità dei condannati che salverà sia Dell’Utri che Berlusconi. Noi volevamo un governo politico:  non ci hanno ascoltato e hanno condannato l’Italia a una ammucchiata tecnica.

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