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Abbiamo fatto la cosa giusta

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Oggi sul Fatto Quotidiano trovate questa mia intervista.

Di Pietro è tornato?

“Sono orgoglioso di essere tra i promotori di questa iniziativa. Sento di aver fatto la cosa giusta, anche per gli elettori dell’IdV”. E’ quanto afferma il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, in un’intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’.

Per la prima volta non troveranno il loro simbolo sulla scheda.

“È un atto di responsabilità, ci siamo messi a disposizione della società civile che vede in Ingroia una alternativa”.

È la fine del partito?

“Assolutamente no. Ci saremo alle regionali, alle amministrative. Toglieremo dal simbolo il mio nome, il partito deve andare avanti con le sue gambe”.

Dopo tanto tempo (e tante pressioni) lei si è deciso a levarlo. Sul nuovo simbolo invece il nome di Ingroia è bene in evidenza. è un limite o serviva?

“È il nome del candidato premier. Dobbiamo far sapere ai cittadini come si chiama o no? E poi questo non è un partito, è una lista elettorale che mette insieme partiti e società civile”.

Ci siete voi, c’è Rifondazione, i Verdi, il Pdci. Qualcuno vede lo spettro dei “trombati” riciclati.

“Facciamo tutti un passo indietro, non presentando le nostre liste ma lasciando spazio alla società civile. Ingroia sceglierà persone che in questi anni hanno costruito pezzi di Italia e noi daremo precedenza a loro. Solo qualcuno di noi andrà in Parlamento”.

Lei ci sarà?

“Il rinnovamento colpirà a fondo anche 1’IdV, lo dico a nuora perché suocera intenda”.

Quindi?

“Io darò il mio impegno personale, ma credo che oltre una rappresentanza simbolica non dovremo andare”.

Parliamo di voti. Ce la farete a superare lo sbarramento?

“Credo che possiamo riconquistare una parte di quel mondo che si era buttato sul grillismo per protesta, una parte di persone che pensavano di astenersi e anche qualcuno che si è fidato del Pd e adesso ha visto la sua doppia faccia”.

Ingroia cercava un’alleanza con i democratici. Lei?

“Ci abbiamo provato fino all’ultimo, ma il problema sono i programmi. Io dico che è il momento di unire le forze che hanno fatto opposizione in questi anni, non quelli che si sono svegliati adesso e vogliono fare gli illusionisti”.

La candidatura di Grasso?

“Non ho nulla contro la persona, ma è uno che è restato al suo posto nonostante lui stesso abbia riconosciuto, a due anni di distanza, che la legge per impedire a Giancarlo Caselli di diventare procuratore nazionale antimafia è stata una porcata. Preferisco schierarmi dalla parte di chi non ha fatto Ponzio Pilato e si è assunto le proprie responsabilità”.

Niente Pd, quindi. Con Grillo si può parlare?

“Ci ho parlato anche ieri. Mi ha detto: “Devo imparare da quello che è successo a te, perché qui bussano da tutte le parti”.

Lei l’ha pagata cara.

“Noi abbiamo pagato soprattutto le conseguenze di non esserci piegati ai diktat di Napolitano e di non aver votato leggi che non voleva nessuno. Comunque, alcuni se ne sono andati, altri se andranno, altri ancora verranno spintaneamente accompagnati alla porta”.

È la sua seconda giovinezza?

“Diciamo che è una rigenerazione, una cura ricostituente che ci inorgoglisce molto”.

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