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Ma Monti, che vuol fare da grande?

Capisco che il professor Mario Monti abbia poca dimestichezza con la pratica democratica di farsi eleggere invece che nominare, però spero che sia abbastanza serio da capire che non può proseguire a lungo in questo giochetto del ‘mi candido-non mi candido’. O sceglie di competere a viso aperto, chiedendo finalmente al Paese il consenso per proseguire con la sua agenda, oppure si fa da parte, invece di cercare una strada obliqua per condizionare la politica italiana senza scoprirsi.

Diciamo le cose come stanno: la competizione elettorale tra partiti politici è fortemente influenzata dalla valutazione delle forze in campo, da chi c’è e chi non c’è. Anche i cittadini e gli elettori hanno bisogno di un po’ di tempo per scegliere in modo cosciente chi votare, specie quando, come capita oggi, più o meno metà dell’elettorato ancora non sa che fare e nemmeno se andrà a votare.

Per mesi nessuno ha potuto capire niente di quello che sarebbe successo perché bisognava aspettare la nuova legge elettorale che, come la tela di Penelope, non arrivava mai. La verità è che nessuno la voleva davvero. Serviva solo a perdere tempo e, infatti, ancora una volta voteremo con il Porcellum, senza nemmeno qualche minima correzione per renderlo meno indecoroso.

Adesso aspettiamo che il professor Monti, bontà sua, decida cosa vuol fare da grande. Di tempo ne ha avuto. Adesso sarebbe ora che la smettesse di ‘menare il can per l’aia’ e ci dicesse se vuole sottoporre agli italiani il suo progetto di governo o se vuole rinunciare, ma senza cercare sotterfugi per imporre comunque il suo programma, alla faccia degli elettori. Noi dell’Italia dei Valori non ci facciamo illusioni. Sappiamo che forze potenti in Italia e fuori dall’Italia useranno tutti i mezzi a loro disposizione per proseguire con quelle politiche, anche se si sono già rivelate nefaste per il Paese.

Per questo, ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando, con tutti quelli che la politica di Monti vogliono contrastarla sul serio, a dar vita a un progetto politico che ieri, a Roma, con Antonio Ingroia, ha iniziato a prendere forma. Il tempo a disposizione è poco ma ce la faremo, perché i cittadini, stavolta, devono poter dire che cosa vogliono, e anche cosa non vogliono più.