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Monti scenda dal piedistallo

L’agenda Monti è la riproposizione delle politiche deleterie portate avanti fino ad oggi da questo esecutivo. In questi mesi il Presidente del Consiglio dimissionario ha avuto a disposizione una maggioranza bulgara per fare le riforme di cui oggi ha parlato. Tutto il Parlamento, con numeri schiaccianti, è stato a sua disposizione, ad eccezione dell’Italia dei Valori e, nonostante ciò, ha proceduto a colpi di fiducia.

Non ha presentato neanche una volta riforme strutturali per la crescita economica e per l’equità sociale, né riforme sostanziali  nel campo della giustizia: nessuna norma per la reintroduzione del falso in bilancio, nessuna disposizione sulla prescrizione, nessuna legge vera contro la corruzione. Non ha abrogato nemmeno le leggi ad personam del precedente governo.

E se davvero avesse voluto fare tutto questo avrebbe avuto il tempo e il sostegno necessari. Infatti il voto di fiducia avrebbe potuto chiederlo su questi provvedimenti che oggi dice di voler fare, ma che, fino ad oggi, non ha fatto. Cosa ha fatto sul lavoro? Un’operazione ideologica sui licenziamenti facili mentre le imprese e i lavoratori attendevano e attendono una legge per le assunzioni facili con provvedimenti per la crescita. Insomma anche oggi Monti blatera”.

Monti si è proposto e si ripropone nell’esatto modo in cui è arrivato, ossia con la richiesta ad una maggioranza spuria, costruita su compromessi, veti e ambiguità. Un modo per dare vita ad un governo di galleggiamento, di chiara impronta conservatrice. A Monti non interessa l’Italia ma farsi bello in Europa, con lo stesso stile che ha adottato, fino ad oggi, omettendo i risultati, sul terreno economico e sociale, del reale stato in cui versa l’Italia. Infatti con i suoi provvedimenti ha creato una divaricazione sociale allarmante, facendo pagare la crisi solo alle fasce più deboli della popolazione e salvaguardando le banche, i grandi patrimoni, gli scudati e gli evasori.

Non è un caso che i dati Istat registrino un tasso di disoccupazione ai massimi storici Monti, la prossima volta, dica quel che ha realmente fatto e non nasconda il suo fallimento. Per quanto riguarda l’Italia dei Valori ribadiamo la nostra ferma posizione: ci proponiamo come costruttori di un governo che abbia un programma alternativo all’agenda Monti. Comunque il Presidente del Consiglio dimissionario deve smetterla  con questo tira e molla sul suo impegno diretto, questo tenere sulla corda la politica denota la sua paura del voto dei cittadini. Quest’indecisione mette in crisi anche i mercati. Infatti gli investitori internazionali vanno dove c’è coerenza, sburocratizzazione e vera battaglia all’illegalità e all’economia sommersa.

Scenda dal piedistallo, si metta in gioco, si sporchi le mani e non aspetti la solita investitura dall’alto sarebbe il primo candidato premier per acclamazione. Troppo comodo così. Si ricordi che siamo in democrazia e devono essere i cittadini a scegliere.