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Per l’ennesima volta, no a Monti e alla sua “agenda”

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Oggi il governo Monti va a casa. Non è mai troppo tardi giacché per noi dell’IdV questo esecutivo non ha fatto altro che portare avanti le politiche e il programma del governo Berlusconi. In loden ma le stesse politiche. Tant’è vero che, rispetto alle favole che ha raccontato al Paese, più rigore, più sviluppo, più equità, tante tragedie sociali ha prodotto: più disoccupazione, più debito pubblico, più recessione, più disuguaglianza sociale, più tasse e più insicurezza.

Quindi, è un bene che l’agenda Monti sia archiviata e che questo governo possa andare a casa. Noi l’avevamo detto un anno fa che era un azzardo consegnare a dei tecnici, non eletti dai cittadini, il compito di sostituire il governo Berlusconi, soprattutto affidandosi al voto di fiducia del centrodestra.

Berlusconi ve lo ha dimostrato oggi, togliendovi quella stessa fiducia per cui vi ha messo lì, a fare le belle statuine solo perché serviva a lui. Senza metterci la faccia. Nel momento in cui avete provato ad alzare la testa vi ha mandato a casa. Infatti, al di là delle ragioni puerili e incredibili che stanno raccontando quelli del centrodestra, e cioè che vi mandano a casa perché non condividono le vostre politiche, la verità è un’altra: fino ad oggi loro hanno portato avanti le vostre politiche e voi le loro.

Tant’è vero che per 50 volte vi hanno votato la fiducia. E solo dopo 50 volte vi dicono che quel che avete fatto non va bene. Questa è una presa in giro, una truffa ed è bene che i cittadini lo sappiano. La verità la diciamo qui a chi ci ascolta: vi hanno tolto la fiducia perché, in vista delle elezioni, vogliono dissociarsi da quel che voi avete fatto insieme a loro, e a quanti vi hanno dato la fiducia, perché quello ha creato ancora più disordine, disastro e disuguaglianza sociale. Se è vero com’è vero che fuori da qui vi sono milioni di cittadini che non arrivano a fine mese, che sono esasperati per le tasse che pagano, che fanno sciopero tutti i giorni, e sindaci che vogliono dimettersi e presidenti delle Regioni che vogliono ricorrere alla Corte Costituzionale. Se è vero com’è vero cioè che voi per far quadrare i conti fate pagare i più onesti e i più deboli. Questa è la ragione per cui vi tolgono la fiducia, perché si vogliono dissociare da se stessi e vogliono far credere, ancora una volta illudendo i cittadini, che dissociandosi da voi loro non hanno colpa. Ma loro, i berlusconiani e il centrodestra, hanno più colpa di voi perché vi hanno dato la possibilità di cambiare faccia per fare le stesse cose e voi vi siete prestati non come professori ma come lustrascarpe. Noi lo sappiamo perché andate a casa oggi e perché vi tolgono la fiducia. Perché avete provato a fare una legge sull’incandidabilità dei condannati. Avete visto cosa è successo? Preferiscono mandarvi a casa piuttosto che permettervi di fare una legge che impedisca ai condannati di entrare in Parlamento. Noi vogliamo che in Parlamento, chi è condannato non ci debba venire neanche se è stato condannato in secondo grado, senza aspettare la definitiva. E, soprattutto, vogliamo che in queste Aule non ci venga chiunque sia stato condannato, non solo chi è stato condannato a una certa pena. Perché poi la pena è una cosa e il titolo di reato è un altro. I corrotti e i corruttori è meglio che qui non entrino. E quindi, invece di prendervela con qualche comico che vuole fare politica, prendetevela con voi stessi che fate i comici. Noi riteniamo che la vera ragione per cui voi andate a casa lo abbia detto testualmente il segretario del Pdl, Angelino Alfano, il 6 dicembre scorso, quando vi ha tolto la fiducia. Alfano ha detto che in materia di giustizia c’era un accordo segreto tra Monti, Severino, Casini e Bersani che prevedeva l’anticorruzione, e la legge che avete fatto è finta come dicono i magistrati, perché aiuta la corruzione. E in più vi hanno tolto la fiducia perché non avete eliminato le intercettazioni, come strumento d’indagine per i magistrati, e non avete previsto la responsabilità civile per i magistrati. Insomma, non vi siete voluti comportare da delinquenti in quanto quelle leggi che non riuscivano a fare loro chiedevano a voi di farle. Per questo motivo state andando a casa. Ecco perché almeno su una cosa sono d’accordo: non avete ceduto all’ultimo ricatto che vi hanno fatto. Avete ceduto per un anno intero, a 50 ricatti, con 50 voti di fiducia, per fare provvedimenti che il Paese non avrebbe voluto e che non avrebbe voluto neanche questo Parlamento. Anche oggi ricorrete al voto di fiducia e la ragione è molto semplice. Lo fate perché non avete la fiducia sui provvedimenti che fate e quindi, per alzata di mano, dite: ‘se volete restare in Parlamento dateci la fiducia’. Oggi ve la tolgono perché non avete provveduto a modificare le leggi sulla giustizia che loro volevano. Fate bene ad andare a casa, ma soprattutto ora è necessario pensare al domani. Bisogna costruire un’alternativa di governo che abbia un programma totalmente diverso da quello portato avanti da Berlusconi prima e da Berlusconi travestito da Monti dopo. Un’alternativa di governo programmatica che metta al primo posto una maggiore uguaglianza sociale, che la smetta di togliere ai più onesti e ai più poveri e che vada a prendere i soldi a chi finora non ha pagato. Un’alleanza programmatica che dica ai cittadini prima del voto chi si mette insieme e per fare che cosa. Ecco perché noi abbiamo deciso di rilanciare un appello alle forze politiche che si vogliono proporre come alternative al governo Monti e, soprattutto, alla società civile e agli elettori che ci ascoltano affinché tutti coloro che si pongono in alternativa all’agenda di questo governo non lo dicano solo a parole ma lo facciano con i fatti. Siamo stufi di vedere che qui dentro votano delle leggi e fuori manifestano insieme al popolo contro quelle leggi che loro stessi hanno votato. Ecco perché noi diciamo che c’è la necessità che tutte quelle forze politiche e sociali, movimenti e associazioni abbiano la possibilità di venire in Parlamento e di essere rappresentati. E denunciamo da subito che con il giochino della raccolta delle firme, necessarie per presentarsi alle elezioni, si vuole impedire a forze politiche, rappresentanti di interessi diffusi, di entrare in Parlamento. In questo senso ci appelliamo al Capo dello Stato affinché dica una parola chiara sul tema della rappresentanza e della democrazia. E si esprima chiaramente anche sul fatto che, anche se il governo cade entro fine anno, i referendum contro la Casta e in favore del diritto al lavoro si devono fare. Sono state raccolte già milioni di firme e non è possibile che, per un gioco di veti e controveti, migliaia di cittadini vedano negato un diritto previsto dalla Costituzione. Noi chiediamo che ci sia oggi la possibilità di riconoscere un’unitarietà di programma che metta insieme tutte queste forze politiche, sociali, associative e movimenti e che possano convincere coloro che si propongono come alternativi al governo Monti. Oggi lo abbiamo sentito anche dal segretario del Pd e ieri dal segretario di Sel, lo abbiamo sentito durante le primarie: vogliono andare oltre l’agenda Monti e vogliono fare qualcosa di più e di diverso dall’attuale esecutivo. Bene, passino dalle parole ai fatti e facciano una coalizione unitaria che dica prima ai cittadini chi sta insieme per fare che cosa e non giochino con la legge elettorale che serve soltanto ad accordarsi dopo il voto per continuare le stesse politiche che hanno distrutto il Paese. Per questa ragione, vi neghiamo ancora una volta la fiducia e vi preghiamo di andare a casa al più presto.

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