Facebook YouTube Biografia Scrivimi

L’inganno ai danni dei cittadini

Facebook
Google
Twitter
117
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico
           Short Url:

In Italia, oggi, esiste per l’informazione un’emergenza democratica. Anche ai tempi di Berlusconi, per chi se lo fosse dimenticato, ci fu un editto bulgaro nei confronti di tanti giornalisti dalla schiena dritta ma anche ai danni dell’Italia dei Valori. Un editto che ci tolse la parola in televisione per mesi e mesi.

Non è un sospetto o un’accusa lanciata a casaccio: è una certezza comprovata dalle intercettazioni telefoniche nelle quali Berlusconi parlava del sottoscritto. Berlusconi non sta più al governo, ma le cose sono rimaste le stesse. Da quanto tempo è che non sentite una voce dell’Italia dei Valori in televisione?

Provate un po’ da soli a fare il conto di quanto tempo i maggiordomi televisivi dedicano a Monti, al Pd e al Pdl e quanto alla Lista Ingroia. La campagna elettorale si sta svolgendo in una condizione di violazione permanente delle regole del gioco e del rispetto della legge. La Lista Ingroia-Rivoluzione civile crea un problema perché rischia di portare via i voti alle tre liste che stavano insieme nel governo Monti, anche se adesso fanno finta di litigare. Poco male, vuol dire che si fa sparire così passa la paura. Ma così si fa nei regimi, non nelle democrazie.

Figuratevi che l’Agcom, che dovrebbe sorvegliare e garantire la parità di trattamento, nemmeno sta monitorando la Lista Ingroia-Rivoluzione civile. Giustificano questa censura dicendo che ciò avviene perché quella lista non sta in Parlamento e, dunque, bisogna aspettare la presentazione ufficiale delle liste. Bugiardi! La Lista Monti, che non sta in Parlamento, viene monitorata eccome, e anche il Movimento 5 stelle. Questa è solo la scusa a cui si attaccano per giustificare il tentativo di nascondere quanto più possibile agli elettori la presenza di un’alternativa di governo diversa da quella dell’agenda Monti.

Infatti, dell’Italia dei Valori, che in Parlamento c’è, fanno comunque in modo di non parlarne mai. Al punto che persino l’Agcom ha dovuto aprire gli occhi e lanciare moniti alle reti televisive. Però i moniti e i sommessi inviti, ai direttori di testata con la schiena china, da un orecchio gli entrano e dall’altro gli escono. Se non sono accompagnati da disposizioni precise e sanzioni severe non servono proprio a niente.

Questo inganno ai danni dei cittadini non può continuare. La campagna elettorale deve essere democratica davvero e, se non lo diventa subito, noi denunceremo in Europa e nel mondo, con ogni mezzo, il golpe mediatico che si sta compiendo in Italia e ci rivolgeremo alle sedi competenti per chiedere che vengano rispettati i diritti costituzionalmente garantiti. Ma non si facessero illusioni. Come non sono riusciti ad ammazzarci con gli editti e con le trappole, così stavolta non riusciranno a fermare la Rivoluzione civile.

-->