- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

Se non si è d’accordo, alle elezioni si va divisi

Non ci saranno accordi di desistenza tra Rivoluzione Civile e il Pd. La desistenza è uno di quei sotterfugi con cui i partiti hanno finito per allontanare i cittadini dalla politica e dal rispetto per la politica. Possibile che tanti politici ancora non abbiano capito che bisogna smetterla con trucchi e trucchetti? Oltretutto, in questo momento, fare un accordo di desistenza vuol dire mettersi alla finestra a vedere da lontano cosa succede: quello che faceva Ponzio Pilato. Ma una lista come quella di ‘Rivoluzione Civile’, proprio perché vuole fare la rivoluzione, tutto può fare tranne che stare alla finestra.

Se si è d’accordo sulle cose fondamentali si fa un accordo di governo come noi dell’Italia dei Valori, nei mesi scorsi, abbiamo tante volte proposto ai partiti che si dicono di centrosinistra senza mai ricevere risposta. Se non si è d’accordo si va alle elezioni divisi, ma non è che poi uno viene a chiederti sottobanco di dargli una mano per battere gli altri avversari. Io ho massimo rispetto per Bersani e per il Pd ma non sono un servo sciocco. Proprio perché rispetto il Pd e il suo segretario, vorrei che non si abbassasse a ulteriori trucchetti come l’ennesima campagna per il voto utile. Come non sono sciocco io non lo sono nemmeno gli elettori e sanno perfettamente che il voto che Bersani chiede al Senato non è per battere Berlusconi, e nemmeno per poter governare senza Monti, ma solo per poter trattare le poltrone con Monti da una posizione più forte. E’ sicuramente un voto utilissimo solo per lui.

Se Bersani vuole un accordo di governo per non aver bisogno di Monti deve intavolare con Antonio Ingroia e con Rivoluzione Civile un dialogo per mettere a punto un’agenda improntata sulla giustizia sociale e quindi che sia opposta a quella di Mario Monti.