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Si è chiuso un anno durissimo, ora serve discontinuità

L’Italia dei Valori si è battuta con tutte le sue forze, in Parlamento e nelle piazze, per ridare dignità alla parola democrazia e per far pagare questa crisi agli speculatori, ai corruttori e agli evasori. Abbiamo tenuto la schiena dritta per respingere le politiche inique del governo Berlusconi prima e del governo Monti poi. Per questo abbiamo pagato un prezzo altissimo ma rivendichiamo il nostro operato, consapevoli che le nostre battaglie sono state fatte all’insegna della legalità e della democrazia. Non ci lasciamo intimidire e continueremo ad esserci, con la schiena dritta e con i nostri uomini e le nostre donne migliori, con la società civile e con tutti quei cittadini onesti che hanno deciso di dar vita ad una vera e propria Rivoluzione Civile.

Quello che si è appena concluso è stato un anno durissimo per gli italiani, almeno per quelli onesti, che lavorano e pagano le tasse. E’ stato stravolto il concetto di democrazia. Adesso serve un segnale forte, un segnale di discontinuità dalle politiche di Berlusconi prima e di Monti poi.

Con la scusa della crisi, sono stati tolti i soldi ai cittadini e allo Stato ma sono stati dati alle banche.

E’ stata una mossa dettata dal Governo Monti nel solco di una logica europea che, dal 2008 fino al 2011, ha fatto passare 1.116 miliardi dalle casse degli Stati alle casse delle banche e che porta ora molti a dire che lo stato sociale non è più sostenibile. Le famiglie si sono impoverite, i nostri giovani sono a spasso, i lavoratori – additati spesso nelle loro rappresentanze sindacali come i più conservatori – sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto. A niente è servito riempire le piazze di tutta Italia per gridare il malcontento generale del Paese e denunciare le ingiustizie sociali: le istituzioni sono rimaste sorde a tutto questo. Al contrario di quanto è accaduto, invece, alle caste e agli ordini professionali, a cui è bastato solo alzare un dito per respingere qualunque ipotesi di riforma che potesse sfiorarli. E lo stesso scenario si è visto per coloro che, in questi anni, non hanno rispettato la legge e hanno portato all’estero i proventi di attività illegali: gli scudati fiscali sono stati salvati, non hanno pagato alcun costo della crisi. Insomma la corruzione e l’evasione sono rimaste intatte, lasciando il conto da pagare agli italiani onesti: 180 miliardi tutti sulle nostre spalle. Infatti, i loro beni milionari sono stati graziati, mentre il numero delle famiglie che non arrivano a fine mese si è moltiplicato.

Ma noi non possiamo accettare che venga fatta passare come crisi dei bilanci pubblici quella che, invece, è una crisi della finanza. E non possiamo accettare che, come accadde nel feudalesimo, si chieda l’obolo ai servi della gleba, mentre si mantengono intatti i privilegi, i patrimoni, i soldi dei feudatari. Siamo in democrazia, e l’oligarchia finanziaria non si deve sostituire alla rappresentanza parlamentare.

Auspichiamo, perciò, che quest’anno inauguri un nuovo corso coerente e rispettoso con l’imperativo democratico che affida ai cittadini la sovranità. Per nessuna ragione possiamo rinunciare allo stato sociale. Non possiamo rinunciare, ad esempio, alla sanità pubblica, perché quello alla salute è un diritto sancito dalla nostra martoriata Costituzione, e non possiamo far mancare alle famiglie e agli anziani l’assistenza di cui hanno bisogno. Così come non possiamo lasciare che migliaia di insegnanti siano condannati alla precarietà, che altri validi ricercatori dei nostri atenei scappino all’estero e che scuola e università pubbliche continuino ad essere usate come un bancomat a cui attingere. E, infine, non possiamo accettare che siano ancora i cittadini italiani a pagare gli sprechi della politica e i fallimenti delle banche e della finanza.

Per questo, mentre la Casta compie la sua ennesima, disperata corsa alla poltrona, noi lavoriamo per creare un’alternativa vera e concreta che veda finalmente protagoniste le forze più pulite e oneste del Paese. Noi dell’Idv ci saremo e alle prossime elezioni politiche porteremo avanti la nostra rivoluzione civile, con Ingroia e con la parte migliore di questo Paese.