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Artifizi e raggiri

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lettera berlusconi Artifizi e raggiri
In italiano la lettera sulla restituzione dell’Imu inviata da Silvio Berlusconi ai cittadini non si chiama propaganda elettorale ma truffa. E si tratta di un reato perseguibile a norma di codice penale: art. 640. Recapitare una lettera che somiglia come una goccia d’acqua a una comunicazione formale fatta pervenire dagli uffici amministrativi costituisce, a tutti gli effetti, un tentativo di artifizio e raggiro, previsto e punito dal codice penale.
Berlusconi sa benissimo che moltissime persone non cadranno nel tranello, ma per lui contano quelli poco attenti, magari perché anziani o poco informati, che invece penseranno che la lettera sia vera e “ringrazieranno” il guitto votandolo.
Per queste ragioni, alcuni esponenti di Rivoluzione civile hanno già provveduto a sporgere regolare denuncia alla Procura della Repubblica.
In dipietrese, però, quella lettera ha ancora un altro nome: è l’ennesimo tentativo che fa Berlusconi per prendere in giro il popolo italiano. Gli è andata bene tante volte, anche perché spesso è stato aiutato nei suoi raggiri da un’opposizione tapina e imbelle, ma stavolta farà meglio a mettersi l’anima in pace perché gli italiani non ci cascheranno. Puoi fregare tutti una volta, qualcuno la seconda, ma alla terza non ti crede più nessuno.
La sola speranza che oggi Berlusconi ha di salvarsi la pelle, politicamente parlando, è che venga fuori dal cilindro di qualcuno una grande coalizione che, per la seconda volta dopo il dicembre 2011, lo resusciterebbe. Gli elettori devono saperlo: c’è una sola garanzia di non rivedere al governo l’ammucchiata Pd-Monti con aggiunto pure Berlusconi, ed è quella di dare forza a chi mai e poi mai si presterebbe a un inciucio del genere, cioè a Rivoluzione civile.

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