Facebook YouTube Biografia Scrivimi

Coerenti, a differenza di tutti gli altri

Facebook
Google
Twitter
35
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico
           Short Url:

Mario Monti vuole detassare l’Irpef e l’Irap. Noi dell’Italia dei Valori lo diciamo da tempo che, senza diminuire le tasse, in particolare proprio l’Irap che è un cappio al collo delle piccole e medie imprese, l’economia non riprenderà mai fiato. Monti allora non ascoltava. Anche se, con la maggioranza bulgara di cui disponeva, avrebbe potuto tranquillamente fare ieri quel che promette oggi.

Berlusconi vuole detassare l’assunzione di collaboratori e, su questa base, promette addirittura 4 milioni di posti di lavoro. A parte la gara a chi le spara più grosse, resta il fatto che lo stesso Berlusconi, nell’ultima legislatura, al governo c’è stato per quattro anni e, nei primi tre, aveva anche lui una maggioranza schiacciante. Allora perché questa bella idea non l’ha messa in pratica quando poteva?

Anche il segretario del Pd ha un sacco di idee: vuole dismettere un parte del patrimonio pubblico, ripagare il debito della pubblica amministrazione verso le imprese con 50 miliardi di euro, dare un salario minimo garantito per non lasciare senza un soldo i precari tra un contratto e l’altro. Non voglio mettermi a discutere sulla qualità di queste proposte, ma solo ricordare che, nell’ultimo anno, c’è stato un governo che si reggeva sui voti del Pd. Perché Bersani non ha insistito, forte di quei voti, affinché Monti, tra una controriforma e l’altra, facesse anche queste cose?

Tutti insieme, poi, ripetono che bisogna togliere l’Imu sulla prima casa. Ma chi l’ha messa quella tassa odiosa, se non loro stessi, proprio pochi mesi fa?

La verità è semplice. Tutte queste belle cose che oggi vengono promesse si potevano fare facilmente nei mesi e negli anni scorsi. Alcune le avevo già fatte io da ministro. Bastava, quindi, non buttarle via, oppure riprenderle.

Queste politiche, che non hanno fatto quando potevano, promettono di farle oggi solo per ramazzare voti, ma se le dimenticheranno domani. Ricominceranno a dire che, in nome del rigore e del risanamento, purtroppo, bisogna fare il contrario di quel che avevano detto e le belle promesse le tireranno fuori alla prossima campagna elettorale.

Rivoluzione Civile è un’altra storia. I partiti e i movimenti che ne fanno parte propongono quelle stesse cose che hanno detto di voler fare anche in passato, in Parlamento e  nelle piazze. Quel che oggi vogliamo abolire lo abbiamo combattuto anche ieri e, certamente, non lo abbiamo votato. A differenza di tutti gli altri.

La politica si può fare in due modi. Quella che prende in giro i cittadini si fa con delle false promesse. Quella che fa sul serio e che merita fiducia si fa con le azioni concrete.  Noi l’abbiamo sempre fatta così e così la faremo, in Parlamento e nel Paese, dopo il 24 febbraio.

-->