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Il voto sui programmi, non sugli insulti

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Dall’inizio della campagna elettorale giornali, media e talk show, cioè le sole fonti di informazione politica per quasi tutti gli italiani, evitano di parlare di Rivoluzione Civile e, soprattutto, di far conoscere ai cittadini le nostre proposte. È, infatti, da queste proposte che gli elettori dovrebbero decidere se votare o no per un soggetto politico. Più che giornalisti politici, alcuni assomigliano a cronisti rosa, che campano di pettegolezzi. Quando si parla di Rivoluzione Civile si pensa solo a nasconderne il programma e a censurarne la voce.  E’ così che si fa quando una forza politica è scomoda: si oscura quel che vuole fare, si nega la sua ragion d’essere politica, la si fa passare per una specie di fenomeno folkoristico. Con noi la stragrande maggioranza delle testate giornalistiche si comporta così sin dall’inizio della campagna elettorale e sempre di più via via che si avvicina la data del voto. Questa non è informazione ma disinformazione. Pertanto, noi di Rivoluzione Civile protesteremo in tutte le sedi italiane ed europee, denunceremo questa violenza ai danni della democrazia e del diritto d’informazione in tutti i modi possibili. Per questo, invito i tanti giornalisti con la schiena dritta, che ancora ci sono in Italia, a non prestarsi a questo gioco.

Gli elettori devono decidere se votare o no Rivoluzione Civile non sulla base degli insulti che qualcuno scaglia contro di noi, ma per le nostre proposte in materia di giustizia e lotta contro l’economia illegale. Noi siamo gli unici a chiedere il ripristino dell’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e siamo stati gli unici in Parlamento, come IdV, a votare contro la riforma delle Pensioni che ha creato la piaga degli esodati, a cui chiediamo di restituire il maltolto. Siamo per la pace e il disarmo, per l’azzeramento dell’inutile programma d’acquisto dei cacciabombardieri F-35 e di tutti i nuovi armamenti. Chiediamo il ritiro immediato delle truppe italiane dai territori di conflitto, come l’Afghanistan, dove l’Italia è entrata in una guerra guerreggiata mascherata da missione di pace, violando la nostra Costituzione. Proponiamo una legge sulla democrazia e sulla rappresentanza nei luoghi di lavoro e il reddito minimo per i disoccupati e vogliamo che le retribuzioni italiane aumentino a partire dal recupero del fiscal drag e dalla detassazione delle tredicesime. Siamo per l’uguaglianza e per dare diritti sociali e civili a tutti gli individui; contrastiamo l’omofobia  e, per questo, siamo favorevoli all’estensione dei matrimoni civili anche per le coppie omosessuali.

Questa è Rivoluzione Civile. Su queste proposte, abbiamo il diritto di essere valutati e gli elettori hanno il diritto di giudicarla. Una democrazia che nega questo diritto perché nega le informazioni necessarie a esercitarlo è una democrazia per modo di dire. E’ la democrazia di Berlusconi e dei berluschini di ogni colore.

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