- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

Perchè attacchi la magistratura, caro Beppe?

Caro Beppe,

ti scrivo perché non ti riconosco più e, soprattutto, non mi riconosco più in alcune tue affermazioni e prese di posizioni. Da un po’ di giorni, infatti, hai cambiato repertorio nei tuoi comizi e ti sei messo, anche tu, ad attaccare la magistratura, come un Berlusconi qualsiasi. Vai addirittura ripetendo: ‘questa magistratura mi fa paura’, ed ancora che la nostra è una magistratura debole con i potenti e forte con i deboli. Affermazioni ingiuste che, purtroppo, per la tempistica ed il tono usato, fanno da corollario a quelle vergognose che, da sempre, va ripetendo Berlusconi per il quale ‘la magistratura rappresenta il cancro della nostra democrazia’.

Ma ti rendi conto, Beppe, insieme a quale compagnia di ‘falsari della verità’ ti stai mettendo pur di spararle ogni giorno più grosse?

A quale Magistratura ti riferisci, Beppe? Perché fai di tutt’erba un fascio? Ti stai forse dimenticando la schiera di magistrati che hanno perso la vita per fare il loro dovere e proprio per combattere i potenti? O forse ti stai dimenticando il prezzo pagato (in termini di calunnie, intimidazioni e denigrazioni) da chi ha combattuto, in questi anni, le mafie di Stato e il malaffare delle tante Tangentopoli di ieri e di oggi?

Grillo, non fare anche tu come Berlusconi che dice che la colpa dei guai in cui versa l’Italia è dei magistrati, che hanno scoperto i reati, e non dei mariuoli che si sono fregati il bottino dello Stato.

Piuttosto, utilizza il tempo e lo spazio dei tuoi benvenuti comizi per informare il tuo pubblico di come stanno in realtà le cose, altrimenti, se ti ci metti anche tu a fare disinformazione, siamo veramente di fronte ad un mondo alla rovescia.

Beppe, tu sai bene, come me, che la colpa del ripetersi di Tangentopoli è della classe politica corrotta e di quella di specifici e potenti poteri finanziari che, in combutta con taluni (anzi molti) manager e dirigenti pubblici, hanno da tempo organizzato una vera e propria predazione di ogni ben di Dio (pardon…del popolo italiano), costruendo, al tempo stesso, una serie di leggi e leggine per conseguire pure l’impunità. E quando proprio non ci riescono dicono che la magistratura li sta perseguitando, un po’ come ti sei messo ad affermare tu ultimamente.

Ed allora, mi chiedo, ti chiedo e chiedo se anche i tuoi elettori la pensano così!

Anche se oggi Grillo ed io ci presentiamo alle elezioni con liste diverse, e nonostante la competizione elettorale ci separi, io non ho mai fatto mancare il mio rispetto a un movimento, come quello del M5S, che combatte lo stesso sistema e lo stesso marciume che combattiamo noi di Rivoluzione civile – Italia dei Valori.

Proprio per questo, non capisco e non comprendo, caro Beppe, questi tuoi frequenti e ripetuti attacchi contro i magistrati e, in particolare, proprio contro Antonio Ingroia e contro la mia persona. Noi che abbiamo avuto l’unico torto di aver combattuto ‘i poteri forti’ (io quelli di Tangentopoli e Ingroia quelli di Mafiopoli), e cioè quegli stessi poteri che vorresti combattere anche tu ed il tuo splendido M5S.

Stiamo ai fatti: in questo Paese, da oltre vent’anni, la magistratura ha costituito un baluardo contro l’arroganza di un potere corrotto e complice dei corrotti. I magistrati, nella oscurissima fase storica che ancora stiamo attraversando, sono stati spesso il solo scudo a difesa della povera gente, di tutti quelli che non fanno parte di lobby potenti. Senza la legge e senza chi la fa rispettare, tutti quei cittadini sarebbero esposti solo al potere del più forte.

Non è un caso isolato quello di Taranto, dove la latitanza della politica e l’arroganza del potere economico hanno avvelenato impunemente un’intera città, sino a quando non è intervenuta la magistratura. Senza la magistratura, alla Fiat varrebbe solo il sopruso e nessuno difenderebbe i lavoratori dalla discriminazione e dalla tirannia instaurata da Marchionne. Lo sapete da soli quanti ladri, quanti corrotti e quanti truffatori sarebbero ancora comodamente seduti sulle loro poltrone senza le indagini dei magistrati.

Oggi, in Italia, attaccare la magistratura significa schierarsi, magari involontariamente, con tutti i Berlusconi e i Berluschini, con i Riva e i Marchionne. Con i vostri e i nostri nemici. Contro tutto quello che noi dell’Italia dei Valori combattiamo da quasi quindici anni, e voi del Movimento cinque stelle da oltre cinque anni.

Ripensaci, ti prego Beppe e, soprattutto, Voi amici del M5S riflettete bene prima di prendervela anche Voi con i magistrati.

Con affetto e rispetto,

Antonio Di Pietro