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Silvio, rappresentante di mascalzoni e furbi

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Impunità per i parlamentari, per i corrotti, per gli evasori fiscali, per i palazzinari: ogni giorno che passa Silvio Berlusconi si presenta come la rappresentanza politica dei mascalzoni e dei furbi che campano fregando gli altri.
È gravissimo che un leader politico possa promettere condoni e impunità per gli evasori fiscali, esaltare le tangenti, trattare i malfattori come eroi e i magistrati come delinquenti. Quello di Berlusconi è un invito a delinquere e lo è ancora di più in giornate come queste, segnate da uno scandalo dopo l’altro. Quando le iscrizioni nel registro degli indagati, gli arresti e le condanne arrivano a ripetizione, ogni giorno, non ci vanno di mezzo solo i corrotti ma affonda tutta l’economia del Paese.
Chi invece di dichiarare una guerra senza quartiere alla corruzione, l’assolve, l’aiuta e la sostiene, non si rende colpevole solo di fronte alla morale e al senso della giustizia, ma anche di fronte alle sorti dell’economia italiana. Senza la corruzione arriverebbero gli investimenti esteri. Senza l’economia illegale e l’evasione fiscale i poveracci non dovrebbero tirare l’anima con i denti per ripianare la voragine creata nei conti pubblici dai furbi e dai disonesti.
Noi dell’Italia dei Valori lo abbiamo gridato per cinque anni, ogni santo giorno, in Parlamento e nelle piazze. Abbiamo denunciato tutto il marciume che sta venendo fuori in questi giorni, dall’Mps a Finmeccanica. Ci hanno trattato da populisti. Adesso si scopre che ci insultavano solo perché non volevano ascoltare, non volevano vedere, non volevano sapere.
Ci sono due culture mortali che stanno ammazzando l’Italia. Una è quella dell’illegalità che da vent’anni diffonde Berlusconi. Quella che esorta i ladri a rubare perché tanto non pagheranno mai e considera chi non truffa, non evade, non corrompe e non si fa corrompere, come un povero fesso da compatire. L’altra è quella dei tanti Ponzio Pilato che, come Mario Monti, stanno a guardare senza muovere un dito. Ne sa qualcosa Antonio Ingroia, attaccato e criticato duramente solo perché cercava la verità sugli intrecci tra mafia e politica.
Con Ingroia e con gli italiani perbene che si sono rotti le scatole di passare per fessi, noi abbiamo fondato Rivoluzione Civile proprio per combattere entrambe queste culture avvelenate e velenose: quella dell’illegalità e quella della complicità con l’illegalità. Noi non chiediamo un voto per sederci in Parlamento e metterci a chiacchierare. Chiediamo di darci una mano per una rivoluzione culturale che renda di nuovo l’onestà un valore e per fare piazza pulita di tutti i corrotti e di tutti i Ponzio Pilato che in Parlamento ci stanno da sempre.

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