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Berlusconi condannato, l’Italia può ancora credere nella giustizia

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La condanna a un anno di reclusione a carico di Silvio Berlusconi per la vicenda dell’intercettazione Fassino – Consorte, avvenuta durante la scalata a Bnl da parte di Unipol, dimostra che in questo Paese si può ancora credere nella giustizia, nonostante i grandi sforzi fatti da gran parte della politica per azzerarla. Quell’intercettazione fu pubblicata da Il Giornale, cioè dal foglio di famiglia di casa Berlusconi, ed ebbe, secondo tutti gli analisti, un ruolo determinante nella ‘rimonta’ che permise a Berlusconi di arrivare quasi al pareggio nelle elezioni del 2006. Piero Fassino era allora segretario dei Ds, cioè del principale partito dell’opposizione. Era un palese tentativo, tra l’altro riuscito, di fare fuori il capo dell’opposizione da parte di un presidente del Consiglio in carica, adoperando un’intercettazione illegalmente acquisita e, probabilmente, profumatamente pagata.

Il processo nasce da un esposto da me presentato nell’ottobre 2009 alla Procura di Milano, dopo che l’imprenditore Fabrizio Favata era venuto a raccontarmi di aver consegnato la pen-drive con quell’intercettazione direttamente a Silvio Berlusconi, dopo avergliela fatta ascoltare. E mentre Favata raccontava io ‘verbalizzavo’, proprio come facevo quando ero magistrato, usando, in mancanza di meglio, una tovaglietta di carta. Favata si era rivolto anche ad altri esponenti politici e rappresentanti delle istituzioni che, invece di fare il loro dovere, si erano tappati occhi, orecchie e bocche. Io, invece, subito dopo il primo incontro con Favata sono corso a riferire ai magistrati quello che mi aveva raccontato, perché questo era il mio dovere di cittadino e di parlamentare dopo essere venuto a conoscenza di fatti penalmente rilevanti. Purtroppo, su questo processo pende la scure della prescrizione, che arriverà nel luglio prossimo. Per questo, anche stavolta, Berlusconi la farà franca in quanto sarà impossibile arrivare ad una sentenza definitiva. Come al solito, la storia si ripete e gli italiani sono stati presi in giro per l’ennesima volta da un bravo venditore di fumo che ha piegato le istituzioni ai suoi interessi. Il signor Silvio Berlusconi ha una propensione particolare a cambiare il corso degli eventi comprando e corrompendo gli utili idioti. Non è un caso che sia indagato per corruzione sulla vicenda della compravendita dei parlamentari che determinò la caduta del Governo Prodi. Berlusconi, che continuerà a sedere in Parlamento, non perderà il vizio di utilizzare le istituzioni a proprio uso e consumo per portare avanti gli interessi illegittimi, suoi e dei suoi sodali, non certo per difendere quelli legittimi dei cittadini.
Per quanto mi riguarda sono contento di aver fatto il mio dovere fino in fondo e di aver denunciato tutta la vicenda alla magistratura.

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