- Antonio Di Pietro - http://www.antoniodipietro.it -

“Governabilità”, una parola ambigua.

Auguro a Pierluigi Bersani di riuscire nel suo difficile tentativo, purché però non cada anche lui nell’inganno secondo cui l’importante è che si possa governare senza una traiettoria ben precisa.
Quando, come in queste settimane, tutti scrivono, dicono e ripetono che ci deve essere la governabilità, io mi chiedo se sia davvero questo l’importante o non, piuttosto, avere un’idea e una politica precisa di governo. Voler governare per aiutare le banche ed eseguire i diktat suicidi della Bce è cosa molto diversa da voler governare per stare dalla parte di quei quattro milioni di “assolutamente poveri” che ci sono oggi in Italia e per rilanciare l’economia, anche a costo di sfidare le imposizioni sbagliate dell’Europa.
Governare per convivere con la corruzione è una cosa, e purtroppo sinora è stata la via scelta da tutti, governare per debellare la corruzione è tutt’altra cosa. Quella sì che in Italia sarebbe una novità assoluta.
“Governabilità” è una parola ambigua. Ogni persona che ancora crede nel valore della politica dovrebbe guardarla con dubbio e sospetto. Dietro quella nuvola di fumo si può celare tutto e il contrario di tutto. Io, come cittadino prima ancora che come leader politico, non voglio un governo purchessia. Voglio sapere con quali persone e per fare che cosa si vuole governare, quali sono le scelte di campo, quale strada si intende prendere al bivio che le realtà nazionale e internazionale ci mettono di fronte.
Nelle settimane scorse, dopo le elezioni di febbraio, Bersani era stato su questo punto chiaro, netto e trasparente. Ora, pressato da tutte le parti perché torni sulla vecchia strada dell’inciucio e dell’ambiguità, temo che finisca per cedere. Mi auguro che non abbia messo in secondo piano nel suo programma – secondo quanto riferiscono alcuni cronisti -quella legge sul conflitto di interessi che sino a ieri era in cima all’agenda. Alcuni nomi che circolano per il governo, e speriamo che siano solo voci infondate, non somigliano nemmeno un po’ a quella politica innovativa e di cambiamento di cui Bersani ha parlato sino a ieri. Un governo farcito di figure provenienti dall’area politica  e culturale montiana non sarebbe di cambiamento ma di prosecuzione e di conservazione. Il contrario di quel che serve all’Italia.
L’Italia dei Valori non è in Parlamento e, dunque, non è stata consultata dal capo dello Stato. Ma io voglio dire lo stesso forte e chiaro che a nostro parere solo un governo politico può aiutarci a non finire in pochi mesi molto peggio di come stiamo adesso. Per questo, spero che Bersani riesca a resistere e, piuttosto che cedere al solito disastroso pastrocchio, punti i piedi e pretenda che sia restituita la parola agli elettori.