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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ieri abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata dei soldatini del Pdl che, come al solito, hanno obbedito alla chiamata del loro padrone in spregio alle regole e agli organi democratici. Li abbiamo già visti all’opera in questi anni con i vari tentativi di varare leggi ad uso e consumo dei soliti noti, incuranti delle condizioni economiche e sociali dell’Italia e del collasso del sistema.

Si rassegnino: abbiamo già chiesto ai cittadini, attraverso un referendum, se Berlusconi dovesse continuare o meno a godere del legittimo impedimento, una delle tante leggi ad personam a firma Pdl, e la risposta è stata chiara.

Oggi tutta la nostra solidarietà va ai magistrati di Milano e a tutti quei giudici che fanno il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, rispondendo solo al dettato costituzionale.

Attaccare uno dei tre poteri che stanno a capo della Costituzione, cercando di limitarne l’azione, è un vero e proprio attentato alla democrazia non degno di un paese civile. Purtroppo è un triste déjà vu, niente di nuovo sotto il sole. Infatti, le immagini di ieri, davanti al Palazzo di giustizia di Milano, confermano il disprezzo dei parlamentari Pdl per le regole e per la Carta.

A questo punto diventa sempre più impellente quello che l’Italia dei Valori propone da anni: una legge realmente efficace che non permetta ai condannati anche in primo grado di essere candidati, e agli indagati per reati gravi di ricoprire incarichi di governo. Infatti, la legge varata dal governo Monti ha previsto la non candidabilità delle persone condannate in via definitiva con pena superiore ai due anni di carcere: ora non credo sia giusto che una persona condannata non ancora in via definitiva, per reati come l’omicidio, la rapina o la strage di Stato, possa andare in Parlamento.

In secondo luogo, per la maggior parte dei reati, come per esempio quelli contro la pubblica amministrazione, o per reati di corruzione, falso in bilancio ed evasione fiscale, tra rito abbreviato, attenuanti generiche, attenuanti specifiche e sconti di pena, non si arriva quasi mai a due anni.

Inoltre, per fare in modo che le elezioni si giochino ad armi pari, è necessario applicare la legge 361 del 1957 che, come sottolineato dall’appello lanciato da Micromega, sancisce già oggi l’ineleggibilità al Parlamento dell’onorevole Silvio Berlusconi, in quanto “concessionario dello Stato” in relazione all’attività televisiva di Mediaset. Noi ci batteremo, anche fuori dal Parlamento, affinché cambino le regole. Continueremo ad essere i partigiani della Costituzione e a difendere la magistratura. Sono le regole basilari di uno Stato di diritto.

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