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Ineleggibile

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Silvio Berlusconi continua la sua campagna di delegittimazione della magistratura. Anche oggi ci ha regalato la sua dose giornaliera di veleno, attaccando uno dei tre poteri dello Stato.
Si rassegni! Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre avuto rispetto della democrazia e vogliamo continuare a rivestire quel ruolo di partigiani della Costituzione, difendendo lo stato di diritto. Per questo, vista la scelta del neo senatore Silvio Berlusconi di optare per la Circoscrizione Molise, noi dell’IdV abbiamo fatto nostro l’appello di Micromega sull’ineleggibilità del Cavaliere. E, questa mattina, abbiamo inviato un esposto al presidente del Senato, Pietro Grasso, e alla Giunta delle elezioni in cui si sottolinea che l’ex Presidente del Consiglio è il referente economico di una società concessionaria di frequenze televisive e che, pertanto, si trova in condizioni di ineleggibilità al Parlamento italiano, secondo l’articolo 10, comma uno, del DPR 361 del 1957.
Insomma, la legge 361 del 1957 parla chiaro e non v’è dubbio che il caso di Berlusconi sia precisamente quello previsto dalla norma sopra citata. Purtroppo, in questi anni, c’è chi, all’interno del Parlamento, ha preferito comportarsi come lo struzzo e chi, come noi, non si è mai voluto arrendere, pur non avendo i numeri sufficienti.
Sia dopo le elezioni del 1994 sia dopo quelle del 1996, un comitato formato da alcuni dei più autorevoli giuristi italiani raccolse i ricorsi presentati da numerosi cittadini ed elettori contro l’elezione illegale e illecita di Berlusconi.
Nel 1996 la Giunta delle elezioni della Camera respinse questi atti con una tipica motivazione da azzeccagarbugli, interpretando la formula “in proprio”, presente nella legge, come “in nome proprio”. Insomma, per aggirare la legge e farsi beffa del diritto, secondo quella Giunta, bastava trovarsi un prestanome, come aveva fatto Silvio Berlusconi.
Adesso, abbiamo presentato un nuovo esposto perché riteniamo che questa battaglia vada ripresa, in nome non di questa o quella parte politica ma della legalità, del diritto e della giustizia. Quando si permette a qualcuno di prendere così impunemente in giro la legge, è inevitabile che poi venga giù tutto a valanga, che la corruzione dilaghi ovunque, che si imponga una cultura che esalta i furbetti, i faccendieri e i truffatori. E’ quello che è successo in Italia, e ne stiamo pagando a prezzo salatissimo le conseguenze.
Guardiamo a quello che succede ogni giorno nel Tribunale di Milano. Un imputato si inventa quotidianamente una nuova scusa per disertare le udienze. Ridicolizza la legge. Oltraggia, come giustamente ha detto il pm Ilda Bocassini, la Corte e, aggiungo io, anche la sacralità della legge e la dignità del Paese. Non soddisfatto, lancia ogni giorno proclami eversivi, definisce i magistrati “un’associazione a delinquere” e nessuno dice niente, nessuno interviene, nessuno difende l’onore della legge e del Paese. Smettere di tacere, reclamare forte e chiaro il rispetto della legge e l’ineleggibilità di Berlusconi non è una battaglia contro qualcuno, neppure contro quel signore. E’ una battaglia per l’Italia di domani. Ci auguriamo che i componenti della Giunta abbiano il coraggio di dire pubblicamente quale sarà il loro voto sull’esposto per vedere se realmente si vuol passare dalle parole ai fatti.

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