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E’ dovere, oltre che diritto, dell’Italia dei Valori trarre un bilancio della nostra attività nei cinque anni della legislatura appena terminata,  ma anche fare il punto sulla situazione in cui ci troviamo, sia come partito sia come fase politica nazionale.
Posso dire che per cinque anni abbiamo tenuto una posizione ferma e coerente, difendendo sempre la nostra assoluta autonomia, ed è questo, l’aver sempre voluto ragionare con la nostra testa, che ci è stato fatto pagare.  Per questo siamo oggi fuori dal Parlamento.
Sino alla “foto di Vasto” noi siamo stati parte integrante di una coalizione di centro sinistra i cui obiettivi erano una maggiore equità sociale e un diverso equilibrio nel risanamento dei conti dello Stato. Poi ha prevalso nel Pd una specie di ingordigia. Hanno pensato di poter vincere da soli, senza bisogno di nessun altro, ed è anche per questo che oggi ci troviamo in questa situazione di ingovernabilità.
Ma questo non è il momento di preoccuparsi del passato o di recriminare. Nel presente, io voglio dire, abbracciando fraternamente l’amico Antonio Ingroia, che l’Italia dei Valori considera conclusa l’esperienza di Rivoluzione civile. Riprendiamo il nostro cammino come Italia dei Valori, e il nostro orizzonte è una rinnovata alleanza di centrosinistra che metta finalmente e definitivamente il Paese al riparo dalla malefica esperienza dei governi Berlusconi e Monti.
Oggi tornare a dividersi in mille rivoli significa dare ancora spazio a Berlusconi e rischiare di farlo vincere di nuovo. In maggio si voterà in 800 comuni.  L’Italia dei Valori sarà presente ovunque e la proposta  è quella di dar vita, a partire dal comune di Roma, a un’alleanza e a una coalizione di centrosinistra.
Allo stesso tempo, la nostra decisione è quella di mettere mano con la massima tempestività a un drastico rinnovamento del partito a tutti i livelli. Dal 28 al 30 giugno svolgeremo un congresso straordinario, che dovrà approvare profonde e rilevanti modifiche statutarie: prima fra tutte l’individuazione dal basso, a partire dalla base, del gruppo dirigente.  Inizieremo subito la campagna di tesseramento: chi vorrà impegnarsi nel rinnovamento di questo partito, avrà tempo per tesserarsi fino al prossimo 25 maggio.
Tra i principali elementi di trasformazione del partito c’è il superamento della personalizzazione. A partire dal congresso, di conseguenza, il mio nome non figurerà più nel simbolo dell’Italia dei Valori. Io accompagnerò in veste di presidente dimissionario l’Italia dei Valori sino al congresso, che dovrà individuare un segretario. Non è mia intenzione candidarmi a questo ruolo, anche se è invece mia ferma intenzione mantenere inalterati il mio impegno e la mia militanza nell’Italia dei Valori.

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