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Un Presidente di tutti

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Che il presidente della Repubblica debba fare l’arbitro al di sopra delle parti e non mettersi a giocare con una squadra è una cosa sacrosanta. E’ uno dei capisaldi della democrazia e della nostra Costituzione. E’ altrettanto giusto che sorvegli i poteri dello Stato in modo che nessuno si allarghi troppo e occupi la sfera di uno degli altri poteri: anche questo è una pietra miliare della democrazia.
Invece non è affatto sacrosanta, e anzi non è neppure accettabile, la sola idea che un presidente della Repubblica possa difendere gli interessi legali di un singolo cittadino, poco importa se oltre all’imputato fa anche il capopartito, o possa dargli una mano ostacolando il funzionamento di uno dei poteri dello Stato, quello giudiziario.
Lo dico senza peli sulla lingua: io di Silvio Berlusconi e del suo improvviso ravvedimento non mi fido. Non ci credo nemmeno un po’ e conosco abbastanza bene cosa ha combinato per sapere che se sceglie, anche in un mazzo di rose, un presidente della Repubblica lo fa perché spera e pensa di ricavarne un vantaggio personale e privato. Non vuole un presidente al di sopra delle parti. Vuole un presidente ad personam.
Dunque se, in ossequio al giusto principio per cui il presidente deve essere di tutti, gli si presenterà una rosa di candidati, quella rosa deve essere selezionata in modo che non ci sia neppure un nome che Berlusconi possa scegliere non nell’interesse pubblico ma di quello privato.
Non sto dicendo che qualche candidato possa essere corrotto o corruttibile. Però ce ne possono essere alcuni che Berlusconi sceglierebbe perché sa che sui magistrati la pensano come lui e che per la loro storia e biografia condividono il suo punto di vista. Un presidente così andrebbe bene a Berlusconi e malissimo al Paese.
Inoltre, se si dice che il presidente non deve essere di parte ma di tutti, allora deve essere proprio di tutti, non di tutti meno qualcuno. Se si ritene necessario il semaforo verde del Pdl, allo stesso titolo si deve chiedere al Movimento 5 Stelle un parere vincolante. In caso contrario non avremmo un presidente al di sopra delle parti ma il presidente di una parte sola. Quella della restaurazione e della diga contro il cambiamento.

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