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Emergenza lavoro? No, loro pensano a salvare Berlusconi

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L’Italia continua ad essere prigioniera delle logiche criminali che paralizzano i Palazzi del potere. C’è un’emergenza che si chiama occupazione e andrebbe affrontata senza proferire parola. Ma l’attuale Parlamento, figlio di una scellerata legge anticostituzionale che ha tolto la sovranità ai cittadini, persevera nella politica del vendere fumo. Sentiamo solo vuoti annunci, come dice oggi anche il leader della Cgil, ma non vediamo fatti. I nostri giovani sono costretti ad emigrare, le famiglie sono gli unici ammortizzatori sociali, il diritto allo studio è ormai riservato ai ricchi, le imprese chiudono mentre la corruzione e l’evasione continuano a proliferare. Insomma questo Governo sta perpetuando un copione già visto con i precedenti, portando in Parlamento provvedimenti che sono solo scatole vuote non adeguate a rilanciare l’economia. Si sa che un Paese che non punta sul lavoro e sugli investimenti è destinato a morire, sopravvivrà solo l’oligarchia che ha creato ad hoc il sistema. Davanti a tutto questo mi chiedo: dove è finita l’opposizione? Dove sono quegli atti di contrasto e propositivi che un’opposizione parlamentare seria dovrebbe presentare per rimettere al centro dell’agenda le priorità delle priorità, ossia il lavoro e il rilancio dell’economia? Oggi il Parlamento è impegnato nel voto di fiducia sul cosiddetto decreto emergenze, ma è un provvedimento bluff. Ve lo do io il bilancio dei primi 50 giorni del Governo Pd – Pdl e dei primi 90 delle Camere: il nulla.  Solo spot, vuoti annunci in sedi internazionali e i titoli dei giornali, non a caso, utilizzano sempre verbi al futuro: faremo, rilanceremo, proporremo. Del resto è un balletto di chiacchiere a cui siamo abituati da 20 anni a questa parte. Ma dimenticavo un’ultima perla: da notizie stampa si apprende che a seguito della sentenza su Berlusconi sarebbe in arrivo una norma che dovrebbe intervenire sugli articoli 28 e 29 del codice penale, quelli che disciplinano l’interdizione dai pubblici uffici, proprio la pena accessoria a cui è stato condannato il Cavaliere nel processo Mediaset. Con due sole parole i soliti noti intendono alzare il tetto per l’interdizione, in modo da consentire a Berlusconi di rimanere in Parlamento. E sembra che la bomba stia per essere inserita nel decreto sulle carceri. Credo che la notizia non colga nessuno di sorpresa, tanto si sa che l’unica emergenza di questo Paese, da vent’anni a questa parte, è quella di salvare quest’individuo dai suoi guai giudiziari. Non a caso, noi che l’opposizione l’abbiamo fatta senza se e senza ma e abbiamo promosso, in perfetta solitudine, persino un referendum per contrastare l’ennesima disposizione ad personam, siamo stati fatti fuori dal Parlamento. Adesso basta! Basta con questi continui tentativi di ripulire la fedina penale del Cavaliere, sono schiaffi agli onesti e ferite della democrazia. Noi non ci arrendiamo e con la schiena dritta continueremo a batterci affinché si rispetti il dettato costituzionale e si pensi realmente al bene del Paese e non all’impunità di un signore che in un Paese civile marcirebbe in ben altri lidi. Svegliatevi rappresentanti nelle Istituzioni, rispondete  alla vostra coscienza, accogliete le istanze dei cittadini, non guardate solo il vostro ombelico, ma mantenete la dignità.

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