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Se il Governo non farà qualcosa il Paese rischia il default

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Il nostro Paese rischia il default nei prossimi sei mesi se non verranno prese misure economiche strutturali. L’allarme, questa volta, viene lanciato dal rapporto riservato di Mediobanca Securities ed è trapelato da alcune indiscrezioni di stampa. E’ l’ennesima doccia fredda per questo esecutivo che si è rivelato completamente inadeguato e che pare abbia vissuto in un contesto completamente distaccato dalla realtà. L’Italia non si è svegliata sull’orlo di un burrone da un giorno all’altro ma ci è arrivata, passo dopo passo, per colpa delle politiche sbagliate che si sono susseguite nel corso degli anni. Politiche che hanno ignorato l’emergenza lavoro, tartassato gli onesti cittadini lasciando, invece, impuniti gli evasori e i corruttori. Mi spiace dirlo, perché per il bene del Paese preferirei che la situazione oggi fosse diversa, ma se si scorrono a ritroso le pagine del mio blog si ha la prova che l’unica voce  che ha denunciato l’ingiustizia delle politiche messe in campo da Berlusconi prima e da Monti poi è stata quella dell’Italia dei Valori. E poiché sapevamo che alla protesta deve sempre seguire una  proposta avevamo tracciato la strada che si sarebbe dovuta seguire: far pagare i ricchi, attraverso una vera patrimoniale, e stipulare l’accordo con la Svizzera per recuperare le tasse sui capitali illegalmente esportati all’estero. Abbiamo ripetuto fino alla noia l’importanza di queste misure. Se ci avessero dato ascolto oggi la situazione sarebbe certamente diversa.  La realtà è che se si vuole evitare la sommossa sociale non c’è altra strada da seguire se non quella di colpire quei pochi che stanno troppo bene e i furbetti che, fino ad oggi, l’hanno fatta franca, non pagando le tasse e alimentando un sistema del malaffare. E’ bene ricordare che sono circa 180 i miliardi di euro che si perdono in evasione e corruzione. Una cifra spaventosa che dovrebbe tenere svegli i nostri governanti che, invece, a quanto pare, dormono sonni tranquilli. Non c’è un minuto da perdere. Bisogna finirla con gli annunci. A dirlo non siamo solo noi. A lanciare l’ultimatum al governo è stata, infatti, anche Susanna Camusso che ha rinfrescato la memoria di Letta e della sua maggioranza snocciolando dati e cifre che non avremmo mai voluto sentire. E oggi Cgil, Cisl e Uil hanno attraversato le strade di Roma per ricordare che il tema del lavoro dovrebbe essere la vera priorità per un governo che si rispetti, la sola in cima ad un’agenda politica. Ci auguriamo che l’esecutivo inverta la rotta, si liberi dai ricatti di Berlusconi e metta in campo quelle misure che avrebbe dovuto attuare all’inizio del suo insediamento, volte a colpire evasori, corruttori e disonesti. Fuori dal Palazzo la situazione è ormai esplosiva

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