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Berlusconi si rassegni, è uguale agli altri cittadini

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Il fatto che il Pdl minacci di bloccare il lavoro parlamentare, di aizzare le piazze contro una sentenza emessa dai giudici, vuol dire che stiamo abbandonando lo Stato di diritto e stiamo andando verso una pericolosa deriva autoritaria, verso un Paese non più governato e governabile.  Mi domando e domando ai partner politici di questa congrega di approfittatori fino a che punto intendano essere colpevolmente silenziosi, indifferenti, con i loro comportamenti da Ponzio Pilato, rispetto a tutto ciò che accade. Una cosa è avere una maggioranza per governare il Paese, altra è, invece, mantenere una maggioranza per garantire l’impunità a persone che la magistratura ha già riconosciuto essere criminali. Riavvolgiamo il nastro per far comprendere l’assurdità di quest’atteggiamento schizofrenico del Pdl.
Berlusconi, per la vicenda Mediaset, è stato condannato in Appello a quattro anni per frode fiscale, sentenza che ha confermato integralmente quella di primo grado. Il Cavaliere, un momento dopo aver appreso la notizia,  ha risposto che non era giusto che venisse condannato perché era innocente.  E, per questo, ha fatto ricorso in Cassazione, chiedendo a gran voce che il relativo processo si svolgesse subito in modo da far valere le proprie ragioni. Il Cavaliere, quindi, dovrebbe essere contento del fatto che la Cassazione abbia fissato l’udienza. In questo modo,  avrà la possibilità di dimostrare come stanno le cose, visto che, agli occhi dell’opinione pubblica, egli è colpevole perché condannato in Appello.  Ma evidentemente Berlusconi reagisce in questo modo perché sa di essere colpevole e teme che la sentenza diventi definitiva. Allora, non prendiamoci in giro. Delle due l’una: o è innocente, e quindi dovrebbe gioire per la decisione presa dalla Cassazione, o è angosciato  perché sa di essere stato preso con le mani nella marmellata. In questo caso, visto che abbiamo a che fare con un leader di un partito, presente in Parlamento, e che coordina la maggioranza che governa il Paese, il cittadino ha il diritto di sapere, da subito,  se ha a che fare con un poco di buono o con una persona perbene.  E’ assurdo che Berlusconi, già condannato in Appello per reati gravi e con l’interdizione dai pubblici uffici,  possa continuare a stare dove sta, approfittando delle lungaggini della giustizia. Si è sempre lamentato che i tempi della giustizia fossero troppo lunghi. E ora che i giudici rispondono ad una richiesta, che lui stesso ha fatto, se ne lamenta pure.  Mi pare proprio una presa in giro.  Inoltre, è bene ricordare che questo processo va avanti da anni e non per colpa dell’inefficienza della giustizia, ma a causa di tutte quelle norme ad personam, presentate dal Cavaliere, e delle eccezioni da azzeccagarbugli, sollevate da lui stesso o da chi per lui. Norme che ne hanno rallentato lo svolgimento fino ad arrivare a ridosso della prescrizione. Prescrizione che, per una parte dei fatti contestati, potrebbe arrivare già a settembre prossimo. Determinare l’udienza di ogni ricorso prima che scatti la prescrizione è la normalità, è la prassi, come ha spiegato anche la Corte di Cassazione. Berlusconi, quindi, si rassegni e la smetta di pretendere eccezioni, è come tutti gli altri cittadini.

La verità è che l’obiettivo dei suoi sodali era, per l’ennesima volta,  proprio quello di trovare un escamotage processuale, come l’amnistia, la prescrizione, la depenalizzazione, utilizzate di volta in volta, per permettere al Cavaliere di sfuggire alla giustizia.

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