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Il decreto del governo sarebbe una ferita alla democrazia

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Il Paese continua a sprofondare e loro continuano a litigare su tutto. Stiamo sull’orlo del baratro? I nostri politici se ne fregano e proseguono nel bisticciare sulla decadenza del condannato Berlusconi. Questo governo delle larghe intese e l’anomala maggioranza che lo appoggia, infatti, non sono riusciti ad approvare un solo provvedimento per migliorare la situazione economica dell’Italia. La legge di stabilità si è rivelata un salasso per le fasce medio basse della popolazione e ha lasciato intatti i privilegi dei ricchi e della Casta. Non sono riusciti neanche ad iniziare la discussione sull’abrogazione del Porcellum, la prima riforma che doveva fare questo Parlamento.  Le litigiose Camere ora rischiano di essere umiliate con una decisione presa per decreto dal governo, nel frettoloso tentativo di anticipare la sentenza della Consulta che si pronuncerà sulla costituzionalità di questa legge elettorale il 3 dicembre. Tutti sanno che legiferare in materia di legge elettorale è stretta prerogativa del Parlamento. Ma l’esecutivo, con la scusa che si tratta di una decisione urgente, potrebbe scavalcarlo. Sarebbe l’ennesima ferita alla democrazia e alla nostra repubblica parlamentare che, con la riforma costituzionale che sta andando avanti in Parlamento, alcuni spregiudicati vorrebbero trasformare in presidenziale, copiando il modello piduista di Licio Gelli.

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