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LETTERA APERTA AL PRESIDENTE MACRON

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Presidente Macron,

non ho mai avuto il piacere di conoscerla ma seguo con curiosità la sua attività politica perché il suo personaggio mi intriga molto. Lei è certamente una persona molto preparata sul piano professionale ed ancor di più lo è sul piano dell’immagine: sa vendere bene il suo prodotto, ovvero se stesso. O meglio lo ha saputo vendere molto bene quando si è trattato di offrirsi al pubblico durante la campagna elettorale: bello, pimpante, in ordine, sempre col capello a posto e con il colorito del volto giusto per ogni occasione. Insomma ha saputo mostrarsi ai francesi in modo così attraente che molti di loro hanno sognato di riconoscersi in Lei e – vanitosi come un po’ lo sono – l’hanno votata più per simpatia personale che per convinzione politica. Però i francesi sono anche e soprattutto persone intelligenti e ora – da quando Lei è diventato Presidente della Francia –  nonostante i suoi continui sorrisi a 360 gradi ed i suoi accentuati imbellettamenti, molti francesi ci stanno ripensando, tanto è vero che tutti i sondaggi danno in caduta libera il suo indice di credibilità e la fiducia che gli elettori avevano avuto inizialmente in Lei.

Presidente Macron, si è chiesto il perché?

Io ritengo di averlo capito e glielo segnalo amichevolmente: il cittadino-elettore all’inizio l’ha votata perché Lei si presentava bene e ispirava fiducia, ora però non gli basta più la sua bella faccia, vuole anche che faccia qualcosa di buono per il suo paese e soprattutto che dia il buon esempio su come spendere i soldi che preleva dalle casse pubbliche (anche se a titolo di stipendio). E lei davvero ritiene che sia un buon esempio quello di spendere in tre mesi la bellezza di ventiseimila euro (oltre cinquanta milioni delle vecchie lire) per truccarsi e lisciarsi i capelli, come invece leggo sui giornali che ha fatto ultimamente? A me pare una follia. Sia chiaro, io non mi permetto di esprimere giudizi se dall’estetista o dal visagista ci va una signora: fa parte della sua natura femminile. E non ho nemmeno nulla da ridire se ci va un uomo, se questo lo fa sentire meglio e più a suo agio. Intendo dire se lo fa per sé. Ma a me pare che Lei, presidente Macron, non lo fa tanto per se stesso quanto per “ammiccare” agli altri, per illudere chi la guarda e per indurla a darle fiducia non tanto per quel che fa ma per quel che appare. Insomma mi pare proprio che Lei “ci marci” furbescamente sopra.

Ebbene il calo di fiducia che le sta piombando addosso dovrebbe farla riflettere sul fatto che – se anche ora che fa il Presidente della Repubblica francese – ha bisogno di spendere di migliaia di euro al mese per farsi bello e lustrare la sua immagine – significa che vuole nascondere chi è veramente: si trucca per fare qualche trucco. È questa la sensazione che, a mio avviso, offre il politico ai cittadini che lo hanno eletto e che spende il suo tempo per frequentare i saloni di bellezza invece che per risolvere i problemi del paese. Immagino che molti italiani e molti francesi la pensino come me. Ai cittadini interessa ben poco che il politico – anche dopo essere stato eletto –  continui a lanciare messaggi come “guarda quanto sono bello”, “guarda quando sono giovane”.

I cittadini – francesi, italiani o di qualsiasi altro paese che siano – vogliono prima di tutto che il politico faccia qualcosa di concreto per loro: desiderano che abbia sale in zucca, altro che creme e cremine in faccia. E spendere certe cifre per farsi belli, come ha fatto lei non sta né in cielo né in terra.

Lei potrebbe obiettare: “non sono il primo. In Francia anche i miei predecessori, Francois Hollande e Nicolas Sarkozy, spendevano molto per apparire più gradevoli, ed anche da voi in Italia avete avuto un Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che non scherza in fatto di parrucchini e faccina rifatta”.

Vero, e se per questo posso assicurarle che quando bazzicavo quotidianamente i corridoi del Parlamento, mi capitava spesso di notare qualche collega particolarmente attento a ritagliarsi le sopracciglia, ad usare il correttore per togliersi le occhiaie o a mettersi il lucido alle unghie ma questo “che c’azzecca”? Non è che se sono in tanti i politici che perdono tempo ad imbellettarsi ed a spendere una fortuna per apparire più giovani e belli, questo vuol dire che il popolo che li ha votati non ci faccia caso. Anzi, si incavola (ma volevo usare un altro termine) ancora di più e credo che anche Lei ora – che comincia a ricevere qualche pomodoro in faccia – se ne stia redendo conto.

Ed allora, accetti un umile consiglio da un “contadino” come me che ha fatto tanti errori nella propria vita ma non quello di “lustrarsi la faccia” per far credere di essere quel che non è: lasci perdere gli imbellettamenti ed il tempo che impiega per il maquillage lo usi per risolvere i problemi della sua Francia e del mondo, che è meglio

Mi permetto di rivolgerLe questa preghiera anche un po’ per il bene del mio paese, l’Italia. Sì, perché Lei, Presidente Macron, è un uomo molto influente, imitato, e ora che ha ufficializzato il “trucco e parrucco” per fare politica, molti vorranno imitarla. E, ci scommetto, questo avverrà anche in Italia ma quest’altra fregatura il mio paese non può proprio permettersela.

Un cordiale saluto,

 

Antonio Di Pietro

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