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22.11.2017 – Intervista rilasciata a “Il giornalettismo”

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22.11.2017 | di Gianmichele Laino 

 

ANTONIO DI PIETRO: «PER BATTERE BERLUSCONI POTREI CANDIDARMI. MA PD E MDP DEVONO ALLEARSI»

Quando lo contattiamo al telefono, intorno all’ora di pranzo, Antonio Di Pietro è ai fornelli. «Aspetti un attimo che mi organizzo. I politici solitamente sono accusati di pensare a magna’ io, invece, penso semplicemente a mangia’». Si percepisce subito che ha la verve giusta per parlare dell’udienza alla Corte europea dei diritti dell’uomo che oggi, 22 novembre, inizierà a esaminare il ricorso presentato da Silvio Berlusconi sulla sua incandidabilità (dovuta alla condanna per reati gravi), in virtù dell’applicazione della legge Severino.

UDIENZA BERLUSCONI, L’OPINIONE DI ANTONIO DI PIETRO

«Non capisco ancora dove voglia arrivare con questo ricorso – dice Di Pietro – la Corte europea di Strasburgo non è un quarto grado di giudizio. Berlusconi sempre condannato resta». Alla Corte europea dei diritti dell’uomo può appellarsi la persona, fisica o giuridica, che nel suo Stato di riferimento abbia esaurito tutte le vie di ricorso interne e che lamenti una violazione dei diritti umani previsti dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo, adottata nel 1950 dai Paesi membri del Consiglio d’Europa.

«Dal punto di vista giuridico, in Italia, le regole sono state rispettate. Può la Corte europea di Strasburgo condannare il nostro Paese per aver fatto la legge Severino? In una democrazia moderna, in uno Stato di diritto, prevedere che chi si macchi di un reato non possa ricoprire cariche pubbliche dovrebbe essere qualcosa da sostenere a gran voce. Non vedo come la Corte di Strasburgo possa interferire con uno Stato indipendente».

 

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