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Berlusconi e la riabilitazione: E’ semplicemente un condannato che ha scontato la pena      

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Ma di quale riabilitazione parliamo? Berlusconi è stato condannato in via definitiva e, dopo aver scontato la pena (al netto di quella per il quale ha usufruito del condono), la clemenza dello Stato lo ‘rimette in campo’, offrendogli una nuova possibilità. Antonio Di Pietro non ci sta a far passare la versione di un Cav reso immacolato e purificato dalla decisione del Tribunale di sorveglianza di Milano che, cosa evidentemente più attesa dal presidente di Fi, gli ha anche restituito il diritto di candidarsi alle elezioni.

“Io mi limito a valutare il caso in senso processuale: viene riabilitato chi è stato dichiarato colpevole, perché ha subito una condanna con una sentenza penale passata in giudicato e che, dopo aver scontato la pena, usufruisce del beneficio e della possibilità di poter ‘ricominciare da capo’. Ma quelli che per conto di Berlusconi hanno chiesto la riabilitazione, sono dovuti partire dal presupposto che Berlusconi è stato condannato in via definitiva. Quindi non trasformiamo un pregiudicato acclarato in un eroe”.

“Berlusconi non è una persona condannata ingiustamente o che è stata vittima di un errore giudiziario e che di conseguenza viene ‘risarcita’ per un torto subito, ma è una persona che, dopo essere stata condannata e aver scontato la pena che gli è stata definitivamente inflitta, ottiene dallo Stato la possibilità di ricominciare da capo a 80 anni e passa e nella speranza che non faccia più danni”.

La riabilitazione, voglio ricordare “non abolisce la condanna” che gli è stata inflitta dalla Corte di appello di Milano nel 2013 e confermata dalla Cassazione per frode fiscale nel processo sui diritti televisivi di Mediaset. Semplicemente permette ad un condannato, dopo aver scontato la pena e dopo aver trascorso ulteriori 3 anni senza essere stato di nuovo condannato. Di essere riabilitato!

“Abusare del termine ‘riabilitazione’ in questi termini è fuorviante. La Legge Severino ha prodotto i suoi effetti”, tanto è vero che Berlusconi ha perso il diritto di ricandidarsi alle elezioni. “Io la sentenza, ovviamente, non l’ho letta ma mi pare che si tratti di una valutazione discrezionale e che di conseguenza può essere oggetto di impugnazione da parte della Procura generale”.

“Ho letto che in tanti gioiscono per la riabilitazione. Di cosa gioiscono? Che la sentenza c’è stata, la condanna pure e che il condannato ha dovuto scontare la pena? Beh contenti loro… uno viene condannato, sconta la sua pena e esce dal carcere, gioisce quindi per essere tornato libero”. Ma coloro che vogliono farlo passare per vittima o sono ignoranti o in mala fede.

Mi arrabbio perché continuo a vedere un’informazione settaria e di parte, che insiste nel voler far credere agli italiani che abbiamo davanti un perseguitato innocente, che è stato ingiustamente privato dei suoi diritti politici. E’ proprio l’esatto contrario ed è quello che viene omesso che mi fa ribrezzo di un tale modo di fare informazione. salire la pressione: Berlusconi, a condanna avvenuta, è stato giustamente privato dei diritti politici ma una volta scontata la pena, come avviene per tutti i condannati, può ricominciare a rifarsi una vita”.

“Berlusconi insomma, oggi dovrebbe fare un bel comunicato per ringraziare la Giustizia e lo Stato italiano che gli dà la possibilità di potersi guardare allo specchio e ricominciare con le mani pulite se ne ha voglia e volontà.

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