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Di Maio e il suo delirio di onnipotenza a proposito di Autostrade

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Di Maio nel suo delirio di onnipotenza, ha affermato che vuole denunciare alla Corte dei Conti per danno erariale i ministri coinvolti nella concessione ad Autostrade, e tra questi ha inserito anche me.

Se io fossi ancora magistrato, concederei a Di Maio il beneficio delle attenuanti generiche perché quando uno è ignorante, bisogna concedergli uno sconto di pena.

Solo una persona ignorante, infatti, (nel senso che ignora come stanno i fatti), può dire una stupidaggine del genere e mettere sullo stesso piatto tutti quanti.

Io mi chiamo Di Pietro e non San Pietro, altrimenti utilizzerei le stesse parole usate da Papa Francesco: leggete le carte e fatevi un’idea.

Se c’è qualcuno che – sia da Ministro che da parlamentare – ha preso posizione contro quel tipo di privatizzazione quello sono io. Quindi sarei felice se venisse fatta una verifica dalla Corte di Conti.

Però una cosa è certa: Di Maio è un uomo di governo quindi è un pubblico ufficiale. 

Ciò vuol dire che, quando accusa qualcuno, si presuma che lo faccia perché è a conoscenza di fatti illeciti, ed allora lo deve andare a riferire prima alle autorità, anziché annunciare denunce che poi non farà.

Se ha qualcosa da dire lo vada a dire all’Autorità giudiziaria, in modo che possa finalmente assumersi la responsabilità di quel che dice e se dice – come ha fatto intendere – che anche io avrei favorito Autostrade e/o Benetton si becca una bella denuncia/querela per calunnia e diffamazione.

La smetta di fare di tutt’erba un fascio.

Se c’è una persona da cui dovrebbe imparare cosa bisogna fare nei confronti delle concessioni autostradali quello sono io.

Posso accettare l’ignoranza ma quando ad essa si aggiunge la supponenza si mettono insieme due comportamenti che meriterebbero maggiore attenzione anche da parte del sistema di informazione.

Antonio Di Pietro

 

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