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Attacchi alla stampa, Di Pietro: “Ci sono giornalisti che fanno i portavoce del potere”

 

Antonio Di Pietro è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano: “Ci sono giornalisti che invece che fare i giornalisti fanno i portavoce del potere e i dossieraggi contro qualcuno. Nei confronti della Raggi c’è stato un pregiudizio, è stata criminalizzata a prescindere da come stavano i fatti. Io mi sono dovuto dimettere una volta da magistrato e una volta da ministro per colpa di giornalisti prezzolati. Anche Ingroia è stato criminalizzato per la trattativa Stato-Mafia”

Sugli attacchi del M5S ai giornalisti

“L’informazione è il motore della democrazia, criminalizzare i giornalisti facendo di tutta l’erba un fascio sarebbe un peccato, ma è un peccato anche fare quello che sta facendo i giornalisti che si sono ribellati dopo la vicenda Raggi e hanno fatto una difesa a priori della categoria. Tra i giornalisti, così come in tutti i settori, ci sono persone per bene e per male, ci sono alcuni giornalisti che invece che fare i giornalisti fanno i portavoce del potere e i dossieraggi contro qualcuno. Io mi sono dovuto dimettere una volta da magistrato e una volta da ministro per colpa di giornalisti prezzolati che hanno fatto disinformazione e infatti poi sono stati condannati. Antonio Ingroia aveva avviato un’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia, l’hanno criminalizzato, l’hanno fatto passare per delinquente e poi alla fine i giudici hanno stabilito che la trattativa c’era. Ci sono persone che servono il politico di turno, l’imprenditore di turno o il referente di turno. Quando Di Battista piuttosto che Di Maio si lamentano di come è stata trattata la Raggi li capisco. Nei confronti della Raggi c’è stato un pregiudizio per criminalizzarla a prescindere di come stavano i fatti”.

MISA URBANO 14 NOVEMBRE 2018

 

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Dl anticorruzione, Di Pietro: “Togliere la prescrizione? Non serve, bisogna togliere l’appello per abbreviare processi”

Cari amici, pubblico qui di seguito l'articolo apparso oggi su 'Il fatto quotidiano':   “Lega, Bongiorno e Salvini criticano la riforma della prescrizione? E’ la solita furbata per rinviare al giorno dopo ciò che andava fatto ieri. Ma togliere la prescrizione non serve“. Sono le parole dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, intervistato nella trasmissione “Ho scelto Cusano”, su Radio Cusano Campus. “Il problema è che nel nostro Paese i processi sono troppo lunghi” – spiega – “E qual è la soluzione che è stata proposta finora? Siccome i processi sono lunghi, dopo un po’ di tempo non li facciamo più. Siccome ci sono troppi reati, dopo un po’ di tempo non li perseguiamo più. Mi sembra una grande sconfitta dello Stato. Ciò che serve è abbreviare i processi e per farlo non bisogna togliere la prescrizione, ma ridurre i gradi di giudizio, togliere l’appello, lasciare soltanto il primo grado e la Cassazione”.  E aggiunge: “Bisogna modificare il codice penale eliminando una miriade di reati, che creano soltanto ingolfamento delle procure senza che si arrivi ad una soluzione. Questi sono gli interventi da fare. Ci sono modi e modi per ridurre il carico dei magistrati. Uno è quello di non fare i processi, bella soluzione. E alle vittime chi ci pensa?”. L’ex leader dell’Idv si pronuncia anche sul dl sicurezza: “Vediamo se effettivamente i dissidenti del M5s non lo voteranno. Secondo me, con la scusa del voto di fiducia poi alla fine lo voteranno tappandosi il naso e dicendo una cosa per poi farne un’altra, come è successo con il Tap e altre questioni. Prima di dare merito a quelli del M5s che non vogliono votare questo decreto, li voglio vedere alla prova del voto”. E chiosa sul condono a Ischia: “I condoni servono soltanto ad aumentare la criminalità, ad incrementare il senso di impunità e a mettere il cittadino nelle condizioni di non credere nella giustizia. Quindi, sono contrario al fatto che nel decreto Genova sia stato messo il condono per ville e megaville a Ischia”.

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Di Maio e il suo delirio di onnipotenza a proposito di Autostrade

Di Maio nel suo delirio di onnipotenza, ha affermato che vuole denunciare alla Corte dei Conti per danno erariale i ministri coinvolti nella concessione ad Autostrade, e tra questi ha inserito anche me. Se io fossi ancora magistrato, concederei a Di Maio il beneficio delle attenuanti generiche perché quando uno è ignorante, bisogna concedergli uno sconto di pena. Solo una persona ignorante, infatti, (nel senso che ignora come stanno i fatti), può dire una stupidaggine del genere e mettere sullo stesso piatto tutti quanti. Io mi chiamo Di Pietro e non San Pietro, altrimenti utilizzerei le stesse parole usate da Papa Francesco: leggete le carte e fatevi un’idea. Se c’è qualcuno che - sia da Ministro che da parlamentare - ha preso posizione contro quel tipo di privatizzazione quello sono io. Quindi sarei felice se venisse fatta una verifica dalla Corte di Conti. Però una cosa è certa: Di Maio è un uomo di governo quindi è un pubblico ufficiale.  Ciò vuol dire che, quando accusa qualcuno, si presuma che lo faccia perché è a conoscenza di fatti illeciti, ed allora lo deve andare a riferire prima alle autorità, anziché annunciare denunce che poi non farà. Se ha qualcosa da dire lo vada a dire all’Autorità giudiziaria, in modo che possa finalmente assumersi la responsabilità di quel che dice e se dice – come ha fatto intendere – che anche io avrei favorito Autostrade e/o Benetton si becca una bella denuncia/querela per calunnia e diffamazione. La smetta di fare di tutt’erba un fascio. Se c’è una persona da cui dovrebbe imparare cosa bisogna fare nei confronti delle concessioni autostradali quello sono io. Posso accettare l’ignoranza ma quando ad essa si aggiunge la supponenza si mettono insieme due comportamenti che meriterebbero maggiore attenzione anche da parte del sistema di informazione. Antonio Di Pietro  

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La giustizia è lenta ma il tempo è galantuomo

Ciao e ben tornati dalle vacanze a chi ha voglia  e tempo di leggermi. E' appena arrivata un'altra sentenza, sempre con riferimento all'asserito uso improprio e personale che avrei fatto dei rimborsi elettorali ricevuti a suo tempo dal partito Italia dei Valori . Vi prego di leggerla (questo il link: Sentenza n. 16283-18 L'Espresso ) Potete così farvi un'idea delle ingiuste umiliazioni che ho dovuto subire e che hanno portato al mio allontanamento dalla politica attiva. Certo è una bella vittoria giudiziaria, ma a che serve, quando, oramai,il giudizio  dell'opinione pubblica nei miei confronti è stato già contagiato in modo così irreversibile? Pazienza, mi resta la consapevolezza di aver fatto il mio dovere. Ma quanta amarezza! Buona lettura Antonio Di Pietro

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L’accusa di Di Pietro “La manutenzione non porta voti” – Tiscali notizie

Cari amici, pubblico, qui di seguito, l'intervista rilasciata a Claudia Fusani per Tiscali notizie A proposito del ponte di Genova crollato - Intervista a Tiscali del 15.08.18

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7.6.2018 Siracusa “Agòn 2018” “L’omicidio aggravato o la follia non punibile”

L’omicidio aggravato o la follia non punibile” è il tema dell’edizione 2018 di “Agòn”, la rappresentazione teatrale di un vero e proprio “processo” che ha visto quest’anno sul banco degli imputati il personaggio di Eracle (interpretato dall’attrice Mariagiulia Colace). Nella tragedia di Euripide, Eracle è accusato di aver assassinato la moglie Megara e i suoi figli, dopo averli liberati dal Tiranno Lico. Al culmine della sua gloria, il protagonista diventa dunque oggetto della peggiore catastrofe per sua stessa mano, l’uccisione della moglie e dei figli. Antonio Di Pietro, già sostituto procuratore del pool di Mani Pulite, ha sostenuto le tesi dell’accusa, mentre Giuseppe Fanfani, presidente della nona commissione del Consiglio Superiore della Magistratura, ha rappresentato la difesa. La giuria popolare è stata chiamata a esprimere il proprio verdetto, in attesa della sentenza ufficiale emanata dal presidente della giuria Giovanni Canzio, primo presidente emerito della Corte Suprema di Cassazione. Ecco i link di youtube : Introduzione: https://youtu.be/v2o69-D_F20 La lettura delle imputazioni: https://youtu.be/ZeBwfQSulmo L'accusa : https://youtu.be/yqZayQm9hho La difesa: https://youtu.be/a-ZOoRiAeYg Il verdetto popolare e la sentenza del giudice Canzio: https://youtu.be/g6fvjxbrASk

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Ennesima diffida a chi fa finta di non sapere

  L'altro giorno, dopo la mia presa di posizione con riferimento allo scorretto comportamento istituzionale del Ministro Salvini nei confronti del Capo dello Stato a cui ha chiesto di intervenire sui magistrati che avevano condannato la Lega a restituire il maltolto, si è scatenata sul web una serie di contumelie nei miei confronti alludendo al fatto che anche contro di me ci furono a suo tempo delle accuse di scorretto uso dei rimborsi elettorali. Io, però, a differenza di Salvini (e dei tanti diffamatori di professione che in tutti questi anni mi hanno offeso ingiustamente) , non ho mai accusato i i giudici di fare "sentenze politiche" ma mi sono sempre recato rispettosamente nelle aule di giustizia per fare valere le mie ragioni. Con riferimento specifico alla vicenda dei rimborsi elettorali, Allego qui di seguito i provvedimenti dell'Autorità giudiziaria penale, civile, contabile e amministrativa che ne hanno certificato la piena correttezza dei miei comportamenti ed hanno condannato coloro che mi hanno diffamato. Leggete e valutate Voi, senza farvi fuorviare dalle solite fake news! All. 1 - Sentenza Tribunale civile di Roma n. 5239-18 depositata il 12.03.18 All. 2 - Sentenza Tribunale civile di Roma n. 186-14 del 30.12.13 All. 3 - Ordinanza Archiviazione Giudice penale di Roma n. 29649-10PM e 21604-10GIP del 14-12-2010 All. 4 - Provvedimento archiviazione Corte dei Conti del 22.02.11 All. 5 - Deliberazione Uff. Presidenza Camera n. 265-05 del 26.07.05 All. 6 - Sentenza condanna Mario Di Domenico - Tribunale Roma n. 16740-15 (Diffamazione ai danni di Di Pietro) All. 7 - Sentenza condanna Elio Veltri - Corte di Appello Milano n. 1716-12 (Diffamazione ai danni di Di Pietro) Antonio Di Pietro Montenero, 9 luglio 2018

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