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Condivido la Polizza voltagabbana imposta da Grillo ai candidati M5S

(Intervista del 09.02.16 a “ilfattoquotidiano.it” )

Questa volta Beppe Grillo è arrivato secondo. “La ‘polizza anti-voltagabbana’ l’ho inventata io nel 2010 alla vigilia delle elezioni Regionali – dice fiero l’ex leader dell’Italia dei valori, Antonio Di Pietro, parlando con ilfattoquotidiano.it –. Sono contento che il fondatore del Movimento 5 Stelle abbia preso spunto da me, è giusto che chi viene eletto rispetti il volere popolare. Però mi permetto di dargli un consiglio anzi due: innanzitutto voltagabbana è chi si fa eleggere in un partito e poi lo lascia per andare in un altro o comunque per farsi gli affari suoi personali, mentre è cosa diversa avere opinioni diverse all’interno dello stesso partito, il che invece è ampiamente comprensibile. In secondo luogo il mio amico Beppe stia attento alla forma. In casi simili, alla fine, si rischia l’effetto boomerang”. Mentre proseguono le polemiche a distanza fra M5S e Pd sul documento che il partito di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio farà firmare ai propri candidati alle comunali di Roma (che prevede una multa da 150 mila euro per i dissidenti), l’ex pm di Mani pulite interviene nel dibattito ricordando il precedente che sei anni fa lo vide protagonista in prima persona. E aggiunge: “Una legge sui partiti? Mi auguro proprio che la facciano. Ma che c’azzecca, qui il problema è un altro e si chiama etica”.

Onorevole Di Pietro, pare proprio che Grillo e Casaleggio abbiano preso spunto da lei. Come funzionava la sua ‘polizza’?

In maniera molto semplice: i candidati nelle liste dell’Idv, se eletti dovevano rimborsare le spese elettorali sostenute dal partito, versando una quota mensile di 1.500 euro che veniva trattenuto dalle strutture territoriali del partito per il suo funzionamento.

In caso di ‘tradimento’?

In che senso? non è certo un tradimento pensarla diversamente. Altra cosa è invece abbandonare il partito dopo essere stato eletto, fregandosene degli impegni presi con gli elettori. In tal caso era prevista una penale da 100 mila euro. Il motivo è molto semplice: durante la campagna elettorale un partito prende degli impegni politici con i propri elettori ed investe sui propri candidati anche importanti somme di denaro. Ma chi usa il partito come un taxi per farsi eleggere e poi pensare agli affari propri deve essere sanzionato in qualche modo. Altro che vincolo di mandato.

Adesso anche lei verrà accusato di fascismo e razzismo…

Ma che c’entrano il fascismo e il razzismo in questa storia?  Si tratta di coerenza!

Dovrebbe chiederlo al Pd, i renziani sono scatenati.

Parliamo dello stesso Renzi che con i suoi voti di fiducia ricatta continuamente un Parlamento, i cui rappresentanti sono stati nominati dalle segreterie di partito grazie ad una legge elettorale dichiarata incostituzionale dalla Consulta e che se dovessero votare la sfiducia andrebbero a casa e nessuno li ricandiderebbe più? Per favore… (altro…)

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19.12.2015 – Intervista a ‘Il Fatto Quotidiano’

Cari amici, vi  invito a leggere l'intervista che ho rilasciato a 'Il Fatto Quotidiano' che potete trovare al seguente link: 19.12.2015 - Il Fatto Quotidiano - Conflitto d’interessi di tutto il governo, evidenti responsabilità di Bankitalia e Consob

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D-DAY MARINO, DI PIETRO: “ORA GUARDO CON ATTENZIONE AL M5S. A CONDIZIONE CHE…”

www.intelligonews.it  12.10.15 fotoooo“Basta con l’uomo solo al comando, serve una squadra di persone competenti e con le mani pulite. Marino? Si è auto-sgambettato ma Renzi e il Pd che lo scaricano per gli scontrini non hanno scaricato altri politici peggiori di lui”.Antonio Di Pietro legge Roma e la crisi in Campidoglio guardando già al dopo-Marino, con un singolare endorsement – almeno di principio – per i 5S che rivela nella conversazione con Intelligonews. Dopo Marino un volto nuovo può bastare? Ha ragione il cardinale Vallini quando dice che serve una nuova classe dirigente, oppure a Roma c’è’ bisogno di un commissario e 8 vice? «Non vi è dubbio che in questo momento Roma ha bisogno non di un uomo solo ma di una squadra di persone competenti, capaci e dalle mani pulite. Quindi, si tratta di una operazione al limite dell’impossibile perché questa connotazione è difficile trovarla nella realtà politica romana attuale. Non perché non ci siano persone per bene tra chi fa politica a Roma, ma ormai si è stratificato un sistema para-mafioso nella Capitale ma anche in tutta Italia per il quale chi governa la cosa pubblica deve rispondere sempre a qualcuno, altrimenti gli viene fatto lo sgambetto». Sta dicendo che è accaduto questo a Marino? «Non voglio dire che Marino è vittima solo di uno sgambetto, anche perché lui si è sgambettato da solo, in quanto si è presentato lì da anima innocente non rendendosi conto di tutto ciò che gli accadeva dietro le spalle e questa è una responsabilità politica grossa come una casa che imponeva le sue dimissioni già all’inizio dell’inchiesta Mafia Capitale, dal momento che vi è una responsabilità politica di chi doveva cambiare tutto e la prima cosa da cambiare avrebbero dovuto essere la facce delle persone di cui non si fidava. Invece, lui semplicemente non si è accorto; ma questa è una colpa e anche grave che dimostra l’incapacità di governare. C’è un altro elemento…». Quale?  «Marino è scivolato su alcune bucce di banana che indubbiamente, sul piano tecnico, possono costituire una fattispecie di reato se non vengono spiegate bene. Ciò che ... Leggi tutto ...

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SOTTOSCRIVO GLI 8 REFERENDUM PROPOSTI DA CIVATI

Ieri ho firmato gli 8 Referendum abrogativi di altrettante leggi proposti dall’on.le Civati e voglio spiegarne le ragioni soprattutto per pregare altri a fare altrettanto. Tranquilli, non mi sono innamorato improvvisamente di Civati né sto proponendomi in alcun modo di far parte del suo nuovo movimento politico “Possibile” da lui fondato dopo che nel maggio 2015 ha lasciato il partito democratico. Ho firmato i referendum in questione per due ragioni specifiche sostanziali. La prima perché ritengo che l’istituto del Referendum sia la massima espressione di una democrazia vera ed evoluta , in quanto è l’unico momento in cui il popolo è chiamato direttamente a valutare se vuole o meno una determinata legge. E’ per questa prima elementare ragione che ho firmato gli 8 quesiti referendari, come firmerò sempre qualsiasi altro quesito venga proposto da chiunque. Una cosa, infatti, è sottoscrivere l’iniziativa referendaria per dare al popolo-elettore la possibilità di votare, altra è votare sul merito del quesito stesso. Io ho firmato, quindi ed innanzitutto, per contribuire a fare in modo che ci siano i numeri necessari e sufficienti per poter indire il referendum (ovvero almeno 500.000 firme di altrettanti elettori). Poi nell’urna mi riservo di esprimere il mio personale “Si” o “No” all’abrogazione delle leggi poste al giudizio degli elettori. Almeno in questo modo sarà la maggioranza dei cittadini italiani a stabilire se una legge sia per loro accettabile o meno e non invece le segrete stanze delle segreterie di partito che – tra un compromesso al Nazareno e una compravendita di voti – sfornano spesso leggi che fanno solo danno al paese e creano tante ingiustizie. Il mio appello odierno nasce, quindi, per una specifica esigenza logistica: come noto, infatti, per  poter permettere agli elettori di votare se abrogare o meno una legge è necessario innanzitutto raccogliere in solo tre mesi almeno 500.000 firme di altrettanti elettori, firme che devono essere sottoscritte davanti ad un Pubblico ufficiale e da questo autenticate ed inoltre bisogna allegare ad ogni sottoscrizione il relativo certificato elettorale. Un lavoro immane, che mette a dura prova la buona volontà di qualsiasi comitato promotore. Io e i tanti amici che mi ... Leggi tutto ...

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18.09.2015 – RADIO CUSANO CAMPUS – “L’ITALIANO CALA LE BRAGHE IN CABINA ELETTORALE…”

di Andrea Di Ciancio - "La verità di Tonino" rADIO             Antonio Di Pietro, intervenendo questa mattina su Radio Cusano Campus,  ha commentato diverse tematiche. L’ex magistrato ha ammesso: “Mi manca la toga.  non mi manca la politica, se dovessi tornare indietro non la rifarei, ma la toga mi manca eccome,  soprattutto in momenti come questo, mentre sta per iniziare il processo legato a mafia capitale“. A proposito di mafia capitale, Di Pietro ritiene assurdo che non si sia proceduto al proscioglimento del consiglio comunale: “Il comune di Roma andava sciolto, lo scioglimento del consiglio è un atto preventivo e che si fa a prescindere dall’esito del processo. Ritengo una colpa politica e istituzionale il comportamento del Prefetto Gabrielli. Non sciogliere il Comune ma dare una badante a Marino è offensivo per chi l’ha fatto, per chi la riceve e per i cittadini. I fatti hanno dimostrato che l’amministrazione capitolina non si trova nelle condizioni di poter agire”. Secondo Di Pietro il problema possono risolverlo solo i cittadini: “Bisognerebbe tornare a votare e fare in modo che nuove realtà possano rappresentare i cittadini. Il vero problema, Napoli e Campania docet, è che quando si va a votare il cittadino deve capire che non dipende da nessuno, se non da sé stesso. Il cittadino si lamenta ma poi dentro alle urne si cala le braghe e votano quello che gli hanno detto di votare. Realtà come Roma o Milano hanno bisogno non di un uomo solo al comando, ma di squadre in grado di fare rete. Ho provato a candidarmi a Sindaco di Milano, ce ne fosse uno che mi ha dato una mano. Il primo a scaricarmi è stato il Pd, poi ha preso le distanze da me anche l’amico Casaleggio”. Di Pietro non crede che Berlusconi possa essere ancora decisivo in politica: “Tra poco avrà bisogno di qualcuno che gli mette i pannolini, dove va? Arrivano dei momenti in cui bisogna avere l’umiltà di mettersi da parte”. Grillo, invece, ha fatto secondo Di Pietro un servizio al Paese: “I cittadini grazie a lui sfogano la rabbia nelle urne e ... Leggi tutto ...

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IL TEMPO DELLA VERITÀ

  3 agosto 2015 - Alcuni giorni addietro è stata pubblicata l’ennesima sentenza di condanna di uno dei miei tanti denigratori, tale Mario Di Domenico (non nuovo a diffamazioni da lui portate avanti nel tempo ai miei danni, tanto è vero che già in precedenza è stato condannato più volte a risarcirmi i danni per i vari insulti che mi ha rivolto). Si dirà: beh, niente di nuovo sotto il sole! In effetti oramai sono decine e decine le sentenze con cui l’Autorità giudiziaria ha ristabilito la verità rispetto alle strampalate e strabilianti accuse che nel corso degli anni i soliti noti mi hanno rivolto. Tanto per citarne qualcuna delle ultime, è del mese scorso la sentenza che ha condannato  Silvio Berlusconi a risarcirmi i danni per avermi ingiustamente accusato di non aver io mai conseguito una laurea valida (sentenza Berlusconi) ed è di settimana scorsa la quinta – dicesi quinta – sentenza che ha condannato  Vittorio Sgarbi a risarcirmi i danni per alcune sue strampalate infamie sparate a casaccio ai miei danni (sentenza Sgarbi). A tal proposito, dovete sapere che Sgarbi si spaccia per indigente a tal punto che non solo non paga i risarcimenti e le spese legali stabiliti dalle sentenze ma non paga nemmeno le spese di giustizia dovute allo Stato che devo quindi pagare io nonostante abbia vinto le cause, facendo così la fine del “cornuto e mazziato”. L’ultima sentenza di condanna a risarcirmi i danni emessa nei confronti di Mario di Domenico, però, merita di essere letta sia perché essa è di particolare valore dal punto di vista della cronistoria della mia vita personale e professionale sia perché non riguarda solo lui ma anche altre persone che hanno concorso con lui allo sputtanamento della mia persona e cioè tale Pio Maria Deiana (di cui potete leggere la storia della sua vita in rete) ed i responsabili della casa editrice “Edizioni SI” e della rivista quindicinale “SI”, Angelica Giuseppe e Florio Aurora. In pratica agli inizi del 2011 (quando gli attacchi contro la mia persona e soprattutto contro la mia attività politica erano feroci ed arrivavano da tutte le ... Leggi tutto ...

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