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Ciao Antonio!

Ciao Antonio,

Ci hai lasciato, ma resterai sempre nei nostri cuori. Nei cuori, cioè, di coloro che come me hanno sempre apprezzato la tua preparazione professionale, stimato la tua rettitudine morale, ammirato la tua passione umana, rispettato la tua autonomia di giudizio e riconosciuto la tua indipendenza di azione.

Ci mancherai,

Antonio Di Pietro

 

 

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Tangentopoli c’è ancora, ma il sistema illecito si è ingegnerizzato…..

Cari amici, “Dopo 25 anni sarebbe l’ora di chiedersi non perché sia nata l’inchiesta Mani pulite, ma per quale ragione sia stata fermata! Ne ho parlato martedì 21 febbraio durante la trasmissione ‘Siamo Noi’ su Tv2000. Tangentopoli c’è ancora, ma il sistema illecito si è  ingegnerizzato e non c’è più bisogno della mazzetta. Qui potete vedere tutto il mio intervento”.  IL CASSETTO DEI RICORDI. - L'inchiesta Mani Pulite. Ospiti: Antonio Di Pietro; Paolo Biondani, L'Espresso. https://www.youtube.com/watch?v=PMADwvcygRA

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Le interferenze dei Servizi Segreti nell’inchiesta Mani Pulite – Relazioni Copasir 1995-1996

Sì, sono passati 25 anni dall'inizio dell’inchiesta giudiziaria “Mani Pulite” e nulla sembra sia cambiato. Il motivo è molto semplice: le indagini giudiziarie portate avanti da quell’inchiesta sono state fermate anzitempo con metodi illegittimi ed anche illeciti da parte di alcuni appartenenti ai Servizi Segreti su ordine di altre Autorità dello Stato. A causa di quelle indebite interferenze non è stato possibile scoprire tutto il marciume che aveva invaso le Istituzioni, con il risultato che molti dei personaggi coinvolti sono rimasti ancora al loro posto a spadroneggiare a loro piacimento. Non lo dico solo io ma ciò – oltre a risultare da diverse sentenze dell’Autorità giudiziaria – è documentato da almeno 2 Relazioni adottate a suo tempo dal COPASIR, ovvero dal Comitato parlamentare per i Servizi di informazione e sicurezza dello Stato (organismo composto da Deputati e Senatori ed operante all’interno del Parlamento). Vale la pena al riguardo rileggere un passo fondamentale di quelle Relazioni che così recita: “…dai dati seppure parziali che il Comitato ha potuto ricostruire, risulta una illegittimità di comportamenti. Le Autorità di Governo ne avevano la percezione? Erano al corrente di quelle note riservate? Non è possibile rispondere con sicurezza. Tuttavia quelle Autorità devono considerarsi politicamente responsabili delle condizioni di illegittimità, di lottizzazione, di inefficienza in cui lavorava allora il SISDE e che le audizioni hanno confermato…” Purtroppo quell’indagine parlamentare esplorativa, avviata nel 1995, si è bloccata nel 1996 per interruzione della legislatura e poi – inspiegabilmente o troppo spiegabilmente - non è mai stata più ripresa. Ora, a distanza di 25 anni, sarebbe cosa buona e giusta operare una rivisitazione storica di quegli avvenimenti quanto meno al fine di fornire una corretta informazione all’opinione pubblica. Mi domando: c’è la volontà politica-istituzionale di farla? Non lo so ma voglio sperarlo e per questa ragione – nel dichiarare la mia disponibilità a raccontare la mia versione dei fatti -  pubblico qui di seguito le due Relazioni del Copasir a cui ho fatto sopra riferimento e precisamente: 1 - Relazione Copasir 26.10.1995 - Sugli atti trasmessi dalla Procura di Milano 2Relazione Copasir 05.03.1996 - Sull'acquisizione illegittima di informazioni riservate Chi ha voglia e tempo, provi a leggerle ... Leggi tutto ...

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16.02.2017 – Intervista rilasciata a ‘La Nazione’

Cari amici, condivido con voi l’intervista pubblicata oggi, 16 febbraio 2017, su La Nazione, nella quale sottolineo l’importanza dell’inchiesta Mani pulite, che resta un punto di riferimento per le tecniche d’indagine innovative. Se mi posso rimproverare qualcosa, è di non essere riuscito a finire le inchieste a causa di dossieraggi e calunnie che mi hanno spinto a smettere la toga. Ne sono uscito pulito e rifarei tutto. Ecco il link: Di Pietro, rabbia e manette, rifarei tutto

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15.02.2017 – Intervista rilasciata a l’Eco di Bergamo

Cari amici, ecco il link dell'articolo apparso ieri su l'Eco di Bergamo dal titolo 'Ora sono diventati bravi a sbianchettare il reato'  

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14.02.2017-“Il Fatto Quotidiano” lettera aperta di Massimo Fini ad Alessandro Sallusti

“Cari amici, di seguito potete leggere la risposta di Massimo Fini ad Alessandro Sallusti, che lo scorso 8 febbraio su “Il Giornale” ha scritto un articolo sul 25° anniversario di Mani pulite attaccando violentemente quella stagione. Su “Il Fatto Quotidiano” Massimo Fini risponde: «Mi è particolarmente spiacevole commentare il vergognoso pezzo che hai scritto per Il Giornale - Il tuo articolo dovrebbe essere pubblicato in toto perché sia reso evidente alla cittadinanza il cumulo di menzogne, di omissioni, di dimenticanze che metti in campo» Il Fatto Quotidiano - 14.02.2017 - pag.9 - Lettera aperta a Sallusti

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Intervista rilasciata da Piercamillo Davigo al Corriere della Sera

  Cari amici, pubblico, qui di seguito, il link all’intervista rilasciata dal Presidente di ANM al Corriere della Sera, dove Piercamillo Davigo sottolinea come l’Italia di oggi, a 25 anni da Mani pulite, sia ancora più corrotta. «È drammatico quanto poco sia cambiata la situazione e quanto sulla corruzione peggiori la deriva dell’Italia nel panorama internazionale».   http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_febbraio_12/piercamillo-davigo-a-25-anni-mani-pulite-l-italia-ancora-piu-corrotta-82184580-f166-11e6-b184-a53bdb4964d9.shtml

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Mani Pulite 25 anni dopo (Milano 17 febbraio 2017)

Sì, sono passati 25 anni dall'inizio dell’inchiesta giudiziaria “Mani Pulite” e nulla sembra sia cambiato. Il motivo è molto semplice: le indagini giudiziarie portate avanti da quell’inchiesta sono state fermate anzitempo con metodi illegittimi ed anche illeciti da parte di alcuni appartenenti ai Servizi Segreti su ordine di altre Autorità dello Stato. A causa di quelle indebite interferenze non è stato possibile scoprire tutto il marciume che aveva invaso le Istituzioni, con il risultato che molti dei personaggi coinvolti sono rimasti ancora al loro posto a spadroneggiare a loro piacimento. Non lo dico solo io ma ciò – oltre a risultare da diverse sentenze dell’Autorità giudiziaria – è documentato da almeno 2 Relazioni adottate a suo tempo dal COPASIR, ovvero dal Comitato parlamentare per i Servizi di informazione e sicurezza dello Stato (organismo composto da Deputati e Senatori ed operante all’interno del Parlamento). Vale la pena al riguardo rileggere un passo fondamentale di quelle Relazioni che così recita: “…dai dati seppure parziali che il Comitato ha potuto ricostruire, risulta una illegittimità di comportamenti. Le Autorità di Governo ne avevano la percezione? Erano al corrente di quelle note riservate? Non è possibile rispondere con sicurezza. Tuttavia quelle Autorità devono considerarsi politicamente responsabili delle condizioni di illegittimità, di lottizzazione, di inefficienza in cui lavorava allora il SISDE e che le audizioni hanno confermato…” Purtroppo quell’indagine parlamentare esplorativa, avviata nel 1995, si è bloccata nel 1996 per interruzione della legislatura e poi – inspiegabilmente o troppo spiegabilmente - non è mai stata più ripresa. Ora, a distanza di 25 anni, sarebbe cosa buona e giusta operare una rivisitazione storica di quegli avvenimenti quanto meno al fine di fornire una corretta informazione all’opinione pubblica. Mi domando: c’è la volontà politica-istituzionale di farla? Non lo so ma voglio sperarlo e per questa ragione – nel dichiarare la mia disponibilità a raccontare la mia versione dei fatti -  pubblico qui di seguito le due Relazioni del Copasir a cui ho fatto sopra riferimento e precisamente: 1 - Relazione Copasir 26.10.1995 - Sugli atti trasmessi dalla Procura di Milano 2Relazione Copasir 05.03.1996 - Sull'acquisizione illegittima di informazioni riservate Chi ha voglia e tempo, provi a leggerle ... Leggi tutto ...

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