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Quale futuro per l’IdV? Lettera aperta di Antonio Di Pietro ai quadri dirigenti, militanti, iscritti e simpatizzanti del partito

Cari amici,

il prossimo venerdì, 3 ottobre, a Sansepolcro, http://www.italiadeivalori.it/idv-per-litalia-incontro-nazionale-di-sansepolcro-3-5-ottobre-2014/ è fissata la riunione nazionale dell’esecutivo dell’Italia dei Valori, allargato agli eletti e amministratori, per riflettere insieme sul ruolo che il nostro partito può ancora avere sul piano politico e istituzionale del nostro Paese. Come ho già indicato nelle mie due precedenti lettere aperte (rispettivamente del  13 settembre 2014  http://www.antoniodipietro.it/2014/09/lettera-aperta-di-antonio-di-pietro-ai-dirigenti-iscritti-simpatizzanti-ed-amici-di-idv e del 24 settembre 2014 (http://www.antoniodipietro.it/2014/09/il-futuro-di-idv-sansepolcro-3-4-5-ottobre-2014#more-9829ù  ritengo necessaria una chiara presa di posizione del partito, sia sul piano politico generale che su quello organizzativo interno. Con questa terza lettera aperta invito nuovamente i quadri dirigenti, i militanti,  gli iscritti e i simpatizzanti di IdV, a riflettere su quali prospettive basare la futura azione politica del partito. Al riguardo ribadisco la mia assoluta contrarietà al metodo usato dall’attuale Governo e dalla sua maggioranza, sia per quanto riguarda in provvedimenti finora adottati e sia per gli spocchiosi comportamenti posti in essere dal Presidente del Consiglio. A tal proposito vi prego di leggere la lucida analisi di Marco Travaglio, qui di seguito riportata e pubblicata oggi in prima pagina su “Il fatto quotidiano”.

L’asineria al potere (Marco Travaglio –  Il Fatto quotidiano – 1 ottobre 2014)

Per dire come siamo ridotti ci tocca pure dar ragione a D’Alema: Renzi parla di cose che non conosce, confidando nel fatto che non le conosca nessuno, grazie alla collaborazione  straordinaria dei tg e dei giornali. Sulla giustizia dice che in “20 anni di derby ideologico fra berlusconiani e antiberlusconiani” non s’è fatta una sola riforma: invece se ne sono fatte 120, con i bei risultati a tutti noti; e lui prepara la 121esima, degno coronamento delle altre 120. Sull’abolizione delle elezioni per il Senato dice che “se ne parla da trent’anni”, mentre  nessuno, a parte Gelli nel Piano di Rinascita del1976, ne aveva mai parlato né sentito il bisogno. Sulle Province dice: “Le abbiamo abolite”, invece s’è limitato  a cambiare loro il nome ad abolire le elezioni e a moltiplicare  le poltrone. Sull’articolo  18 dice che è “vecchio di 44 anni”: invece è stato riformato due anni fa, quando lui era contrario. Dice pure che “D’Alema ha avuto la fortuna di governare  quando  c’era la crescita: è allora che bisognava riformare il mercato  del lavoro”. Infatti fu riformato con la legge Treu del 1997, con la Maroni-Sacconi del 2003 e con la Fornero del 2012, col risultato  di moltiplicare  i precari e i disoccupati che lui, perseverando sulla stessa strada, vorrebbe  ridurre. La cialtroneria,  il pressappochismo, l’ignoranza crassa e la menzogna sistematica  per nascondere le tracce sono i tratti distintivi di questa “nuova”  classe politica che dà lezioni alla  vecchia guardia”. E, come diceva Goethe, “nulla è più terribile dell’ignoranza attiva”  tipica di chi vuol dimostrare ogni giorno di essere giovane e nuovo. Per dirne una: lo sapevano e lo scrivevano tutti che l’avvocatessa Teresa Bene non aveva i titoli per entrare al Csm: non è docente ordinario e non ha 15 anni di professione forense. Ma l’han votata lo stesso: ieri è stata cacciata perché ineleggibile. Un figurone. Renzi, almeno, conserva un punto a suo favore: quando la vecchia guardia faceva danni, lui non c’era. Ma i nove decimi dei suoi renzini riciclati dell’ultima o penultima ora, c’erano e facevano danni anche loro. Eppure fanno i bulli con la stessa sua protervia  nuovista,  manco  fossero nati ieri. Sentite  questa: “Non  credo  che un dirigente del Pd dovrebbe provare imbarazzo a stare vicino a metalmeccanici che difendono il proprio  lavoro e i propri  diritti solo perché qualche estremista  passa di lì”. È di Matteo Orfini quand’era ancora  dalemiano  e spiegava “perché sarò in piazza con la Fiom”. Era il 22 febbraio 2012 e la Fornero si accingeva a una riforma dell’art. 18 molto  più blanda  di quella annunciata da Renzi col consenso di Orfini (ma non della Fornero  che li scavalca entrambi a sinistra).  Oggi Orfini annuncia: “Se ci sarà una manifestazione della Cgil, la guarderò in tv, il sindacato ha la colpa di essersi voltato dall’altra parte”. Lui, invece, ha cambiato verso, ma soprattutto poltrona: presiede il Pd renziano. Nel 2002 Cofferati  portò  3 milioni  di lavoratori  al Circo Massimo  contro  B. che voleva levare l’articolo 18. E a spellarsi le mani c’era Piero Fassino: “Sull’articolo  18 il governo  ha fatto una sciocchezza” urlava, eccitatissimo  per la “manifestazione  serena  e compatta  di un grande  movimento di opposizione”. Per Paolo Gentiloni, “la straordinaria manifestazione di Roma non  è in contrasto col nuovo riformismo”. Non poteva mancare  Enrico Morando, ora viceministro dell’Economia e gran tifoso di Renzi contro  l’articolo 18, come pure Gentiloni e Fassino. Ieri Roberto Giachetti contava quanti giorni han governato Bersani, D’Alema, Bindi e altri antirenziani dimenticando quanti giorni han governato i neo renziani: “Sono stati al governo migliaia di giorni e ancora pontficano e propongono soluzioni miracolose come se non avessero mai potuto  mettere alla prova i loro messaggi salvifici”. Vuoi vedere che Giachetti  è appena  atterrato da Marte? Può essere, sempreché sia solo omonimo del Giachetti  che dal ’93 al 2001 fu il braccio  destro  di Rutelli al Comune di Roma, poi 13 anni fa entrò a la Camera per non uscirne più: prima Margherita, poi Ulivo, infine Pd. E ancora pontifica. Perché Renzi è come il Dash: lava più bianco

Per intenderci, io la penso come lui e voi?

Segnalo anche stavolta che chiunque voglia confrontarsi con me, lo può fare sia attraverso il mio blog www.antoniodipietro.it, sia attraverso la mia email personale dipietro@antoniodipietro.it

 

 

 

 

 

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Il futuro di IDV – Sansepolcro 3, 4, 5 ottobre 2014

Quale futuro per IDV ?   -   Sintesi dell’intervento  di   Antonio Di Pietro alla riunione dell’Esecutivo nazionale del prossimo    3 ottobre 2014 a Sansepolcro Carissimi tutti, faccio seguito alla mia lettera aperta del 13 settembre scorso per anticiparVi – al fine di dare a tutti la possibilità di rifletterci bene e per tempo - la sintesi del breve intervento che chiederò di effettuare nel pomeriggio del prossimo 3 ottobre alla riunione dell’Esecutivo nazionale IDV, allargato ai quadri organizzativi, agli eletti ed agli amministratori IDV. Purtroppo, gli attuali sondaggi e scenari elettorali - senza voler imputare colpe ad alcuno se non, semmai, a me stesso – sono tali da farmi ragionevolmente ritenere che IDV rischia di non avere più alcun futuro politico davanti a sé (salvo qualche residuo strapuntino per qualche nostro dirigente locale di turno). E’ necessario quindi (ri)programmare una nuova strategia politica, comunicativa ed organizzativa finalizzata ad un rilancio del partito nello scenario politico nazionale. La prima questione che l’Esecutivo nazionale IDV del 3 ottobre dovrà, a mio avviso, affrontare – che è poi quella fondamentale e dirimente almeno per quanto riguarda l’impegno mio personale e diretto nel partito, sempre che a qualcuno possa ancora interessare -  – è il superamento dell’attuale ruolo di sudditanza di IDV al “renzusconismo imperante”. All’inizio, subito dopo l’avvento di Renzi al Governo, sembrava una bestemmia (purtroppo anche all’interno del nostro partito) prendere le distanze dal suo modo di fare, di dire e soprattutto di agire. Oggi, finalmente, molti suoi iniziali estimatori e sponsor politici si stanno ricredendo (ad eccezione dell’ex avversario e attuale compare Berlusconi, che oramai lo considera una sua creatura) e stanno rivedendo il loro iniziale appoggio al Governo Renzi, tanto è vero che la rassegna stampa di questi ultimi giorni è piena di commenti tra il satirico ed il drammatico che lo ridicolizzano (leggete ad esempio l’editoriale di fondo di oggi pubblicato in prima pagina da Il Corriere della Sera ed a firma del suo direttore Ferruccio De Bortoli). Soprattutto riflettete sul fatto che anche all’interno del partito PD e degli altri partners politici della coalizione del centrosinistra ogni giorno aumentano ... Leggi tutto ...

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Renzi a parole, Berlusconi nei fatti

Renzi si è sempre presentato come il rottamatore, come colui che voleva rompere le vecchie logiche di potere e portare avanti una lotta senza quartiere contro la corruzione. E’ certamente compito dei giudici accertare le eventuali responsabilità di Claudio Descalzi, il numero uno dell’Eni indagato per corruzione internazionale, ma non è tollerabile che Renzi sminuisca l’importanza dell’inchiesta affermando che si tratta solo “di un avviso di garanzia citofonato sui giornali”. La notizia è emersa semplicemente perché la procura di Milano, tramite una rogatoria internazionale inviata a Londra, ha chiesto il sequestro di alcuni fondi.  Renzi, piuttosto che far finta di niente e difendere Descalzi, avrebbe dovuto chiamare immediatamente a rapporto il suo uomo, chiedergli spiegazioni sull’intera vicenda e intimargli di mettersi a completa disposizione della magistratura. Vogliamo sperare che il Presidente del Consiglio non fosse a conoscenza dei colloqui intercorsi fra Descalzi e Bisignani, l’amico dei potenti, e dei suoi inciuci in quest’affare poco chiaro, finito sotto la lente d’ingrandimento dei magistrati e che, molto probabilmente, farà perdere all’Eni svariati milioni di euro. Perché, se Renzi ne fosse stato a conoscenza, sarebbe un complice politico. Non comprendiamo, inoltre, il motivo per il quale, alla stessa stregua di Berlusconi, il Capo del Governo, invece di prendere le distanze da Descalzi e denunciare i suoi comportamenti poco chiari, sminuisca la cosa e se la prenda indirettamente con i giudici che fanno solo il loro dovere. Qual è allora la differenza fra Renzi e Berlusconi? Comprendete ora il motivo per il quale io spesso, in passato, ho parlato del governo renzusconi? Di seguito pubblico l’intera ricostruzione della vicenda, che io condivido, e che è riportata in un articolo a firma di Marco Lillo, pubblicato oggi dal Fatto quotidiano. Voi cosa ne pensate? Aspetto i vostri commenti. Leggi l'articolo  

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IDV – un confronto aperto fra iscritti e simpatizzanti

Cari amici, a seguito della mia lettera aperta pubblicata nei giorni scorsi su questo blog in cui mi chiedevo e chiedevo di interrogarci su quale debba essere la linea politica del nostro partito e cosa fare per riorganizzare le fila di IDV nel territorio, ho ricevuto molte risposte che potete leggere nei commenti al mio post. Tra queste, mi permetto segnalare la seguente mail inviatami dal giovane Marco Fedi che, previo suo consenso  rendo pubblica, e ciò al fine di aprire fra noi un trasparente dibattito al nostro interno sulle scelte politiche di IDV e su cosa sia meglio fare per rilanciare la nostra presenza all'attenzione dell'opinione pubblica e, quindi, al nostro possibile e potenziale elettorato. Ciao, a risentirci presto Antonio Di Pietro Oggetto: Un invito alla riflessione in vista dell'incontro di ottobre Cari Dirigenti e amici tutti di IDV, a seguito delle decisioni ratificate dal Direttivo nazionale dopo le elezioni europee, in favore di una strategia impostata sulla sinergia col PD, molti semplici iscritti ed ex candidati europei di IDV, come il sottoscritto, prima di esprimersi, attendevano per rispetto questa presa di posizione di Di Pietro, la quale, essendo giunta, mi permette di sottolineare fatti oggettivi ed importanti che dovrebbero far riflettere coloro che, nella Direzione di IDV, pensano di aver ormai ben compreso la situazione e il da farsi. Perché tornare adesso a riflettere "a freddo" conviene al comune interesse di tutti noi. 1)  Il PD non ha ottenuto il 40% alle elezioni europee, in quanto l'astensionismo tra gli aventi diritto va computato, ed essendo stato pari a circa il 50% ne consegue che, al di là della solita disinformazione politicizzata, il PD ha ottenuto solo il 20% dei consensi tra i votanti effettivi (e non il 40%  "dei consensi degli italiani"). Altrimenti se per assurdo solo due persone avessero votato e si fosse ottenuto un solo voto, si potrebbe dire di avere incassato il 50% del consenso degli italiani (!). Ciò significa che appena più di un italiano su dieci (considerando tutta la popolazione) ha sostenuto Renzi e che IDV avrebbe dunque da convincere una biblica moltitudine di delusi, che non si sono fidati neppure di Renzi. 2)  A motivo di ciò ma anche a motivo della buona ed ... Leggi tutto ...

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Intervista a ‘Radio Radicale’

Cari amici, pubblico l'intervista che ho rilasciato quest'oggi a Radio Radicale. 16.9.2014 - Intervista a Radio Radicale

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“Sbagliato e inutile – gli arretrati resteranno”

Cari amici, ecco l'intervista che ho rilasciato a 'La Stampa' sulla riforma della giustizia. 15.9.2014 'La Stampa'

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LETTERA APERTA DI ANTONIO DI PIETRO AI DIRIGENTI, ISCRITTI, SIMPATIZZANTI ED AMICI DI IDV

Carissimi, ho ricevuto anch'io, come penso Voi, l’invito (con annesso programma dei lavori) del Segretario nazionale IDV Ignazio Messina a partecipare all’<<Incontro dei Valori>> che il nostro partito terrà nei giorni 3, 4 e 5 ottobre p.v. a Sansepolcro. Io ci sarò e invito anche tutti Voi ad esserci perché trattasi di un momento di confronto importante per il futuro del nostro partito, almeno per due specifiche ragioni: -    analizzare assieme (sia tra noi che con gli ospiti che la dirigenza IDV ha individuato ed invitato) il contributo che IDV può ancora dare alla politica del nostro paese. Al riguardo mi pare molto “azzeccato” il programma dei lavori previsto per il 4 e il 5 ottobre, giorni in cui appunto ci confronteremo su temi delicati quali le riforme, l’informazione, la giustizia, l’economia, il lavoro e i diritti civili; -    ascoltare dal vivo e prendere atto delle decisioni che saranno prese venerdì pomeriggio 3 ottobre dal vigente Esecutivo nazionale IDV (molto opportunamente allargato anche ai coordinatori provinciali, agli eletti, ai responsabili regionali giovani e donne ed a tutta l’organizzazione del partito) e ciò soprattutto al fine di poter ognuno di noi comprendere se e quale contributo può ancora dare sul piano personale al conseguimento degli obiettivi che IDV si propone. Ciò premesso, ed al fine di permettere a tutti una ponderata riflessione in tempo utile, Vi sintetizzo qui di seguito la proposta che, da parte mia, intendo presentare formalmente durante la riunione dell’Esecutivo nazionale:

  1.  sul piano politico, ritengo necessario rilanciare una nostra identità propria e quindi – pur reiterando la disponibilità del nostro partito ad un dialogo politico, istituzionale ed elettorale con il PD – far emergere con chiarezza le differenze che ci sono e ci devono essere fra noi e loro in materie delicate come la giustizia, l’informazione e le riforme costituzionali in corso. Personalmente, infatti, sono convinto che IDV può riconquistare visibilità, consenso e agibilità politica solo se ha qualcosa di specifico da dire all'elettorato (sia a quello frastornato dalle troppe promesse del Governo Renzi, sia a quello confuso dalle esagitate proteste dell’opposizione grillina, sia
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Intervista di Marco Travaglio a Piercamillo Davigo sulla riforma della giustizia

Voglio segnalarvi l’intervista di Marco Travaglio, sulla riforma della giustizia, all’ex collega Piercamillo Davigo, che è stata pubblicata oggi dal Fatto Quotidiano. Vi invito a leggerla perché condivido in pieno il suo pensiero. Intervista a Davigo Piercamillo

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