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A proposito della sentenza di assoluzione di Berlusconi……

(intervista da me rilasciata oggi, 11 marzo 2015, a Lucia Bigozzi per Intelligonews)

“Il processo era ed è un atto dovuto sancito dalla Costituzione quando c’è una notizia di reato. Da parte dei magistrati non c’è stata alcuna azione penale avventata o strumentale”. Antonio Di Pietro, analizza sul piano tecnico-giuridico la sentenza di assoluzione nei confronti di Berlusconi richiamando in parallelo la vicenda di Mani Pulite. Nella conversazione con Intelligonews si toglie anche qualche sassolino – politico – dalle scarpe…

Berlusconi assolto. Mutuando dal “dipietrese”: e ora chi paga?

«Il processo era ed è un atto dovuto quando c’è una notizia di reato. E certamente la notizia di reato c’è, tanto è vero che nel primo grado di giudizio c’è stata la condanna; quindi non c’è stata un’azione penale né avventata, né strumentale ma necessaria e necessitata dal fatto che la pubblica accusa ha il dovere costituzionale dell’azione penale di fronte a una notizia di reato. Posto che la Corte di Appello prima e la Cassazione dopo hanno ritenuto che i fatti contestati a Berlusconi non avessero rilevanza penale, sono anch’esse sentenze da rispettare in quanto il nostro sistema è appunto basato sul triplice grado di giudizio dove, però, un grado non deve criminalizzare l’altro solo perché ha deciso diversamente. Questo sul piano tecnico».

E nel merito, da ex magistrato qual è la sua valutazione?

«Nel rispetto di quanto deciso dai giudici, vi è da rilevare che il reato contestato era quello di concussione; reato che è stato modificato rispetto all’originaria previsione in vigore ai tempi delle inchieste di Mani Pulite ed è stato modificato dall’allora governo Berlusconi e dalla sua maggioranza. In particolare, tutte le inchieste di Mani Pulite avevano come fondamento un aspetto specifico del reato di concussione, il cosiddetto reato di concussione per induzione. Questo tipo di concussione è stato abolito ed è rimasto solo quello per violenza o minaccia. E’ ovvio quindi che la Corte di Appello e la Cassazione non hanno potuto fare altro che prendere atto che nel caso di specie, non vi era stata minaccia o violenza, ma solo induzione ambientale, dovuta al fatto che a telefonare a un funzionario della Questura era addirittura il presidente del Consiglio. E’ chiaro quindi che il funzionario si è trovato in una situazione indotta a dare seguito alla richiesta del presidente del Consiglio, pur senza subire minaccia o violenza. Questi sono i fatti sul piano tecnico-giuridico e sul piano fattuale». (altro…)

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La nuova legge sulla responsabilità civile magistrati, ovvero il danno e la beffa!

Ieri il Parlamento ha approvato la nuova legge sulla Responsabilità civile dei Magistrati. Subito tutto il mondo politico e giornalistico di regime, a cominciare dal solito trombone Renzi, ha gridato esultante “finalmente giustizia è fatta”, come se la colpa di tutto il malaffare che è stato scoperto in questi anni sia dei magistrati che hanno processato chi ha commesso i reati e non dei delinquenti che li hanno commessi. Ma vediamo in concreto cosa è cambiato al riguardo e quali effetti reali tali cambiamenti produrranno, al di là degli annunci di goduria di chi in Parlamento l’ha approvato. Con riferimento alla “Responsabilità indiretta e obbligo di rivalsa”, la legge prevede che il cittadino che ritiene di aver subito un’ingiustizia a seguito di una decisione presa da un magistrato, potrà sì chiedere il risarcimento dei danni ma sempre e solo facendo causa allo Stato e quindi esattamente come già è avvenuto finora con la legge Vassalli, in vigore dal 1998. La novità sta nel fatto che ora, lo Stato – qualora venisse condannato a risarcire il cittadino per una ingiustizia subita per colpa di un giudice – dovrà obbligatoriamente rivalersi nei confronti di costui che, a sua volta, dovrà farsi carico di pagare la metà del risarcimento pagato dallo Stato e non più solo un terzo. Direte: e va beh! Dov’è l’inghippo. Tutto sommato è giusto che il magistrato che sbaglia, paghi. Già! Peccato, però, che la nuova legge ha eliminato anche il cosiddetto “filtro di ammissibilità” e, soprattutto, ha esteso i confini della “colpa” a seguito della quale il magistrato deve essere obbligatoriamente condannato a risarcire i danni a favore di chi l’ha denunciato. La nuova legge ha poi previsto la soppressione del “filtro di ammissibilità” nel senso che, d’ora in poi, non vi potranno più essere controlli preliminari di ammissibilità delle denunce (“filtro”, appunto) contro i magistrati e quindi tutti coloro che avranno a che fare con le aule giudiziarie, potranno - indistintamente e senza che sia in alcun modo verificata preliminarmente la bontà e serietà della loro richiesta di risarcimento – denunciare asserite ingiustizie subite, con la conseguenza che, per ogni processo che ... Leggi tutto ...

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23.02.2015 – OPERA ‘GIUSTIZIA E LEGALITÀ’

Cari amici, pubblico qui di seguito i video degli interventi al dibattito di Opera.

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23.02.2015 – Lettera ad un amico

Carissimi amici, ho ricevuto e vorrei condividere con Voi la lettera che mi ha inviato Gabriel (un caro amico con cui io e molti di Voi abbiamo condiviso  molti ideali e molte battaglie politiche), lettera aperta il cui contenuto condivido in pieno. Scrive Gabriel (autorizzandomi a divulgare la sua lettera): “Caro Antonio ho 36 anni, disoccupato, le scrivo per conoscere una sua opinione in merito. Ho seguito il suo intervento presso il canale Agon Chanel e questo mi ha dato l'incentivo a scrivere questa mail per porre alla Sua attenzione alcuni che pensieri che da qualche tempo mi passano nella mente e che vorrei condividere con Lei.  Rispetto alla situazione Scilipoti, Razzi ecc..., ho capito una cosa: una persona come me e come tante in Italia, che ragionano e hanno uno spirito analitico serio, hanno già' capito quali sono state le dinamiche che hanno trasformato queste persone, che inizialmente magari con buoni propositi, si sono avvicinate a questo o quel partito, ma che poi hanno preferito mettere come primo obiettivo i loro interessi personali. Le voglio dire una cosa: non riesco a provare risentimento verso queste persone, perché purtroppo questo tipo di comportamento e' insito nella natura di una gran parte degli Italiani, e quindi non riesco ad indignarmi rispetto ad una realtà che si vive tutti i giorni solamente interagendo con altre persone, che anche nel piccolo cercano sempre di trarne un vantaggio personale. Questo comporta che sempre più spesso ci si trasforma in individualisti e si finisce per cercare sempre il proprio interesse, e si inizia a pensare che questo sia l'unico modo in cui una società possa andare avanti. Ormai, storicamente, siamo un popolo che ha sempre sfruttato il clientelismo, e da sempre abbiamo preferito seguire il dittatore di turno per non dover prendere decisioni o azioni che contrastassero queste egemonie (esempi: nazione Estere che ci hanno dominato, Mussolini, 40 anni di governo Dc, Berlusconi, Renzi)…” Partendo da questa cruda analisi di fatto, Gabriel è passato ad una sua proposta, anch’essa a mio parere condivisibile e cioè: “Prima considerazione: forse una rivoluzione culturale che partisse gia' dal sistema scolastico sarebbe una possibile soluzione. Perché non insegnare alle ... Leggi tutto ...

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“Non c’è la volontà di estirpare la corruzione”

Cari amici, vi invito a leggere l'intervista che ho rilasciato  a Michele Cucuzza. Un caro saluto Antonio Di Pietro

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23.02.2015 ore 21.00 – OPERA (MI) – GIUSTIZIA E LEGALITA’

Cari amici, invito tutti a partecipare all'importante dibattito dal titolo  'GIUSTIZIA & LEGALITÀ' durante il quale Gianni Barbacetto intervisterà, oltre a me, anche  Piercamillo Davigo. Tutte le informazioni le potete trovare nel Volantino allegato. Antonio Di Pietro

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10.02.2015 – LA7 – Coffee Break – video della trasmissione

Cari amici, pubblico il video della trasmissione del 10.02.2015 alla quale ho partecipato come ospite. Buona visione Antonio Di Pietro

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La differenza tra Mani Pulite e Mafia Capitale

Cari amici, vi invito a leggere l'Intervista rilasciata a Maria Gloria Fontana per il settimanale 'Visto' del 15.1.2015. Un caro saluto Antonio Di Pietro

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