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DOSSIER Monte dei Paschi di Siena

###DOSSIER MONTE DEI PASCHI DI SIENA###

Indice:

Agenzie di stampa maggio 2012

Articolo del Fatto Quotidiano

Agenzie di stampa gennaio 2013

Articolo dell’Huffington Post

Ultimo post di Antonio Borghesi

 

 

2012



MPS: IDV, GOVERNO AVVII COMMISSARIAMENTO INTERROGAZIONE PARLAMENTARE, CHE RUOLO HANNO AVUTO MASSONI?

(ANSA) – ROMA, 10 MAG – Questa mattina i parlamentari dell’Idv, Fabio Evangelisti, Antonio Borghesi, Pancho Pardi ed Elio Lannutti, hanno depositato due identiche interrogazioni, al presidente del Consiglio e ministro dell’Economia, Mario Monti, chiedendo il commissariamento del Monte dei Paschi di Siena.    ”Chiediamo al governo – si legge  dell’interrogazione – se non ritenga doveroso e urgente, procedere al commissariamento del MPS e alla revoca della nomina di Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato e quindi privo dei requisiti di onorabilita’, previsti dalle vigenti normative per amministrare gli istituti di credito”.

”La vicenda del Monte dei Paschi – sostiene l’Idv – pone anche dei seri interrogativi sul ‘sistema Siena’, basato su una gestione ferrea del potere economico-finanziario, impersonato dall’attuale presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, che ha ricambiato l’appoggio che Unicredit offri’ per scalarel’associazione bancaria, con la designazione di un indagato per frode fiscale ai vertici del MPS. Non costituiscono queste prassi equivoche un pericolo per la legalita’ fondata sul rispetto di regole e norme, anche di rango costituzionale?”.

”Vogliamo sapere, inoltre, il ruolo che nella partita di Mps avrebbero giocato le logge massoniche, molto attive a Siena, che potrebbero aver condizionato l’operato delle banche, molto prodighe nel favorire compagni di merende e adepti e avare, invece, con quella parte di sana imprenditoria che vuole contribuire a rilanciare il sistema paese” concludono i parlamentari di IdV. (ANSA).

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MPS: INTERROGAZIONE IDV, GOVERNO COMMISSARI ISTITUTO E REVOCHI PROFUMO =

Roma, 10 mag. (Adnkronos) – I parlamentari dell’Idv, Fabio Evangelisti, Antonio Borghesi, Pancho Pardi ed Elio Lannutti, hanno depositato questa mattina due identiche interrogazioni, al presidente del Consiglio e ministro dell’Economia, Mario Monti, chiedendo il commissariamento del Monte dei Paschi di Siena.

“Chiediamo al governo – si legge nell’interrogazione – se non ritenga doveroso e urgente, procedere al  commissariamento del MPS e alla revoca della nomina di Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato e quindi privo dei requisiti di onorabilita’, previsti dalle vigenti normative per amministrare gli istituti di credito e quali misure urgenti il Governo intenda attivare per impedire che primarie banche siano gestite con criteri amicali”.

“La vicenda del Monte dei Paschi pone anche dei seri interrogativi sul ‘sistema Siena’, basato su una gestione ferrea del potere economico-finanziario, impersonato dall’attuale presidente dell’Abi Giuseppe Mussari, che ha ricambiato l’appoggio che Unicredit offri’ per scalare l’associazione bancaria, con la designazione di un indagato per frode fiscale ai vertici del MPS. Non costituiscono queste prassi equivoche -conclude- un pericolo per la legalita’ fondata sul rispetto di regole e norme, anche di rango costituzionale?”.

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DL BANCHE, AULA CAMERA VOTA CHIUSURA ANTICIPATA DISCUSSIONE. VALANGA DI ISCRITTI LEGA E IDV.

Roma, 15 mag. (TMNews) – L’Aula della Camera ha approvato la richiesta di chiusura anticipata della discussione sul complesso degli emendamenti al decreto sulle commissioni bancarie. La richiesta di sospensione del dibattito è arrivata da Simone Baldelli: “Poiché il numero degli interventi è di circa 70, la maggior parte della Lega, e per dare una certezza ai nostri lavori – ha detto il deputato Pdl – chiedo di porre in votazione la chiusura anticipata discussione”.

Contro la sospensione si è espresso il gruppo Idv: “Veniamo da tempi e momenti – ha detto Antonio Borghesi – in cui questi signori di queste banche che sono seduti tutti allo stesso posto non solo hanno fatto sì che l’Italia di trovi in condizioni crisi ma sono stati foraggiati di milioni di euro personali, penso a Profumo, a Matteo Arpe, al nostro Ministro Passera. Questo governo non ha avuto la capacità di mettere paletti al sistema bancario per dare credito alle imprese che muoiono a ritmo 1000 fallimenti al mese e che non si possa discutere in Aula in modo ampio di un tema come questo mi pare sia una limitazione dell’attività parlamentare che non può essere consentita”.

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Dal Fatto quotidiano dell’11 maggio 2012

Profumo travolto dallo sfascio del sistema Siena

 

A Siena non ne va bene una, di questi tempi. Una disgrazia tira l’altra. Adesso che il Monte dei Paschi sta andando a gambe all’aria e non dà più dividendi alla Fondazione Mps, cadono come birilli, uno per uno, i pezzi pregiati del peculiare welfare senese.

Ed ecco atterrare su piazza del Campo il nuovo presidente del Monte dei Paschi, Alessandro Profumo. Fermo ai box da un anno, dopo essere stato fatto fuori dall’Unicredit, credeva di dover solo rimettere insieme i cocci di una banca sfasciata. Invece sono arrivate le sorprese. Ieri ha dovuto sostenere una faticosa conferenza stampa convocata per presentarsi e caduta, invece, all’indomani della visita di 150 finanzieri in tutti i santuari del potere cittadino: la banca, a Rocca Salimbeni, la Fondazione a palazzo Sansedoni, il Comune a piazza del Campo. “Non sapevo di questa inchiesta quando mi hanno proposto la presidenza“, dice. Magari è la verità.

Certamente non ha avuto il mandato di fare pulizia, visto che è stato chiamato dal sindaco Franco Ceccuzzi e dal presidente uscente Giuseppe Mussari, sodali e responsabili del disastro. E infatti Profumo si rifiuta ostinatamente di commentare l’operazione di acquisto della Banca Antonveneta, pagata nel 2007 9,3 miliardi di euro agli spagnoli del Banco Santander che pochi mesi prima l’avevano pagata 6,3. E’ quello su cui indaga la procura di Siena, ma la cosa non interessa il presidente: “Mi chiedo quale sarebbe l’utilità di un’inchiesta interna sull’acquisizione dell’Antonveneta. Su questo voglio essere radicale: non abbiamo alcuna intenzione di guardare al passato”. Poi, per rafforzare il concetto che non è in cerca di guai, ripropone la teoria di Giuseppe Mussari secondo cui a Siena la massoneria non esiste. Alla domanda se arrivando tra le colline del Chianti avesse percepito segni di presenze e influenze massoniche ha risposto così: “Non faccio parte della massoneria, non me l’hanno mai chiesto. Non ne ho la più pallida idea. Potrò sembrare un pò Alice nel paese delle meraviglie ma sinceramente non so risponderle”. A questa attenzione a non rompere gli equilibri ha reagito ieri l’Italia dei Valori con un’interrogazione dei senatori Lannutti, Pancho Pardi, Borghesi ed Evangelisti, che chiede l‘urgente commissariamento del Monte dei Paschi. L’imbarazzo di Profumo è utile a ritrarre il disastro senese. Quando il banchiere genovese descrive come un vantaggio il non essere condizionato dal passato, mentre illustra il Monte dei Paschi del futuro – oggi terza banca italiana – come un’umile banca regionale costretta a far quadrare i conti anche mollando per strada un po’ dei 31 mila dipendenti, mette implicitamente sotto processo il modello Siena oggi al capolinea con le sue manie di grandezza.

Fa impressione che nel bilancio 2011 del Monte dei Paschi, nonostante i conti chiusi con un rosso di 4,7 miliardi, si vanti “l’ulteriore rafforzamento del tradizionale legame con le squadre sportive senesi, A.C. Siena e Mens Sana Basket”. Circenses. Nell’anno del disastro il Monte è riuscito a spendere 31 milioni per le sponsorizzazioni. Due giorni fa il senatore leghista Massimo Garavaglia ha fatto in Senato la seguente denuncia: “Nel momento in cui un istituto primario bancario non paga allo Stato gli interessi sui Tremonti-bond che ha ricevuto e dà 25 milioni di euro a una squadra di basket locale, probabilmente sarebbe il caso che il governo potesse far valere la sua voce, anche perché a casa nostra 25 milioni di euro, dati con effetto leva alle aziende, fanno 250-350 di milioni di prestiti alle aziende”. E adesso che ne sarà dello squadrone che ha all’attivo cinque scudetti consecutivi ed è in corsa per il sesto? Anche il Siena Calcio deve tutto al Monte dei Paschi, così come la famiglia Mezzaroma gestisce la squadra perché è stata la banca a chiedere il suo intervento – garantendo tutto il garantibile – per prendere il posto di un altro immobiliarista romano, Giovanni Lombardi Stronati.

Siena forse ha vissuto al di sopra dei propri mezzi, sicuramente adesso non ha più i mezzi per vivere come prima. Emblematica la vicenda della Siena Biotech, società di ricerche nel campo medico farmaceutico, mantenuta dai finanziamenti della Fondazione Mps.

Pochi giorni fa tutti i 107 dipendenti (nella gran parte ricercatori, dicono, super specializzati) sono finiti in cassa integrazione. Ma la Fondazione, che negli ultimi dieci anni ha distribuito al cosiddetto territorio oltre un miliardi di euro, forse non avrà mai più un euro da dare alla Siena Biotech. E nemmeno all’Università, che quanto a sfascio è stata precorritrice. Dal 2003 al 2007, secondo le accuse del pm Antonino Nastasi, uno di quelli che adesso indaga sul Montepaschi, due rettori, Piero Tosi e Silvano Focardi, avrebbero scavato nei conti dell’ateneo un buco da 200 milioni di euro, gonfiando a dismisura gli organici. L’inchiesta sull’Università è destinata con tutta probabilità alla prescrizione, così come quella sull’Antonveneta, che si riferisce a fatti di quattro-cinque anni fa. Mentre per la mega inchiesta milanese sulla frode fiscale da oltre 3 miliardi di euro messa in piedi dalle maggiori banche italiane, e nella quale anche Profumo e Mussari sono indagati, è pronta la leggina salva-banchiere architettata dal governo Monti. Di tutti questi scandali quindi resteranno solo i conti del denaro sparito. E la nuova miseria senese.

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 2013

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ABI:BORGHESI,ADDIO MUSSARI TARDIVO; ORA RIVOLUZIONE IN BANCHE

(ANSA) – ROMA, 22 GEN – ”Le dimissioni di Mussari sono tardive e dimostrano quanto marcio vi sia nel sistema bancario italiano. Egli e’ uno dei principali responsabili del dissesto del Monte dei Paschi di Siena. Eppure, per la protezione delle Fondazioni bancarie, e’ passato dalla milionaria poltrona del Mps a quella altrettanto milionaria dell’Abi. Dopo che da decenni si vedono le stesse facce alla guida di banche e fondazioni bancarie e’ ora che, anche in questo mondo, vi sia una vera rivoluzione civile”. E’ quanto scrive, in una nota, Antonio Borghesi, presidente dei deputati Idv e candidato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.(ANSA).

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MPS. BORGHESI (RC): SISTEMA MARCIO PER CONNIVENZE POLITICHE

(DIRE) Roma, 23 gen. – “Quanto successo al Mps, e in particolare il coinvolgimento di Mussari che, dopo aver portato al fallimento quell’istituto di credito ha avuto come premio la poltrona dell’Abi, con indennita’ milionarie, dimostra in tutta la sua evidenza l’opacita’ e il marciume del sistema bancario italiano anche a causa di una finta privatizzazione operata nel ’92 dalla fallimentare legge Amato”. E’ quanto scrive, in una nota, Antonio Borghesi, presidente dei deputati Idv e candidato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.

“Le nostre denunce e i nostri timori per la sorte di investitori e lavoratori- prosegue- sono rimaste inascoltate. Il 10 maggio dello scorso anno, infatti, depositammo due interrogazioni rivolte al premier Monti chiedendo il commissariamento del Mps e la revoca della nomina di Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato. Una persona, dunque, priva dei requisiti di onorabilita’, previsti dalle vigenti normative per amministrare gli istituti di credito”.

“In quella sede- spiega ancora Borghesi- ponemmo anche interrogativi sul cosiddetto ‘sistema Siena’, basato su una gestione ferrea del potere economico-finanziario da parte di Mussari, che ricambio’ l’appoggio offerto da Unicredit nella scalata dell’associazione bancaria, con la designazione di un indagato per frode fiscale ai vertici del Mps”.

“Eccolo, dunque, il mondo al quale molti governi, partiti e sindacati conniventi con questo sistema, non ultimo  l’esecutivo Monti, ma anche il Pd hanno elargito favori e nomine. Un mondo che oggi ha zavorrato Piazza Affari e gettato discredito su una delle banche piu’ antiche e famose del mondo”, conclude.

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MPS: BORGHESI, FASSINA NEGA LA REALTA’

(ANSA) – ROMA, 24 GEN – ”L’onorevole Fassina sa meglio di me che la vera piaga del sistema bancario sono le fondazioni attraverso cui la politica esercita il suo potere, controllando i cda, che sono espressione ed emanazione diretta dei partiti. Scaricare tutte le responsabilita’ sul management della banca quando sono chiari a tutti i legami tra i partiti e il Mps, compreso il Pd, che nascono nella notte dei tempi, significa negare la realta’ dei fatti”: lo dice Antonio Borghesi, presidente dei deputati di IDV e candidato per nella lista di Rivoluzione civile.

”Quando il Parlamento voto’ la ricapitalizzazione del Mps, con ben 3,9 miliardi di euro, fummo i soli ad opporci in Parlamento. Nel piano di ristrutturazione del Mps, infatti, non si intravedeva nessun accenno a un progetto di rilancio industriale, ma solamente una generalizzata crescita delle commissioni per i servizi e i conti correnti. Inoltre, conteneva una riduzione del personale di 4.600 unita’ e l’esternalizzazione di 2.360 lavoratori del back office. Insomma, come al solito, con il governo dei banchieri, sostenuto anche dal Pd, si e’ trasferito sul personale e sui clienti le conseguenze di una fallimentare gestione”, spiega Borghesi.

”Noi provammo a chiedere a Monti chiarezza sulla vicenda derivati ma il governo fece orecchie da mercante. Con un  apposito ordine del giorno, infatti, chiedemmo al governo Monti di informare il Parlamento a quanto ammontavano i derivati in possesso del Monte dei Paschi. Ebbene, quella nostra richiesta, non solo non fu accolta dal governo, ma tutto il Parlamento, compreso il Pd, voto’ contro il nostro ordine del giorno”, conclude.

(ANSA)

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MPS: BORGHESI (IDV), PD AMMETTA QUELLO CHE ORMAI E’ PALESE

(ANSA) – ROMA, 25 GEN – ”La vicenda Monte dei Paschi di Siena e’ l’emblema del corto circuito della politica ingorda. E’ l’etica, oggi come non mai, il principio da ricercare a ogni costo”. Lo ha detto durante la lezione inaugurale dell’anno accademico del Logimaster di Verona, Antonio Borghesi, presidente dei deputati Idv e candidato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia.

”Puo’, mi chiedo, un partito che si candida a governare il Paese, negare il proprio coinvolgimento dal momento che riceveva finanziamenti ancorche’ legittimi e dichiarati da Mussari per 683.500 euro?” ha detto Borghesi.

”All’amico Bersani – ha concluso – chiedo solo perche’ non ammettere quello che e’ ormai palese, perche’ non ammettere la propria responsabilita’ come leader. L’etica professionale non puo’ prescindere dal rispondere sempre, e comunque, delle responsabilita’ del contesto che sarete chiamati a dirigere”.

(ANSA)

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 24 gennaio 2013, Antonio Borghesi su Facebook

“Secondo i dati ufficiali della Camera dei Deputati, dal 27 febbraio del 2002, data del suo primo assegno al partito, fino al 6 febbraio dello scorso anno, Mussari ha versato a titolo personale nelle casse del movimento ben 683.500 .
Presidente Rosy Bindi, mi scusi ma a me questi finanziamenti, per quanto leciti, mi mostrano il Vostro Partito come esempio di ben altro….”

Borghesi fa riferimento a questo articolo dell’Huffington Post:

 

Mps, i finanziamenti (leciti) di Giuseppe Mussari ai Ds-Pd di Siena. 700 mila euro in nove anni

 

Il più diretto è stato Benedetto Della Vedova, candidato in Lombardia con la lista Monti. Su Mps, ha spiegato, “la responsabilità è dell’azionista politico che ha gestito la fondazione che controlla il Monte dei Paschi”. Un legame storicamente stretto quello tra Ds-Pds-Pd con la Fondazione e con la banca, tanto che per anni i sindaci della città toscana sono arrivati dall’istituto di credito.

Nonostante oggi il partito guidato da Pierluigi Bersani, abbia provato a prendere le distanze dicendo che il Pd non ha nessuna responsabilità. “Il Pd fa il Pd”, ha detto, “e le banche fanno le banche”. Ma i legami con il partito non sono mai stati nascosti da Giuseppe Mussari, l’ormai ex presidente dell’Abi e già al vertice prima della Fondazione e poi della stessa banca. Mussari è stato probabilmente uno dei principali finanziatori privati del Pds-Ds-Pd di Siena. Secondo i dati ufficiali della Camera dei Deputati, dal 27 febbraio del 2002, data del suo primo assegno al partito, fino al 6 febbraio dello scorso anno, Mussari ha versato a titolo personale nelle casse del movimento ben 683.500 euro. Finanziamenti ovviamente leciti e tutti dichiarati. Ma che danno comunque il senso della stretta vicinanza tra il manager e il partito.

(–> http://www.huffingtonpost.it/2013/01/23/mps-finanziamenti-leciti-giuseppe-mussari-ds-pd-di-siena_n_2533052.html )

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L’ultimo post sul blog di Antonio Borghesi  sul sito italiadeivalori.it

Le dimissioni di Mussari non mi stupiscono, era solo questione di tempo.

Già alcuni mesi fa avevo depositato un’interrogazione parlamentare in ordine ad una serie di condotte poste in essere a partire dal 2007e protrattesi sino al 2012, in occasione dell’acquisizione di Banca Antonveneta da parte degli spagnoli del Banco Santander.

Gravissime le ipotesi di reato, manipolazione del mercato ed ostacolo alle funzioni delle autorità di vigilanza in relazione alle operazioni finanziarie di reperimento delle risorse necessarie all’acquisizione di banca Antonveneta e ai finanziamenti in essere a favore della Fondazione Monte dei Paschi. Chiedevamo all’allora Presidente tecnico Monti di intervenire per chiedere il commissariamento urgente della Banca MPS e di revocare in tal modo la nomina del signor Alessandro Profumo, indagato per frode fiscale ai danni dello Stato e, nell’ipotesi di condanna, privo dei requisiti di onorabilità previsti dalle vigenti normative per amministrare gli istituti di credito. Chiedevamo inoltre al Premier, allora titolare anche del Dicastero dell’Economia, quali misure urgenti il Governo intendesse attivare per impedire che primarie banche fossero gestite con criteri amicali, anche da Fondazioni bancarie,praticando regole non scritte nella gestione, spesso alquanto discutibile, del credito e risparmio, che ha generato una lunga catena di crack finanziari ed industriali, quali Cirio, Parmalat, My Way, For You, Lehman Brothers.