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Monti vara la legge dei sogni di B.?

  La modifica della sezione disciplinare del Csm che, secondo quanto riferito dalla stampa, il governo si accinge a proporre, costituirebbe, se confermata, un gravissimo e irresponsabile attentato all’indipendenza della magistratura. Spero che il governo smentisca rapidamente queste indiscrezioni.

Anzi, trovo preoccupante che non lo abbia già fatto.  L’idea di aumentare il numero di consiglieri laici, quelli nominati dal Parlamento, sino a sottrarre la maggioranza ai membri togati, significa, né più né meno, affidare alla politica il compito di giudicare i magistrati. Di questi tempi, equivale a dire che i ladri si nominano i giudici e, allo stesso tempo, i giudici veri vengono additati come ladri.

Con ciò, si farebbe carta straccia dell’autogoverno della magistratura e del principio costituzionale della sua indipendenza. Se poi il professor Monti pensasse davvero di varare una legge che modifica la Costituzione per via ordinaria, e non secondo le regole fissate dalla Costituzione stessa, si tratterebbe anche di un attentato alla legalità costituzionale: uno sproposito che solo Berlusconi aveva osato azzardare.

Un governo che nessuno ha eletto e che, come dimostrano i sondaggi, è di giorno in giorno meno popolare tra gli italiani per le sue misure inique, si prepara così a pagare il debito con chi gli permette di restare al potere, e regala a Berlusconi la legge che aveva sempre sognato e non era mai riuscito a varare. Ai tempi del governo Berlusconi c’era un certo controllo da parte dei media e dell’opinione pubblica e alla fine anche l’opposizione politica un po’ si doveva muovere.

Oggi, come si è visto con le scandalose leggi a favore della corruzione e del finanziamento pubblico ai partiti, quasi tutti fingono di non vedere cosa sta succedendo, pur di non disturbare il manovratore. In Parlamento solo noi dell’Italia dei Valori ci siamo opposti e ci opponiamo a questa ondata rivoltante di berlusconismo-senza-Berlusconi, ma con l’aggiunta che questa volta in maggioranza c’è il Pd, che si comporta come Ponzio Pilato: fa finta di non vedere e se ne lava le mani.

Noi dell’IdV, invece, il nostro dovere lo abbiamo fatto e continueremo a farlo. E non permetteremo che, zitto zitto e quatto quatto, un governo imposto dall’alto e un Parlamento delegittimato mettano il guinzaglio alla magistratura, per poter continuare sulla stessa strada di mazzette, tangenti e corruzione, che ha messo in ginocchio l’Italia. Siamo l’ultimo giapponese e siamo orgogliosi di esserlo.

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Digressione

Difendiamo la legalità

Berlusconi ha fatto infiniti danni a questo Paese quando era presidente del Consiglio, e continua a farli anche adesso che non lo è più, perché con i suoi voti indispensabili può condizionare e ricattare il governo come gli pare. Visto che non hanno più il potere per farsi le leggi ad personam, adesso i parlamentari del Pdl hanno presentato un ‘subemendamento ad personam’ al ddl anticorruzione. Vogliono stabilire che se non c'è esborso di denaro non c'è concussione, così Berlusconi non dovrebbe più rispondere alla giustizia per l'intervento a favore della scarcerazione della ‘nipote di Mubarak’, e anche quel processo andrebbe in fumo. Gli stessi obbedienti e volenterosi dipendenti di Berlusconi starebbero anche approntando le correzioni per vanificare la proposta di legge sul falso in bilancio. Grazie a quei provvidenziali emendamenti, chi trucca i documenti contabili riuscirebbe ancora una volta a sfangarsela! Insomma, Berlusconi a palazzo Chigi non c'è più, ma non è che per questo il Parlamento si sia deciso finalmente a difendere la legalità. Noi dell'Italia dei Valori voteremo per l'arresto di Lusi, quando il Parlamento se ne occuperà, come abbiamo sempre fatto. Però, per il giorno in cui la Commissione si riunirà sul caso Lusi, convocheremo anche una ‘Giornata della legalità’. Vogliamo che il Parlamento risponda positivamente a tutti i provvedimenti chiesti dalla magistratura nei confronti di parlamentari e vogliamo che Parlamento e governo difendano d'ora in poi la legalità, senza più sottostare a pressioni, ricatti o calcoli opportunisti. E senza più chiedersi, prima di vararla, se una legge fa comodo o scomodo a Berlusconi e alle sue aziende.

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