Facebook YouTube Biografia Scrivimi
Digressione

Cara Severino, sulla corruzione non prenda in giro gli italiani

La corruzione non si combatte con le bugie

Per rispondere alle critiche che io ho mosso alla sua legge sulla corruzione, il ministro Severino cerca di cavarsela dicendo che ho ‘ispirazioni politiche’ 

Se c’è qualcuno che fa politica è proprio il ministro. Ha fatto una pessima legge, perché doveva obbedire ai condizionamenti politici e per difenderla adesso si arrampica sugli specchi, proprio come un politicante. Qui l’ ”ispirazione politica” non c’entra niente, tant’è vero che fino all’ultimo noi dell’Italia dei Valori abbiamo sperato che la legge desse almeno un segnale positivo in modo da poterla votare. Qui c’entra solo l’effetto concreto che queste norme avranno.

Non è mica colpa mia se quell’effetto, come oggi dicono tutti gli operatori della giustizia, compreso il CSM, sarà controproducente. E’ vero o non è vero che in moltissimi casi, grazie alle nuove norme sulla concussione per induzione, scatterà la prescrizione? Lo stesso ministro dice che si occuperà di riparare al danno con un’altra legge futura, ma allora perché ha insistito con questa?
Bisogna avere una concezione del ‘governare bene’ molto strana per fare leggi sbagliate, promettendo di farne altre in seguito per riparare al disastro, invece di fermarsi in tempo. E’ vero o non è vero che il traffico di influenze non è considerato quando il compenso non viene elargito in denaro ma con una nomina o una candidatura? Scusi ministro, ma a casa sua questo come si chiama se non traffico di influenze? E ancora: è vero o non è vero che alle prossime elezioni i condannati, nonostante la legge, potranno candidarsi tutti? E’ vero o non è vero che senza i reati di falso in bilancio e autoriciclaggio la lotta alla corruzione proprio non si può fare? Il bello è che anche qui il ministro riconosce che quelle fattispecie di reato sono necessarie. Si giustifica per non averle inserite nel ddl dicendo che, altrimenti, sarebbe stato improprio e si sarebbe rallentata l’approvazione del testo.

Come se una persona andasse dall’ortolano, prendesse tutta la frutta marcia, lasciando quella buona per paura di riempire troppo il paniere. Non sarebbe stato meglio fare il contrario e varare subito le misure essenziali? Invece, caro ministro, lei continua a vantarsi di aver fatto il decreto anticorruzione. Delle due l’una: o è una persona che non capisce di diritto, e non ci credo perché è un avvocato competente e capace, oppure sta mentendo agli italiani. Esattamente come facevano i ministri della Giustizia del governo Berlusconi.
E vuol far credere che con quel provvedimento si possa combattere davvero la corruzione. Caro ministro, ascolti il mio appello: non prenda in giro gli italiani, come avvocato può difendere i clienti, ma quando fa il ministro deve difendere gli italiani.
Su una cosa sola lei ha ragione, quando chiede perché tutte queste critiche arrivano solo adesso. E’ vero. Cosa fosse questa legge era chiaro sin dal primo giorno, ma a dirlo apertamente siamo stati solo noi dell’Italia dei Valori. Forse, se avesse aperto la bocca anche qualcun altro e se una parte dei partiti della maggioranza non fosse stata sempre disposta a votare tutto turandosi il naso, alla fine il testo sarebbe un pò migliorato. Ma, soprattutto, se lei e il suo governo aveste posto la fiducia sul testo che avevate in testa, e non su quello imposto dalla sua maggioranza (politica), l’esito sarebbe stato differente. E sarebbe stato un bene, non per questa o quella “ispirazione politica”, ma per il Paese e per tutta la gente onesta che ci abita.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/RTikI9
Digressione

Perchè non voteremo la fiducia al DDL sulla corruzione

L’Italia dei Valori non voterà la fiducia chiesta dal governo sul ddl anticorruzione. Io stesso avevo detto, nei mesi scorsi, che anche un piccolo passo nella direzione giusta è meglio che niente, e che persino un pannicello caldo, che ai corrotti e ai corruttori poteva fare solo il solletico, sarebbe stato comunque un segnale. Però se il passo è nella direzione sbagliata, se va all’indietro invece che avanti, se rende ai corrotti la vita non un pochino più difficile, ma molto più facile, allora proprio non ci possiamo stare. Il ddl è anticorruzione di nome ma pro-corruzione di fatto. Rappresenta un salto indietro di 80 anni, perché torna al codice Rocco e così annulla anche le modifiche positive che erano state apportate nel 1990. In compenso non annulla per niente quello che, invece, andava cancellato: le riforme fatte da Berlusconi per salvare se stesso, nonostante volessero dire impunità per centinaia di altri mascalzoni. Non è stato ripristinato il reato di falso in bilancio, non sono stati allungati i tempi della prescrizione, però è stata rimaneggiata la fattispecie di reato sulla concussione per induzione, cioè l’unica che conti per i politici e per gli amministratori, in modo da rendere più lieve la pena e ancora più facile la prescrizione. Il ministro Severino ha affermato nei giorni scorsi cose sacrosante sul fatto che siamo di fronte a una nuova Tangentopoli e che la situazione è di una gravità inaudita. Ma allora perché predica bene e razzola male? Perché non fa una legge davvero efficace contro la corruzione? E sopratutto perché ha bisogno di rimandare a un decreto legislativo successivo la non candidabilità dei condannati, quando poteva inserire la norma direttamente nel ddl anticorruzione? Probabilmente perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il solito accordicchio.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/WyzPig
Video

Le regole per combattere la corruzione

Come al solito, la montagna ha partorito un topolino. Anzi peggio: un animaletto rapace in grado di peggiorare la già insufficiente riforma anticorruzione di cui si sta discutendo. E’ innanzitutto da criticare il fatto che nel ddl il governo pensa di poter combattere la corruzione allargando le maglie dei magistrati che sono fuori ruolo, in un momento in cui, invece, abbiamo bisogno di più magistrati in ruolo. In secondo luogo, per quanto riguarda la corruzione tra privati, questa andrebbe punita a prescindere dalla proposizione o meno di querela, in quanto, per definizione, anche se la corruzione avviene tra privati, di per sé viola il mercato della concorrenza e le altre persone, scegliendo di non corrompere o di farsi corrompere, sarebbero svantaggiate. Quindi non ha senso limitarla alla sola querela di parte, in quanto non offende solo la persona, ma l’intera società e lo stato di diritto. In relazione al traffico di influenze illecite, il Guardasigilli ha ridotto tale reato soltanto ai casi di compimento di atti contrari ai propri doveri d’ufficio. In realtà, il traffico di influenze illecite consiste quasi esclusivamente nell’esercitare la propria influenza per fare in modo che qualche pubblico ufficiale compia un atto formalmente corretto e che gli compete, ma per occulte e riservate finalità illecite o immorali, quali appunto quelle di favorire qualcuno o danneggiare qualcun altro. Se davvero si vuole combattere la corruzione le regole ci sono, anche se purtroppo non sono state previste nel ddl anticorruzione. Mi riferisco, ad esempio, alla necessità di allungare i tempi di prescrizione. Anzi, occorreva ed occorre prevedere che dopo il rinvio a giudizio la prescrizione non si interrompa più; occorre poi aumentare i mezzi e gli strumenti a disposizione degli inquirenti; occorre fissare nuove norme in materia di autoriciclaggio, di influenze illecite, di corruzione tra privati, di frode fiscale e falso in bilancio perché, soprattutto quest’ultimo, è il reato presupposto per avere i fondi necessari a corrompere. E’ inoltre grave che abbiano previsto la derubricazione della concussione per induzione che è il reato tipico e prevalente con cui i pubblici ufficiali, i ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/RePyi2
Video

In Parlamento non approvano l’anticorruzione perchè finirebbero in galera

Il disegno di legge anticorruzione assomiglia alla classica montagna che ha partorito il topolino. Nel provvedimento, infatti, mancano il reato di autoriciclaggio e quello di corruzione tra privati. Inoltre, è stata eliminata la concussione per induzione, vale a dire il reato tipico dei politici e dei pubblici ufficiali, mentre sono stati ridotti i tempi della prescrizione e non è stata prevista la reintroduzione della norma sul falso in bilancio, presupposto di  qualsiasi corruzione. Per questo, noi dell’Italia dei Valori abbiamo presentato degli emendamenti in modo che siano rafforzate le misure di contrasto a questa piaga. Ciò premesso, tra questo e niente, è meglio dare un segnale affinché si faccia una legge anticorruzione. Per tale ragione, riteniamo che, innanzitutto, il testo non debba essere riformato in pejus al Senato e che quindi lo si debba approvare senza perdere tempo, anche ricorrendo alla fiducia. Bisogna comunque prendere atto che questo Parlamento non riesce a fare un provvedimento anticorruzione degno di questo nome, anche perché, in quel caso, almeno la metà dei parlamentari dovrebbe finire in galera.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/VoL9wD


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina