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Male non fare, paura non avere

Caro Beppe,

quel che è successo a me, ora sta succedendo a te.
La vicenda del Costa Rica fa comprendere quanto il tuo essere libero, e non servo dei poteri forti, faccia paura.
Su di me, nel corso degli anni, son state raccontate tantissime menzogne. Mi sono state attribuite ben 56 case, una falsità assoluta visto che, addirittura, sono state scambiate per case le particelle catastali dei terreni agricoli di mio padre buonanima o i fienili o il capanno delle galline. Mi sono state dedicate non so quante prime pagine che mi hanno visto protagonista di spy story e di investimenti mirabolanti anche all’estero, proprio come sta accadendo adesso a te.
Insomma, la storia si ripete e, guarda caso, ad essere colpite sono sempre e solo le persone che, con la schiena dritta, scelgono di stare fuori dal sistema. E’ un sistema malato che si avvale di una parte dell’informazione, quella asservita e piegata a gruppi d’interesse che hanno paura di chi non vuole sottomettersi e, pertanto, sfugge al loro controllo.
Purtroppo, caro Beppe, la questione è seria, non scherzarci troppo sopra. È un sistema perverso che si accanisce fino a quando non raggiunge l’obiettivo.
Permettimi allora di darti un consiglio spassionato, visto che io ho già vissuto lo stesso tuo calvario: l’unica soluzione è quella di far valere le proprie ragioni, davanti all’autorità giudiziaria, rivendicando la propria onestà e chiamando i diffamatori a rispondere delle loro falsità e a risarcire i danni. Io l’ho fatto in tante occasioni e continuerò a farlo, senza aver paura.

Ciao e resisti,
Antonio

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Perchè attacchi la magistratura, caro Beppe?

Caro Beppe, ti scrivo perché non ti riconosco più e, soprattutto, non mi riconosco più in alcune tue affermazioni e prese di posizioni. Da un po’ di giorni, infatti, hai cambiato repertorio nei tuoi comizi e ti sei messo, anche tu, ad attaccare la magistratura, come un Berlusconi qualsiasi. Vai addirittura ripetendo: ‘questa magistratura mi fa paura’, ed ancora che la nostra è una magistratura debole con i potenti e forte con i deboli. Affermazioni ingiuste che, purtroppo, per la tempistica ed il tono usato, fanno da corollario a quelle vergognose che, da sempre, va ripetendo Berlusconi per il quale ‘la magistratura rappresenta il cancro della nostra democrazia’. Ma ti rendi conto, Beppe, insieme a quale compagnia di ‘falsari della verità’ ti stai mettendo pur di spararle ogni giorno più grosse? A quale Magistratura ti riferisci, Beppe? Perché fai di tutt'erba un fascio? Ti stai forse dimenticando la schiera di magistrati che hanno perso la vita per fare il loro dovere e proprio per combattere i potenti? O forse ti stai dimenticando il prezzo pagato (in termini di calunnie, intimidazioni e denigrazioni) da chi ha combattuto, in questi anni, le mafie di Stato e il malaffare delle tante Tangentopoli di ieri e di oggi? Grillo, non fare anche tu come Berlusconi che dice che la colpa dei guai in cui versa l'Italia è dei magistrati, che hanno scoperto i reati, e non dei mariuoli che si sono fregati il bottino dello Stato. Piuttosto, utilizza il tempo e lo spazio dei tuoi benvenuti comizi per informare il tuo pubblico di come stanno in realtà le cose, altrimenti, se ti ci metti anche tu a fare disinformazione, siamo veramente di fronte ad un mondo alla rovescia. Beppe, tu sai bene, come me, che la colpa del ripetersi di Tangentopoli è della classe politica corrotta e di quella di specifici e potenti poteri finanziari che, in combutta con taluni (anzi molti) manager e dirigenti pubblici, hanno da tempo organizzato una vera e propria predazione di ogni ben di Dio (pardon...del popolo italiano), costruendo, al tempo stesso, una serie di ... Leggi tutto ...

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Digressione

Il Quirinale parla contro i disperati che protestano

Qui sotto l'intervista che ho rilasciato oggi a "Il Fatto Quotidiano". “Io difendo l’uomo qualunque, cioè il cittadino normale. Le parole di Napolitano sono contro di lui, contro le persone disperate e che protestano. Ci manca davvero poco perché la rivolta sociale diventi violenta. Il capo dello Stato ha indicato il dito, come al solito. Non la luna”. Qual è la luna, onorevole Di Pietro? “Lo spettacolo squallido dei partiti di oggi. L’anti-politica è l’effetto non la causa di questa situazione. Il problema non sono il dipietrismo o il grillismo campioni dell’anti-politica, il problema è questa politica squallida, che sta a guardare ed è incapace di prendere decisioni. E si arrabbia se a decidere è la magistratura”. Come nel Novantadue di Tangentopoli. “Esatto, ma c’è una differenza. Allora tra una monetina e l’altra, la gente sperò nel cambiamento. Adesso c’è solo disperazione contro questa classe politica che è al capolinea e andrebbe cacciata a calci nel sedere. Le parole di Napolitano sono un attacco a questa gente. Avrebbe dovuto parlare prima, non fare come Ponzio Pilato”. In che senso? “Perché Napolitano non ha parlato nel periodo in cui ha governato il centro-destra? Berlusconi ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, con le leggi ad personam. Questa è la vera anti-politica, non io o Grillo”. Ma lei teme Grillo? “Da me non sentirete mai una parola contro di lui. Il male è il politico che ruba non un comico che fa politica. Tra me e Grillo c’è una sola differenza”. Quale? “Io critico ma voglio costruire un’alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta”. In ogni caso, dice Napolitano, il populismo e la demagogia di turno non lasceranno traccia. Un concetto simile a quello espresso da D’Alema qualche giorno fa. “Io non penso alla fine che faremo, non mi interessa. Penso che l’attacco di Napolitano alimenti il disegno di far disertare le urne e avere solo un voto costretto, ricattato, imposto per far eleggere questi politici. L’obiettivo è di fare di tutta l’erba un fascio, ma non siamo tutti uguali. Noi facciamo politica e siamo gli ... Leggi tutto ...

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