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L’ultimo confine

berlusconi strappa il programma del pd Lultimo confine Ma sono diventati tutti matti? A chi può venire in mente di far presiedere a Silvio Berlusconi una Convenzione incaricata di riscrivere la Carta costituzionale? E’ come dire alla volpe di ricostruire il pollaio per renderlo più sicuro!

Possibile che, in questo Paese, tutti abbiano la memoria così corta da essersi dimenticati che, per anni e anni, Berlusconi ha provato a stravolgere lo spirito e la lettera della nostra Carta, prendendone di mira non questo o quel particolare ma l’ispirazione di fondo, l’anima? Più e più volte la Corte costituzionale ha dovuto cassare leggi fatte da Berlusconi a favore di se stesso, alla faccia della Costituzione repubblicana.

E’ vero che per ora la sua è solo un’autocandidatura, però non è certo tranquillizzante il fatto che nessuno abbia trovato niente da dire o ridire e che nessuno abbia neppure commentato questa enormità.

Affidare a Berlusconi quella carica significherebbe riscrivere la storia degli ultimi vent’anni di questo Paese e scegliere una sanatoria politica paragonabile a quelle che Berlusconi ha tante volte fatto a favore degli evasori e dei ladroni.

Fino a pochi giorni fa, il Pd giurava che con un personaggio simile non si potevano fare accordi. Adesso ci sta al governo insieme. Io mi posso solo augurare che almeno, oggi stesso, dica chiaramente che della presidenza della Convenzione non se ne parla. E’ l’ultimo confine. Varcato quello non resterebbe davvero più niente.

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Buone intenzioni sbandierate, l’ennesima delusione dietro l’angolo

Voglio innanzitutto esprimere la mia completa e commossa solidarietà ai due agenti delle forze dell'ordine e alle loro famiglie. Questi valorosi servitori dello Stato sono stati vittime di un barbaro e assurdo gesto di un disperato. Con altrettanta decisione e grande preoccupazione, mi auguro che nessuno continui a strumentalizzare questo episodio per criminalizzare chi, come il Movimento Cinque Stelle in Parlamento e noi nelle piazze, nel pieno e trasparente rispetto delle regole democratiche, si oppone all'accordo Pd-Pdl-Monti e al governo Letta. Oggi sono state due le notizie che hanno colpito l'opinione pubblica. La sparatoria davanti a Palazzo Chigi e il giuramento dei ministri del nuovo Governo. I soliti soloni infatti stanno tentando in tutti i modi di giustificare il governo dell'inciucio con un fatto drammatico. Tentano di accorpare a un'unica trama questi due fatti, tra loro molto diversi. Insomma, vogliono utilizzare un fatto di cronaca per scopi politici e per creare un allarmismo sociale, volto a condizionare le valutazioni sul nuovo esecutivo. Io non ci sto. E mi associo a chi dice che siamo di fronte ad un episodio isolato, anche se deve farci riflettere il fatto che l'autore appartenga alla numerosissima platea dei disoccupati. Questo nuovo esecutivo nasce sbandierando buone intenzioni. Sono purtroppo convinto che, con alle spalle una maggioranza parlamentare di quel genere e con le chiavi della macchina in mano a Berlusconi, di quelle promesse non se ne realizzerà nemmeno una e la realtà andrà in direzione opposta. Temo che il cambiamento invocato da milioni di italiani si limiterà a qualche innovazione di facciata, ma la realtà resterà quella di sempre. Per i cittadini italiani sarebbe l'ennesima delusione. A quel punto nulla potrebbe più contenere il loro sdegno.

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L’espressione di Berlusconi

C’è un segnale infallibile per capire come vanno le cose per questo Paese e quale direzione stia prendendo la formazione del nuovo esecutivo: l'espressione di Berlusconi. Quando è contento, con il sorriso da un orecchio all’altro, è segno che le cose si sono messe benissimo per lui e male per noi. In questi giorni Berlusconi non sta in sé dalla gioia. Con la chiave del governo in mano nessuno pretenderà più che venga trattato come tutti gli altri cittadini di fronte alla giustizia così come nessuno parlerà più della risoluzione del conflitto d’interessi che ha ammazzato la nostra democrazia. Berlusconi vede il mondo in rosa, gli italiani in nero. Almeno coloro che avrebbero voluto politiche volte a combattere la corruzione, far pagare le tasse a chi non le ha mai pagate, difendere la scuola e la sanità pubbliche, ripristinare la giustizia sociale. Per quei cittadini, oggi, non c’è niente da ridere ma c’è solo da piangere.

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Un Presidente di tutti

Che il presidente della Repubblica debba fare l'arbitro al di sopra delle parti e non mettersi a giocare con una squadra è una cosa sacrosanta. E' uno dei capisaldi della democrazia e della nostra Costituzione. E' altrettanto giusto che sorvegli i poteri dello Stato in modo che nessuno si allarghi troppo e occupi la sfera di uno degli altri poteri: anche questo è una pietra miliare della democrazia. Invece non è affatto sacrosanta, e anzi non è neppure accettabile, la sola idea che un presidente della Repubblica possa difendere gli interessi legali di un singolo cittadino, poco importa se oltre all'imputato fa anche il capopartito, o possa dargli una mano ostacolando il funzionamento di uno dei poteri dello Stato, quello giudiziario. Lo dico senza peli sulla lingua: io di Silvio Berlusconi e del suo improvviso ravvedimento non mi fido. Non ci credo nemmeno un po' e conosco abbastanza bene cosa ha combinato per sapere che se sceglie, anche in un mazzo di rose, un presidente della Repubblica lo fa perché spera e pensa di ricavarne un vantaggio personale e privato. Non vuole un presidente al di sopra delle parti. Vuole un presidente ad personam. Dunque se, in ossequio al giusto principio per cui il presidente deve essere di tutti, gli si presenterà una rosa di candidati, quella rosa deve essere selezionata in modo che non ci sia neppure un nome che Berlusconi possa scegliere non nell'interesse pubblico ma di quello privato. Non sto dicendo che qualche candidato possa essere corrotto o corruttibile. Però ce ne possono essere alcuni che Berlusconi sceglierebbe perché sa che sui magistrati la pensano come lui e che per la loro storia e biografia condividono il suo punto di vista. Un presidente così andrebbe bene a Berlusconi e malissimo al Paese. Inoltre, se si dice che il presidente non deve essere di parte ma di tutti, allora deve essere proprio di tutti, non di tutti meno qualcuno. Se si ritene necessario il semaforo verde del Pdl, allo stesso titolo si deve chiedere al Movimento 5 Stelle un parere vincolante. In ... Leggi tutto ...

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Iorio l’ineleggibile

 Le bugie hanno le gambe corte e oggi ne abbiamo avuto la conferma. In seguito ad un esposto presentato dall’Italia dei Valori presso la Prefettura di Campobasso, il Consiglio dei ministri ha disposto, con un decreto, la sospensione di Michele Iorio dalla carica di consigliere della Regione Molise, in seguito alla condanna a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio. L’IdV aveva segnalato più e più volte l’ineleggibilità di Iorio e denunciato, attraverso numerose interrogazioni ed esposti, la sua cattiva amministrazione, nonché la dannosa gestione delle risorse della Sanità pubblica in Molise, lasciando un buco disastroso che ricade sulle spalle dei cittadini. Ma di fronte a tale scempio e allo sperpero dei fondi pubblici il governo Monti e i suoi ministri hanno risposto sempre con un silenzio complice. Nonostante questo, il 20 febbraio scorso, l’Idv ha presentato una nuova interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri competenti, per chiedere l’applicazione del decreto legislativo n.235/2012 sull’incandidabilità e sul divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo, in seguito a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Lo stesso giorno, presso il Tribunale di Campobasso, abbiamo depositato un esposto con la stessa motivazione. Oggi, proprio grazie a quell'esposto, il Consiglio dei Ministri ha sospeso l’ex presidente del Molise dalla sua carica di consigliere regionale. Finalmente giustizia è fatta. L'Italia dei Valori, pur non essendo in Parlamento, continua la sua battaglia sul territorio, sempre dalla parte dei cittadini.

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