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Berlusconi si rassegni, è uguale agli altri cittadini

deriva autoritaria Berlusconi si rassegni, è uguale agli altri cittadini

Il fatto che il Pdl minacci di bloccare il lavoro parlamentare, di aizzare le piazze contro una sentenza emessa dai giudici, vuol dire che stiamo abbandonando lo Stato di diritto e stiamo andando verso una pericolosa deriva autoritaria, verso un Paese non più governato e governabile.  Mi domando e domando ai partner politici di questa congrega di approfittatori fino a che punto intendano essere colpevolmente silenziosi, indifferenti, con i loro comportamenti da Ponzio Pilato, rispetto a tutto ciò che accade. Una cosa è avere una maggioranza per governare il Paese, altra è, invece, mantenere una maggioranza per garantire l’impunità a persone che la magistratura ha già riconosciuto essere criminali. Riavvolgiamo il nastro per far comprendere l’assurdità di quest’atteggiamento schizofrenico del Pdl.
(continua…)

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Attacco ai giudici, grave il silenzio delle istituzioni.

Occorre rispettare le sentenze e bisogna smetterla di prendersela con i giudici.  In queste ore mentre si svolgeva un vero e proprio stillicidio di dichiarazioni aggressive contro la magistratura, le istituzioni sono rimaste a guardare. Infatti ci chiediamo dove sono il Capo dello Stato il vicepresidente del Csm e i presidenti di Camera e Senato, che dovrebbero far sentire la loro voce in difesa dei magistrati che fanno  solo il loro dovere.  Nessuno ha fatto sentire la propria voce, nonostante il tribunale di Milano abbia certificato una delle tante malefatte commesse da chi, in questi ultimi 20 anni, si è appropriato della politica e delle istituzioni  per farsi i propri affari. Ma soprattutto ci chiediamo dov’è il Partito democratico che, pur di mantenere questo governo che si regge proprio sul ricatto di un pluricondannato per gravissimi reati, fa finta di non vedere e di non sentire e afferma che le vicende giudiziarie del Cavaliere non hanno influenza sull’esecutivo? Lo volete capire sì o no che Berlusconi è entrato in politica non per servire il Paese, ma per servirsi delle istituzioni? Nella scelta fra Montecitorio e San Vittore ha preferito Montecitorio, anche se avrebbe meritato di andare a San Vittore sin dal 1994, quando si scoprì che, attraverso il conto All-Iberian, foraggiava esponenti politici di rilievo.

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Emergenza lavoro? No, loro pensano a salvare Berlusconi

L’Italia continua ad essere prigioniera delle logiche criminali che paralizzano i Palazzi del potere. C’è un’emergenza che si chiama occupazione e andrebbe affrontata senza proferire parola. Ma l’attuale Parlamento, figlio di una scellerata legge anticostituzionale che ha tolto la sovranità ai cittadini, persevera nella politica del vendere fumo. Sentiamo solo vuoti annunci, come dice oggi anche il leader della Cgil, ma non vediamo fatti. I nostri giovani sono costretti ad emigrare, le famiglie sono gli unici ammortizzatori sociali, il diritto allo studio è ormai riservato ai ricchi, le imprese chiudono mentre la corruzione e l’evasione continuano a proliferare. Insomma questo Governo sta perpetuando un copione già visto con i precedenti, portando in Parlamento provvedimenti che sono solo scatole vuote non adeguate a rilanciare l’economia. Si sa che un Paese che non punta sul lavoro e sugli investimenti è destinato a morire, sopravvivrà solo l’oligarchia che ha creato ad hoc il sistema. Davanti a tutto questo mi chiedo: dove è finita l’opposizione? Dove sono quegli atti di contrasto e propositivi che un’opposizione parlamentare seria dovrebbe presentare per rimettere al centro dell’agenda le priorità delle priorità, ossia il lavoro e il rilancio dell’economia? Oggi il Parlamento è impegnato nel voto di fiducia sul cosiddetto decreto emergenze, ma è un provvedimento bluff. Ve lo do io il bilancio dei primi 50 giorni del Governo Pd – Pdl e dei primi 90 delle Camere: il nulla.  Solo spot, vuoti annunci in sedi internazionali e i titoli dei giornali, non a caso, utilizzano sempre verbi al futuro: faremo, rilanceremo, proporremo. Del resto è un balletto di chiacchiere a cui siamo abituati da 20 anni a questa parte. Ma dimenticavo un’ultima perla: da notizie stampa si apprende che a seguito della sentenza su Berlusconi sarebbe in arrivo una norma che dovrebbe intervenire sugli articoli 28 e 29 del codice penale, quelli che disciplinano l’interdizione dai pubblici uffici, proprio la pena accessoria a cui è stato condannato il Cavaliere nel processo Mediaset. Con due sole parole i soliti noti intendono alzare ... Leggi tutto ...

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Voto sull’ineleggibilità grazie a IDV, noi fuori dalla coalizione perchè scomodi

L’Italia dei Valori è sempre stata una forza politica scomoda per il sistema. Le nostre battaglie hanno disturbato potenti e intrallazzatori di turno, hanno dato fastidio a chi, come Berlusconi, ha umiliato le istituzioni, utilizzandole solo per farsi leggi ad personam e scappare, così, dalle Aule di giustizia. E’ per questo motivo che quello stesso sistema ha tentato di eliminarci. E’ per questo motivo che quasi tutti i media, oggi, omettono di dire che il Parlamento potrà votare sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi solo grazie ai nove esposti, inviati da esponenti dell’Italia dei Valori molisana, al Presidente del Senato e al Presidente della Giunta delle Elezioni e Immunità parlamentari del Senato. Ed è grazie a una mia denuncia che Berlusconi, nel processo Unipol, è stato processato, e anche condannato in primo grado, per aver ascoltato e fatto pubblicare sul giornale di famiglia la telefonata fra Fassino e Consorte, coperta dal segreto istruttorio. Se non avessi raccolto le informazioni di Favata, che era a conoscenza di quei fatti, e non avessi denunciato tutto ai carabinieri, quell’inchiesta non si sarebbe svolta.  Certo, per le nostre denunce abbiamo pagato un prezzo altissimo. Ma, oggi, i fatti dimostrano quanto sia stato importante mantenere la schiena dritta, andare fino in fondo e non perdere mai di vista quei principi di verità e giustizia che hanno animato ogni nostra azione.  Diverso è stato, invece, il comportamento di quelle forze politiche che hanno preferito svendere la propria dignità pur di mantenere un posto in Parlamento. Cosa farà, per esempio, il Pd allorché si troverà a votare per l’interdizione di Silvio Berlusconi? E come si comporterà al Senato quando si voterà sull’ineleggibilità del sultano di Arcore? Il tempo è galantuomo e darà agli italiani la possibilità di capire chi sta dalla loro parte e chi, invece, continua a difendere gli indifendibili. Noi non avremmo avuto dubbi su come comportarci. Ma forse è proprio per questo che ci hanno messo fuori dalla coalizione di centrosinistra e, quindi, fuori dal Parlamento.

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L’Italia è ancora schiava della massoneria

In un Paese civile e democratico coloro che hanno rappresentato l’anima nera della commistione tra politica, affari e massoneria non dovrebbero diventare icone della società, né ricoprire ruoli di primo piano. Ma in Italia succede, come succede che il Governo di larghe intese tiri fuori dal cassetto il progetto di Licio Gelli con la riproposizione del semipresidenzialismo, forte del fatto che le nuove generazioni conoscono poco della P2 e che la gente ormai sfiduciata ha smesso di indignarsi. Addirittura per il ddl che istituisce il comitato dei quaranta sulle riforme è stata chiesta la procedura d’urgenza. Hanno fretta, non vogliono che il Parlamento li ostacoli.  E tutto torna. I massoni e gli affaristi degli ultimi trent’anni sono pronti a ricominciare da dove hanno lasciato con la legittimazione del proprio ruolo. Legittimazione data dalla crisi istituzionale ma anche dalla complicità di quei politici che, in tutto questo tempo, hanno preferito tacere davanti al malaffare, al fine di conquistare un pezzo di torta. Ma l’operazione per questi signori non è completa e va accompagnata e sostenuta da un maquillage che riabiliti personaggi dalla storia oscura, custodi di quelle pagine ancora buie. L’ultima perla: sono rimasto schifato nell’assistere alla recita indecorosa in Tv del signor Bisignani, un pluripregiudicato che detiene segreti ricattatori dei veri potenti, l’uomo ombra, anzi pieno di ombre, che non ha mai voluto raccontare la verità. Non lo ha fatto nemmeno nel processo Enimont e, purtroppo, ancora oggi rimangono molti punti oscuri su quella squallida vicenda, peraltro compiuta e conclusa addirittura all’interno delle mura vaticane, con tanto di benedizione di Monsignori vari, ricambiati con una bella cresta di oltre 12 miliardi di vecchie lire, anche loro tramite lo Ior. Ecco la domanda alla quale dovrebbe rispondere Bisignani, invece di confondere le acque dando alle stampe un libro farlocco. In quel testo Bisignani, da una parte, riempie pagine e pagine di menzogne denigratorie, lo ha fatto anche su di me e per questo mi sto apprestando a citarlo in giudizio. Dall’altra, omette di riferire quel che lui veramente ha fatto ... Leggi tutto ...

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