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Buone intenzioni sbandierate, l’ennesima delusione dietro l’angolo

Voglio innanzitutto esprimere la mia completa e commossa solidarietà ai due agenti delle forze dell’ordine e alle loro famiglie. Questi valorosi servitori dello Stato sono stati vittime di un barbaro e assurdo gesto di un disperato. Con altrettanta decisione e grande preoccupazione, mi auguro che nessuno continui a strumentalizzare questo episodio per criminalizzare chi, come il Movimento Cinque Stelle in Parlamento e noi nelle piazze, nel pieno e trasparente rispetto delle regole democratiche, si oppone all’accordo Pd-Pdl-Monti e al governo Letta. Oggi sono state due le notizie che hanno colpito l’opinione pubblica. La sparatoria davanti a Palazzo Chigi e il giuramento dei ministri del nuovo Governo. I soliti soloni infatti stanno tentando in tutti i modi di giustificare il governo dell’inciucio con un fatto drammatico. Tentano di accorpare a un’unica trama questi due fatti, tra loro molto diversi. Insomma, vogliono utilizzare un fatto di cronaca per scopi politici e per creare un allarmismo sociale, volto a condizionare le valutazioni sul nuovo esecutivo. Io non ci sto. E mi associo a chi dice che siamo di fronte ad un episodio isolato, anche se deve farci riflettere il fatto che l’autore appartenga alla numerosissima platea dei disoccupati. Questo nuovo esecutivo nasce sbandierando buone intenzioni. Sono purtroppo convinto che, con alle spalle una maggioranza parlamentare di quel genere e con le chiavi della macchina in mano a Berlusconi, di quelle promesse non se ne realizzerà nemmeno una e la realtà andrà in direzione opposta. Temo che il cambiamento invocato da milioni di italiani si limiterà a qualche innovazione di facciata, ma la realtà resterà quella di sempre. Per i cittadini italiani sarebbe l’ennesima delusione. A quel punto nulla potrebbe più contenere il loro sdegno.

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L’espressione di Berlusconi

C’è un segnale infallibile per capire come vanno le cose per questo Paese e quale direzione stia prendendo la formazione del nuovo esecutivo: l'espressione di Berlusconi. Quando è contento, con il sorriso da un orecchio all’altro, è segno che le cose si sono messe benissimo per lui e male per noi. In questi giorni Berlusconi non sta in sé dalla gioia. Con la chiave del governo in mano nessuno pretenderà più che venga trattato come tutti gli altri cittadini di fronte alla giustizia così come nessuno parlerà più della risoluzione del conflitto d’interessi che ha ammazzato la nostra democrazia. Berlusconi vede il mondo in rosa, gli italiani in nero. Almeno coloro che avrebbero voluto politiche volte a combattere la corruzione, far pagare le tasse a chi non le ha mai pagate, difendere la scuola e la sanità pubbliche, ripristinare la giustizia sociale. Per quei cittadini, oggi, non c’è niente da ridere ma c’è solo da piangere.

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Un Presidente di tutti

Che il presidente della Repubblica debba fare l'arbitro al di sopra delle parti e non mettersi a giocare con una squadra è una cosa sacrosanta. E' uno dei capisaldi della democrazia e della nostra Costituzione. E' altrettanto giusto che sorvegli i poteri dello Stato in modo che nessuno si allarghi troppo e occupi la sfera di uno degli altri poteri: anche questo è una pietra miliare della democrazia. Invece non è affatto sacrosanta, e anzi non è neppure accettabile, la sola idea che un presidente della Repubblica possa difendere gli interessi legali di un singolo cittadino, poco importa se oltre all'imputato fa anche il capopartito, o possa dargli una mano ostacolando il funzionamento di uno dei poteri dello Stato, quello giudiziario. Lo dico senza peli sulla lingua: io di Silvio Berlusconi e del suo improvviso ravvedimento non mi fido. Non ci credo nemmeno un po' e conosco abbastanza bene cosa ha combinato per sapere che se sceglie, anche in un mazzo di rose, un presidente della Repubblica lo fa perché spera e pensa di ricavarne un vantaggio personale e privato. Non vuole un presidente al di sopra delle parti. Vuole un presidente ad personam. Dunque se, in ossequio al giusto principio per cui il presidente deve essere di tutti, gli si presenterà una rosa di candidati, quella rosa deve essere selezionata in modo che non ci sia neppure un nome che Berlusconi possa scegliere non nell'interesse pubblico ma di quello privato. Non sto dicendo che qualche candidato possa essere corrotto o corruttibile. Però ce ne possono essere alcuni che Berlusconi sceglierebbe perché sa che sui magistrati la pensano come lui e che per la loro storia e biografia condividono il suo punto di vista. Un presidente così andrebbe bene a Berlusconi e malissimo al Paese. Inoltre, se si dice che il presidente non deve essere di parte ma di tutti, allora deve essere proprio di tutti, non di tutti meno qualcuno. Se si ritene necessario il semaforo verde del Pdl, allo stesso titolo si deve chiedere al Movimento 5 Stelle un parere vincolante. In ... Leggi tutto ...

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Iorio l’ineleggibile

 Le bugie hanno le gambe corte e oggi ne abbiamo avuto la conferma. In seguito ad un esposto presentato dall’Italia dei Valori presso la Prefettura di Campobasso, il Consiglio dei ministri ha disposto, con un decreto, la sospensione di Michele Iorio dalla carica di consigliere della Regione Molise, in seguito alla condanna a un anno e sei mesi per abuso d’ufficio. L’IdV aveva segnalato più e più volte l’ineleggibilità di Iorio e denunciato, attraverso numerose interrogazioni ed esposti, la sua cattiva amministrazione, nonché la dannosa gestione delle risorse della Sanità pubblica in Molise, lasciando un buco disastroso che ricade sulle spalle dei cittadini. Ma di fronte a tale scempio e allo sperpero dei fondi pubblici il governo Monti e i suoi ministri hanno risposto sempre con un silenzio complice. Nonostante questo, il 20 febbraio scorso, l’Idv ha presentato una nuova interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio e ai ministri competenti, per chiedere l’applicazione del decreto legislativo n.235/2012 sull’incandidabilità e sul divieto di ricoprire cariche elettive e di Governo, in seguito a sentenze definitive di condanna per delitti non colposi. Lo stesso giorno, presso il Tribunale di Campobasso, abbiamo depositato un esposto con la stessa motivazione. Oggi, proprio grazie a quell'esposto, il Consiglio dei Ministri ha sospeso l’ex presidente del Molise dalla sua carica di consigliere regionale. Finalmente giustizia è fatta. L'Italia dei Valori, pur non essendo in Parlamento, continua la sua battaglia sul territorio, sempre dalla parte dei cittadini.

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Quando la prepotenza paga

Siamo di fronte a una vera e propria emergenza democratica, ma quasi tutti fanno finta di non accorgersene. Nella migliore delle ipotesi pigolano e bisbigliano, molto più spesso, tanto per cambiare, guardano dall'altra parte e se ne lavano le mani come tanti Ponzio Pilato. Berlusconi e suoi automi, travestiti da parlamentari, sono arrivati ormai alle minacce aperte e io credo che non si possa fare finta che stia solo raccontando le barzellette sconce che gli piacciono tanto. Gli automi hanno occupato il Tribunale di Milano perché pretenderebbe di considerare il loro capo un cittadino come gli altri e non al di sopra della legge. Molti hanno espresso garbate e sommesse critiche su questo gesto senza precedenti, ma nei fatti, dopo quella sguaiata manifestazione eversiva, Berlusconi è riuscito a far slittare in continuazione le udienze dei processi in cui è imputato. Quando la prepotenza paga, è ovvio che i prepotenti proseguano sulla stessa sciagurata strada. Lo stanno facendo. Ogni giorno in televisione passa qualche pupazzo di cui Berlusconi è il ventriloquo e ripete le stesse enormità affermate dal capo poche ore prima. Per loro la magistratura è come cancro, i magistrati sono un’associazione a delinquere... Visto che nessuno gli dice niente, e anzi i grandi giornalisti ripetono ogni giorno che con un figuro simile bisognerebbe farci un governo, lui si spinge ancora più avanti. Sino alla minaccia inconcepibile di aizzare la piazza. In un momento simile, nel cuore di una crisi economica senza precedenti che provoca un immenso disagio sociale e nella situazione politica più difficile della storia repubblicana, solo un incosciente e irresponsabile può soffiare sul fuoco e augurarsi che la situazione precipiti per puri e vergognosi interessi personali. Noi dell'Italia dei Valori lo diciamo da anni: con chi fa ogni giorno strame dello Stato di diritto, con chi minaccia e intimidisce le istituzioni democratiche, non si fanno accordi di governo. Ci si decide a comportarsi con il dovuto rigore e gli si impone di rispettare la legge: sia andando nei tribunali a farsi processare come gli altri 60 milioni di italiani, sia facendo valere la legge che lo rendeva ineleggibile già nel ... Leggi tutto ...

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Ineleggibile

Silvio Berlusconi continua la sua campagna di delegittimazione della magistratura. Anche oggi ci ha regalato la sua dose giornaliera di veleno, attaccando uno dei tre poteri dello Stato. Si rassegni! Noi dell'Italia dei Valori abbiamo sempre avuto rispetto della democrazia e vogliamo continuare a rivestire quel ruolo di partigiani della Costituzione, difendendo lo stato di diritto. Per questo, vista la scelta del neo senatore Silvio Berlusconi di optare per la Circoscrizione Molise, noi dell'IdV abbiamo fatto nostro l'appello di Micromega sull'ineleggibilità del Cavaliere. E, questa mattina, abbiamo inviato un esposto al presidente del Senato, Pietro Grasso, e alla Giunta delle elezioni in cui si sottolinea che l'ex Presidente del Consiglio è il referente economico di una società concessionaria di frequenze televisive e che, pertanto, si trova in condizioni di ineleggibilità al Parlamento italiano, secondo l'articolo 10, comma uno, del DPR 361 del 1957. Insomma, la legge 361 del 1957 parla chiaro e non v’è dubbio che il caso di Berlusconi sia precisamente quello previsto dalla norma sopra citata. Purtroppo, in questi anni, c'è chi, all'interno del Parlamento, ha preferito comportarsi come lo struzzo e chi, come noi, non si è mai voluto arrendere, pur non avendo i numeri sufficienti. Sia dopo le elezioni del 1994 sia dopo quelle del 1996, un comitato formato da alcuni dei più autorevoli giuristi italiani raccolse i ricorsi presentati da numerosi cittadini ed elettori contro l’elezione illegale e illecita di Berlusconi. Nel 1996 la Giunta delle elezioni della Camera respinse questi atti con una tipica motivazione da azzeccagarbugli, interpretando la formula “in proprio”, presente nella legge, come “in nome proprio”. Insomma, per aggirare la legge e farsi beffa del diritto, secondo quella Giunta, bastava trovarsi un prestanome, come aveva fatto Silvio Berlusconi. Adesso, abbiamo presentato un nuovo esposto perché riteniamo che questa battaglia vada ripresa, in nome non di questa o quella parte politica ma della legalità, del diritto e della giustizia. Quando si permette a qualcuno di prendere così impunemente in giro la legge, è inevitabile che poi venga giù tutto a valanga, che la corruzione ... Leggi tutto ...

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Essere eletto non mette al riparo dalla giustizia

E’ inutile che i servizievoli sottoposti di Berlusconi continuino a tirare per la giacchetta il Presidente della Repubblica. Quel che deve essere chiaro è che la legge è uguale per tutti e che l’essere stato eletto non mette nessuno al riparo dalla giustizia. Nemmeno Silvio Berlusconi. Questo è l’importante. Berlusconi ha continuato a fare il Presidente del Consiglio anche quando era sommerso da scandali e rinvii a giudizio che avrebbero spinto alle dimissioni qualunque altro leader politico in tutto il mondo. Il suo governo è caduto perché non sapeva più che pesci prendere contro la crisi economica, non per i processi. Anche dopo aver lasciato palazzo Chigi, Berlusconi ha potuto condizionare il governo Monti, in modo che non toccasse nessuna delle leggi che si era fatto a suo uso e consumo. Anzi, è riuscito persino a far peggiorare ulteriormente la situazione in materia di leggi sulla corruzione. In campagna elettorale i processi e le inchieste non gli hanno impedito di stare ogni minuto in televisione e se non ha potuto occupare ancora di più quegli spazi non è stato per colpa dei magistrati, ma perché avrebbe dovuto avere il dono dell’ubiquità. Anche adesso niente impedisce a Berlusconi di fare politica, e infatti la fa e briga più che mai per far sì che il disastro del Paese torni a suo vantaggio. Insomma, Berlusconi fa precisamente quel che non si deve fare e cioè: usa il suo ruolo politico per cercare di evitare i processi, per inventarsi un legittimo impedimento al giorno e addirittura per sollecitare la rivolta contro la magistratura. Non si era mai vista nel mondo l’invasione di un Tribunale da parte di una banda di parlamentari travestiti da descamisados. Non si era mai sentita al mondo una dichiarazione  di guerra contro i giudici, come quella che Berlusconi ha consegnato a Panorama in queste stesse ore. Tra la magistratura e Berlusconi è molto chiaro chi è che fa il proprio dovere e chi fa il contrario e non c’è interpretazione da azzeccagarbugli che possa cambiare questo dato di fatto. In democrazia la legge è uguale per tutti: è ... Leggi tutto ...

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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ieri abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata dei soldatini del Pdl che, come al solito, hanno obbedito alla chiamata del loro padrone in spregio alle regole e agli organi democratici. Li abbiamo già visti all’opera in questi anni con i vari tentativi di varare leggi ad uso e consumo dei soliti noti, incuranti delle condizioni economiche e sociali dell’Italia e del collasso del sistema. Si rassegnino: abbiamo già chiesto ai cittadini, attraverso un referendum, se Berlusconi dovesse continuare o meno a godere del legittimo impedimento, una delle tante leggi ad personam a firma Pdl, e la risposta è stata chiara. Oggi tutta la nostra solidarietà va ai magistrati di Milano e a tutti quei giudici che fanno il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, rispondendo solo al dettato costituzionale. Attaccare uno dei tre poteri che stanno a capo della Costituzione, cercando di limitarne l’azione, è un vero e proprio attentato alla democrazia non degno di un paese civile. Purtroppo è un triste déjà vu, niente di nuovo sotto il sole. Infatti, le immagini di ieri, davanti al Palazzo di giustizia di Milano, confermano il disprezzo dei parlamentari Pdl per le regole e per la Carta. A questo punto diventa sempre più impellente quello che l’Italia dei Valori propone da anni: una legge realmente efficace che non permetta ai condannati anche in primo grado di essere candidati, e agli indagati per reati gravi di ricoprire incarichi di governo. Infatti, la legge varata dal governo Monti ha previsto la non candidabilità delle persone condannate in via definitiva con pena superiore ai due anni di carcere: ora non credo sia giusto che una persona condannata non ancora in via definitiva, per reati come l’omicidio, la rapina o la strage di Stato, possa andare in Parlamento. In secondo luogo, per la maggior parte dei reati, come per esempio quelli contro la pubblica amministrazione, o per reati di corruzione, falso in bilancio ed evasione fiscale, tra rito abbreviato, attenuanti generiche, attenuanti specifiche e sconti di pena, non si arriva ... Leggi tutto ...

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