Auguro a Pierluigi Bersani di riuscire nel suo difficile tentativo, purché però non cada anche lui nell’inganno secondo cui l’importante è che si possa governare senza una traiettoria ben precisa.
Quando, come in queste settimane, tutti scrivono, dicono e ripetono che ci deve essere la governabilità, io mi chiedo se sia davvero questo l’importante o non, piuttosto, avere un’idea e una politica precisa di governo. Voler governare per aiutare le banche ed eseguire i diktat suicidi della Bce è cosa molto diversa da voler governare per stare dalla parte di quei quattro milioni di “assolutamente poveri” che ci sono oggi in Italia e per rilanciare l’economia, anche a costo di sfidare le imposizioni sbagliate dell’Europa.
Governare per convivere con la corruzione è una cosa, e purtroppo sinora è stata la via scelta da tutti, governare per debellare la corruzione è tutt’altra cosa. Quella sì che in Italia sarebbe una novità assoluta.
“Governabilità” è una parola ambigua. Ogni persona che ancora crede nel valore della politica dovrebbe guardarla con dubbio e sospetto. Dietro quella nuvola di fumo si può celare tutto e il contrario di tutto. Io, come cittadino prima ancora che come leader politico, non voglio un governo purchessia. Voglio sapere con quali persone e per fare che cosa si vuole governare, quali sono le scelte di campo, quale strada si intende prendere al bivio che le realtà nazionale e internazionale ci mettono di fronte.
Nelle settimane scorse, dopo le elezioni di febbraio, Bersani era stato su questo punto chiaro, netto e trasparente. Ora, pressato da tutte le parti perché torni sulla vecchia strada dell’inciucio e dell’ambiguità, temo che finisca per cedere. Mi auguro che non abbia messo in secondo piano nel suo programma – secondo quanto riferiscono alcuni cronisti -quella legge sul conflitto di interessi che sino a ieri era in cima all’agenda. Alcuni nomi che circolano per il governo, e speriamo che siano solo voci infondate, non somigliano nemmeno un po’ a quella politica innovativa e di cambiamento di cui Bersani ha parlato sino a ieri. Un governo farcito di figure provenienti dall’area politica e culturale montiana non sarebbe di cambiamento ma di prosecuzione e di conservazione. Il contrario di quel che serve all’Italia.
L’Italia dei Valori non è in Parlamento e, dunque, non è stata consultata dal capo dello Stato. Ma io voglio dire lo stesso forte e chiaro che a nostro parere solo un governo politico può aiutarci a non finire in pochi mesi molto peggio di come stiamo adesso. Per questo, spero che Bersani riesca a resistere e, piuttosto che cedere al solito disastroso pastrocchio, punti i piedi e pretenda che sia restituita la parola agli elettori.










Lo sapete perché Mario Monti, dopo aver giurato e spergiurato che non si sarebbe mai candidato, ha cambiato idea? Lo spiega lui stesso, proprio oggi, in una lunghissima intervista: perché in Italia ci sono troppe lobby, troppe corporazioni che difendono i propri interessi particolari. Lui ne sa qualcosa, essendo il principale esponente di quella potente lobby che, nel periodo del suo governo, ha ottenuto i favori più importanti: quella dei banchieri e della finanza. Come al solito, il bue dà del cornuto all'asino.
Monti fa capire che, se andasse al governo, potrebbe modificare la riforma Fornero, cioè la sua stessa riforma dal momento che la badessa non se l’era certo scritta, approvata e votata da sola.
La situazione è diventata ridicola. Qui pare che quelle riforme tanto dolorose quanto inutili si siano fatte da sole. Berlusconi le ha votate tutte ma adesso dice che facevano schifo e bisogna abbatterle. Bersani le ha approvate una per una però dice che bisogna cambiare strada e, per farlo, si vuole alleare proprio con Monti, alla faccia della logica e della coerenza. Alla fine pure Mario Monti si è messo a sputare su Monti Mario e fa intendere che, appena al governo, sarà il primo a disfare e rifare quello che lui stesso aveva fatto pochi mesi fa. Ci manca solo che diano la colpa di tutti i guai che hanno combinato a noi dell'Italia dei Valori, cioè al solo partito che ha fatto opposizione e che di quelle leggi e di quelle uguali volute dal governo Berlusconi, non ne ha votata una.
Però nessuno di questi furbi signori perde tempo a spiegare che cosa vuole cambiare, quali parti di quelle controriforme intende modificare e come. Nessuno dice che ripristinerà l'art. 18, abolirà la legge che permette di non rispettare i contratti nazionali, ridarà la pensione agli esodati, obbligherà le aziende a motivare sempre i contratti a tempo determinato, rimetterà il falso in bilancio e il reato di concussione per induzione, butterà via la finta legge sull'incandidabilità per farne una vera e cancellerà i miliardi di spese ...
