Facebook YouTube Biografia Scrivimi
Immagine

La costruzione di un progetto…


http://www.youtube.com/watch?v=HItdDjtgdEQ

Da stanotte il Pd e Sel avranno il loro candidato alla presidenza del Consiglio.

Pierluigi Bersani e Matteo Renzi hanno visioni diverse tra loro, però, chiunque vinca le primarie di oggi, da domani dovrà fare i conti con la stessa realtà e si troverà di fronte alla stessa scelta.

In Italia, per il momento, ci sono due aree politiche che si differenziano sia dal poco che resta dell’asse Pdl-Lega sia dall’alleanza Pd-Sel.

Una è la galassia centrista e conservatrice con dentro i vari Casini, Fini, Montezemolo e Rutelli ma che non vuole mandare nessuno di questi leader a palazzo Chigi perché mira a mantenerci Monti.  Questo centro non ha bisogno di spiegare qual è il suo programma. Lo fa tutti i giorni il loro candidato: tasse su tasse, attacco alla Pubblica istruzione, distruzione dei diritti dei lavoratori, mazzate continue alla povera gente e, presto, probabilmente anche la privatizzazione della sanità.

L’altra area è rappresentata dalla protesta grillina. Questa dice cose sacrosante finché critica e attacca ma quando si tratta di spiegare cosa farebbe se stesse al governo se ne resta zitta e muta, perché non lo sa.

In mezzo a queste due aree c’è una percentuale altissima di elettori italiani. Tutti quelli che non si riconoscono nei partitoni che hanno dominato gli ultimi vent’anni, il Pdl e il Pd.
Questi cittadini non vogliono sorbirsi ancora la cura Monti, anche perché è già dura sopravvivere a un anno di politiche dell’attuale governo, figurarsi per cinque. Però non vogliono nemmeno limitarsi a protestare perché sanno che o si mettono in campo  proposte concrete e alternative oppure, alla fine, vinceranno proprio quelli contro cui si protesta.

Quest’area per ora è vuota, ma non lo resterà a lungo. Noi dell’Italia dei Valori ci facciamo artefici, senza alcuna mira egemonica, con spirito di servizio nei confronti del Paese e del centrosinistra, di un percorso che porterà alla sintesi di tutte le correnti che si stanno muovendo in questa grande area.
Raccogliamo volentieri l’appello lanciato ieri da Alba e  dal cartello “Cambiare si può” al teatro Vittoria di Roma. Guardiamo con gradissimo interesse all’assemblea del Movimento Arancione, che si terrà il 12 dicembre. Sappiamo che ci sono importanti forze sociali che sperano nella nascita di un progetto politico anti-montiano deciso a governare e cambiare le cose, non solo a urlare e protestare.
Nella nostra assemblea del 15 dicembre,  noi dell’Italia dei Valori ci mettiamo a disposizione per la nascita di questo progetto politico. Chiunque vinca le primarie di oggi dovrà decidere se vuole per interlocutore quest’area o preferisce fare patti con i conservatori. Da questo, più che da mille discorsi, si capirà se il Pd e Sel vogliono la continuità o la discontinuità con la disastrosa esperienza del governo Monti.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/TuQ248

L’unica domanda che conta

In questi ultimi giorni prima del voto, mi piacerebbe che Bersani e Renzi smettessero di discutere e litigare sulle regole e si concentrassero solo sui rispettivi programmi. Per carità, le regole con cui si vota in democrazia sono sempre importantissime. Però per chi si candida a guidare il Paese, l'essenziale devono essere i programmi. Non quelli fatto solo di parole in cui c'è dentro tutto e il contrario di tutto, ma quelli concreti e precisi. Insomma, quello che chiedo ai due candidati è come si comporterebbero in materia di lavoro e di diritti dei lavoratori, se fossero presidenti del consiglio. Si impegnano a cancellare nei primi 100 giorni la riforma Fornero oppure no? Garantiscono che ripristineranno l'art. 18 oppure difenderanno quello sfregio contro la giustizia e contro i diritti dei lavoratori che è stata la sua cancellazione da parte di questo governo fino a che non rimettiamo le cose a posto noi con il referendum? Questo lo vorrei sapere io, che comunque non voterò perché subito dopo le primarie dovrò andare a trattare con chi ha vinto per cercare di costruire un nuovo centrosinistra. Ma lo vorrebbero sapere anche i tantissimi militanti dell'Italia dei Valori che invece hanno votato domenica scorsa e voteranno di nuovo per il ballottaggio, e secondo me anche moltissimi elettori di tutti i partiti o di nessun partito ma solo del centrosinistra. Perché alla fine dei conti la sola domanda politica importante è questa: il centrosinistra saprà rappresentare un'alternativa a Monti, condizione che per noi è dirimente, oppure no? Per ora io posso solo registrare che Bersani ha detto che bisogna cambiare l'agenda Monti, mentre da Renzi ancora non è pervenuto niente...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/U4XvFZ
Digressione

Cambio di marcia

Moltissimi elettori e simpatizzanti dell'Italia dei Valori hanno partecipato alle primarie perché sono parte del popolo di centrosinistra. Hanno partecipato perché vogliono dare un contributo per indirizzare il centrosinistra su un percorso alternativo a quello seguito, con risultati disastrosi, dal governo Monti. Queste primarie sono state un momento di partecipazione democratica molto importante, soprattutto in un Paese dove sta diventando un'abitudine prendere le decisioni fondamentali e insediare i governi senza nemmeno consultare i cittadini. Ieri ha deciso e domenica deciderà di nuovo la base, non qualche conventicola. Quando questo succede è sempre una bella notizia per tutti i sinceri democratici. Ora mi aspetto che, di qui al ballottaggio, i due candidati rimasti in corsa chiedano al popolo di centrosinistra di scegliere, non tanto tra due persone, quanto tra due progetti politici. In questo modo le primarie saranno l'avvio del percorso di definizione dell'alleanza che si presenterà poi alle elezioni. Quindi, spero che Bersani e Renzi dicano, in maniera forte e chiara, quale percorso programmatico vogliono seguire e per arrivare a quale obiettivo di governo. A tal proposito, riscontro una notevole corrispondenza tra le proposte di Bersani e quelle che noi dell'IdV abbiamo sempre portato avanti. Bersani ha parlato molto chiaramente di un cambio di marcia rispetto al governo Monti e questa, per noi, è la condizione imprescindibile per qualsiasi possibile alleanza. Lunedì prossimo, quando gli elettori avranno scelto, l'IdV inizierà un percorso di dialogo con il candidato premier per verificare la possibilità di arrivare a un programma comune e a una collaborazione anche elettorale sulla base di un solo punto fermo per noi irrinunciabile: il superamento dell'esperienza Monti e la discontinuità tra le sue politiche e il programma del centrosinistra.

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/RdupK3
Digressione

Per sposarsi bisogna essere in due

Fino a che non si saranno concluse le primarie del Pd/Sel tutto, nel bacino del centrosinistra, resterà per forza in sospeso. Un attimo dopo si comincerà a fare chiarezza e si capirà se è possibile dare vita a un’alleanza di centrosinistra  che faccia anche in Italia quel che Obama sta facendo negli Usa e che è il contrario di quel che fa Monti in Italia. Questo oggi è il bivio: o la via di Monti o quella di Obama, e noi dell’Italia dei Valori vogliamo che si imbocchi questa seconda strada e che a farlo sia una colazione larga di forze politiche e sociali di centrosinistra candidata a governare senza ambiguità, senza inciuci e senza giochetti da circo equestre il Paese. Sarà possibile farlo? Prima di tutto dipende da chi vincerà le primarie. Matteo Renzi non ha mai preso le distanze dalle politiche di Monti, anzi le ha applaudite più volte. Mi pare difficile che, se dovesse vincere lui, poi si possa mettere seriamente a costruire una coalizione che vuole l’opposto di quelle politiche. Bersani e a maggior ragione Vendola invece hanno detto di voler fare cose diverse da Monti. Se vincerà uno di loro, dunque, sarà certamente più facile dar vita a un’alleanza di centrosinistra in discontinuità con le politiche di questo governo. Certo, bisognerà prima vedere se il Pd avrà voglia di costruire una simile coalizione, perché per sposarsi bisogna essere in due, e poi mettersi subito intorno a un tavolo per verificare i punti di un’intesa sul programma, semplice e chiara. Io penso che sia questo il dovere di tutte le forze di centrosinistra nei confronti del Paese e dei nostri elettori. E’ la strada maestra.  Ma se  dovesse rivelarsi impraticabile, ritengo che sia fondamentale per la democrazia italiana che alle prossime elezioni sia presente comunque un’alleanza che sia contro Monti e le politiche rigoriste cieche che hanno sfondato il Paese,  ma che allo stesso tempo non si limiti a protestare. Bisogna  mettere in campo una precisa, concreta e praticabile proposta alternativa al rigorismo suicida di Monti, non contro l’Europa ma in nome ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Sf95lq
Immagine

Legge elettorale: se questo non è un golpe, cos’è?

Meglio tardi che mai. Alla fine anche Bersani si è accorto del golpe che stanno tentando di fare con una legge elettorale pensata apposta per non far vincere nessuno e, così, tenere in piedi il governo dei non eletti per altri cinque anni. Questo gioco va avanti da mesi e noi dell’Italia dei Valori lo abbiamo denunciato dall’inizio. Lo si doveva e poteva fermare prima. Non è mica per distrazione che il Parlamento non ha voluto nemmeno discutere l’unica proposta di legge elettorale sottoscritta da un milione e 200mila elettori, quella che riprende e trasforma in legge d’iniziativa popolare il quesito referendario proposto dall’Italia dei Valori e dichiarato inammissibile, per cavilli formali, dalla Corte Costituzionale. In un Paese democratico sarebbe stata la prima proposta da mettere in discussione, perché era quella che arrivava direttamente dai cittadini. Nel Parlamento della Casta e dei finanzieri, invece, l'hanno chiusa di corsa in un cassetto, perché con quella legge il governo Monti-bis, da imporre senza il consenso degli elettori, se lo sognano. Da mesi litigano su tutto, ma sulla necessità di sabotare Bersani e il suo progetto di una vera alleanza di centrosinistra hanno trovato subito un accordo. Come sono d'accordo nel mettere i bastoni tra le ruote al Movimento 5 stelle, e nell'impedire l’ingresso in Parlamento dell’Italia dei Valori: in pratica, fare fuori i soli che hanno rifiutato la logica del Palazzo. Diciamo le cose come stanno: gli scienziati pazzi dell’ingegneria elettorale potrebbero facilmente mettere a punto, all’ultimissimo secondo, una legge che svolga il suo compito, cioè coniugare il massimo di rappresentanza della volontà popolare con le esigenze di governabilità. Ma vogliono fare l’esatto contrario: ridurre al minimo il peso della volontà popolare e assicurare, in partenza, l’ingovernabilità, per poter tirare fuori dal cilindro, dopo le elezioni, un coniglio con la faccia di Mario Monti. Se questo non è un golpe, cos'è? Ma io credo che se questo tentativo di colpo di Stato, neanche più camuffato, andrà avanti, sarà necessario riunire in un fronte comune tutte le forze (compresa quella parte del PD che lavora per riunire il centrosinistra) ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/Qw8CNf
Immagine

Quando la finanza telecomanda la politica

Leggiamo in questi giorni le polemiche sorte tra gli esponenti del Pd che partecipano alle primarie, sulle fonti di finanziamento delle loro campagne elettorali. C’è Bersani che accusa Renzi di essersi fatto sostenere con una cena organizzata da un finanziere che ha costituito la propria società nelle isole Cayman. Questa vicenda mi è utile per approfondire il tema del finanziamento della politica. Spero di essere un cattivo profeta, ma temo che fra poco tempo i connubi loschi tra industria privata e politica ci sembreranno acqua fresca paragonati a quelli tra finanza e politica. Cosa succede se i finanzieri usano i capitali immensi con cui hanno defraudato il Paese, depositandoli all'estero nei soliti “paradisi fiscali”, per finanziare i partiti politici e così condizionare i governi? Ci sarà davvero qualche primo ministro che oserà sfidare gli interessi di coloro che, sborsando miliardi, gli hanno permesso di arrivare al governo? La situazione è già da allarme rosso, ma lo diventerà molto di più quando entreranno in vigore le nuove regole sul finanziamento della politica, quelle volute da questo governo che non si capisce se sia costituito da incapaci o da furboni. La nuova legge altro non è che una legalizzazione delle tangenti. Noi dell'Italia dei Valori lo gridiamo inutilmente da mesi ma nessuno vuole ascoltare, salvo poi scoprire all'ultimo momento, come è successo con la legge sulla corruzione, che avevamo ragione noi. Ed è per questo che tra i referendum che stiamo proponendo c’è anche quello che abolisce completamente il finanziamento pubblico ai partiti. Invece, con le nuove regole imposte dall’anomala maggioranza che ci governa, ai privati si assegna il compito di finanziare i partiti, riprendendosi poi quello che sborsano grazie alle detrazioni fiscali. Per i pirati della finanza sarà un gioco da ragazzi mettere le mani sui partiti e telecomandarli. Mentre per i cittadini non ci sarà nessun risparmio e la Casta continuerà a gongolare. E' urgente e necessario quindi che il prossimo governo ripari questa falla che altrimenti, entro pochi anni, farà affondare la nave Italia già distrutta da Berlusconi. Ma per riuscirci ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/PHZ29I
Video

Vogliamo ricostruire il Paese

Monti ieri ha confessato di avere aggravato la crisi. Quando facevo il pm la confessione comportava la concessione delle attenuanti. In questo caso, invece, c'è un'aggravante, perché Monti era il professore che diceva che avrebbe risolto i problemi e invece ora ammette di averli resi ancora più gravi. Sia chiaro, io preferisco questo governo a quello Berlusconi. Almeno non ci dobbiamo più vergognare e all'estero non ci ridono più dietro. Ma lavoro per costruire una coalizione riformista che sia alternativa rispetto a questo governo e al progetto di un Monti-bis senza nemmeno chiederlo ai cittadini. E' un'idea che va assolutamente contrastata: se Monti, dopo tutto quel che ha combinato, vuole continuare a governare deve presentarsi di fronte agli elettori e vedere se ha i voti. Altrimenti è un commissariamento della democrazia. Al contrario, io lavoro per ricostruire l'area riformista, partendo da Vasto per mettere insieme solidarietà, legalità e sviluppo. Molti dei nostri temi combaciano con quelli del Pd, di Sel, e soprattutto con le attese dei tantissimi cittadini che non si sentono rappresentati nelle istituzioni. Allora credo che sia necessario avere la responsabilità di trovare un denominatore comune per impedire che al governo tornino Berlusconi e le sue politiche, fatte solo a proprio vantaggio. In questa coalizione d’alternativa potrebbe benissimo starci anche il Movimento 5 stelle, se fosse più attento ai diritti, alla legalità e a un programma di governo vicino ai lavoratori. Ma l'Italia dei valori e il movimento di Grillo sono molto diversi. Loro protestano e basta. Noi proponiamo anche un'alternativa di governo. Abbiamo un programma preciso, che verrà approvato dalla nostra direzione a Vasto. Il voto per noi non è solo protesta. Vogliamo governare per cambiare e ricostruire il Paese, non solo sfasciare. Una parte di questo nostro programma di governo è contenuta nei referendum per i quali inizieremo a raccogliere le firme da ottobre. Chiediamo di togliere davvero il finanziamento pubblico ai partiti e di eliminare quel doppio stipendio per i parlamentari che si chiama diaria e che gli viene dato per vivere a Roma. Anche a quelli che a Roma già ci vivono. Vogliamo ripristinare l'art. 18, perché se un ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/OpTpMD
Immagine

Sulla legge elettorale, chi si somiglia, si piglia

La legge elettorale sulla quale i partiti si stanno mettendo d’accordo in questi giorni è una superporcata. L'ho già detto ma lo voglio spiegare, perché è proprio sulle leggi elettorali che i partiti prendono più sfacciatamente in giro la gente. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre detto e ripetuto che gli elettori devono poter scegliere i loro rappresentanti sapendo prima per chi votano e per fare che cosa. Questa legge è fatta apposta per non farglielo sapere. Se si votano e si assegnano premi di maggioranza al singolo partito, significa che dopo le elezioni, a meno che non ottenga da solo la maggioranza assoluta (il che in Italia è praticamente impossibile), quel partito per governare dovrà allearsi con qualcuno. E lo farà con chi gli pare, senza più doversi preoccupare di chiedere agli elettori cosa ne pensino. Tanto, a quel punto, avranno già votato e chi s’è visto s’è visto. Infatti, Bersani già fa carte false per non dire apertamene quello che tutti sanno: che preferisce allearsi con Casini e forse pure con Berlusconi, piuttosto che con noi dell’IdV in nome di un centrosinistra trasparente. Come direbbe mia sorella Concetta: chi si somiglia, si piglia. Le primarie di cui si è tanto parlato, con una legge del genere, non si capisce più a cosa servano. O meglio lo si capisce anche troppo bene: sono primarie di partito e servono solo a regolare i conti fra le fazioni interne agli stessi partiti. Il vero motivo per cui ce l’hanno tanto con l’IdV e ci accusano di ogni assurdità, persino di far parte di un complotto eversivo di destra (roba davvero da matti), è che noi eravamo pronti ad avere un rapporto leale, e responsabile con gli altri partiti del centrosinistra, sul modello programmatico di Vasto, per governare il Paese. Non eravamo e non saremo mai disposti a fonderci nel  PD. Quello non si chiama rispetto ma annessione. E se a qualcuno va bene così, ci dispiace tanto ma per noi è fuori discussione. Il premio di maggioranza sul quale stanno trattando, per finire, è un insulto ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/MTGUHz


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina