Facebook YouTube Biografia Scrivimi
Digressione

Tobin Tax: contro la crisi, per la crescita e la solidarietà

Con questa lettera aperta inviata a “L’Unità”, l’Italia dei Valori aderisce con massima convinzione all’appello lanciato dal quotidiano per l’introduzione della Tobin tax. E’ un esempio perfetto di quel che intendiamo quando diciamo che le coalizioni devono nascere dalla condivisione dei programmi e non da accordi numerici stretti in qualche segreta stanza. Per essere seria e credibile, un’alleanza di governo deve partire da elementi programmatici forti, condivisi e dichiarati apertamente, in modo che gli elettori possano scegliere, sulla base dei programmi, da chi essere governati.

“Condividiamo pienamente e sosteniamo l’appello lanciato da L’Unità per l’istituzione della Tobin tax sulle transazioni e sulle speculazioni finanziarie internazionali. Questa misura, infatti, è parte integrante del programma di governo che l’Italia dei Valori ha illustrato a Vasto ed è stata, inoltre, oggetto di una mozione che abbiamo presentato in Parlamento lo scorso febbraio e che è stata accolta dal governo.

Nel merito la mozione impegnava l’esecutivo a sostenere l’introduzione di un’imposta sulle transazioni finanziarie in tutte le sedi europee, assumendo ogni  iniziativa necessaria a estendere tale imposta a livello internazionale. Ad oggi, però, non è stato fatto nulla di concreto. Per questo insistiamo affinché l’esecutivo, durante la prossima riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea, assuma le iniziative necessarie affinché l’Europa la smetta di fare melina e prenda una decisione definitiva, senza più rinvii, per l’introduzione della Tobin tax, necessaria anche a sostenere operazioni di crescita e solidarietà. Sarebbe un segnale importante per i mercati e per l’economia reale.

Ribadiamo, quindi, con convinzione, il sostegno all’appello de L’Unità poiché riteniamo l’istituzione della Tassa sulle transazioni finanziarie un mezzo concreto per agire contro la crisi e sostenere politiche industriali innovative basate su un nuovo modello di sviluppo che tenga conto della compatibilità ambientale delle produzioni.

La finanza deve tornare a essere uno strumento al servizio delle politiche industriali. L’IdV si impegnerà, inoltre, per fare in modo che l’introduzione della Tobin tax sia parte integrante del programma di governo della futura alleanza di centrosinistra. Serve un segnale forte, alternativo alla politica dannosa del centrodestra che in questi anni ha fatto solo gli interessi dei soliti noti, portando il Paese alla deriva”

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/T94faO
Digressione

A Vasto, per il cambiamento utile

Due giorni fa, con un cinismo che fa il paio con quello dei politici di professione, Mario Monti ha mentito addossando allo Statuto dei lavoratori, cioè ai diritti dei lavoratori, la colpa della recessione, della disoccupazione e della mancata ripartenza economica dell'Italia. Con quella provocazione Monti voleva coprire le responsabilità del suo governo, ma anche quelle delle caste che con la loro miopia, con la difesa strenua solo dei loro profitti e l’incapacità di progettare il futuro hanno creato le condizioni per questa crisi. Per rappresentare politicamente gli interessi di quelle caste privilegiate i partiti politici fanno a gara. Nessuno o quasi, invece, rappresenta, nei fatti e non a parole, l’altra Italia. E mi riferisco quell'Italia onesta e operosa che vuole voltare pagina. L'Italia della società civile, dei lavoratori e degli imprenditori onesti, l’Italia dei disoccupati, dei cassintegrati, dei giovani universitari, degli studenti, dei precari, degli esodati, dei pensionati, dei docenti, del personale sanitario, delle aziende sane che si rimboccano le maniche e creano lavoro. Noi siamo con quest’Italia. La settimana prossima da Vasto cercheremo di far partire un nuovo percorso. Il traguardo è ambizioso: ricostruire una comunità solidale, legalitaria e progressista per il nostro Paese. Per un’Italia che sappia rimettere al centro i diritti e lo sviluppo e per un’Europa che sia realmente dei popoli e non dei potentati economici. Nella tre giorni ci confronteremo sui temi che saranno al centro della nostra agenda: lavoro, pari opportunità, rinnovamento della classe dirigente e della politica, giustizia, Europa, cultura, legalità. Lo faremo cercando di coinvolgere tutti i cittadini, sia quelli presenti ai dibattiti che quelli che seguiranno i lavori in rete tramite Twitter, Facebook e il sito della festa di Vasto. Perché siamo ben consci che solo attraverso la partecipazione e il contributo di tutti sia possibile costruire un cambiamento utile. Lanceremo la nostra sfida per il futuro, una sfida che non passa per leggi elettorali truffaldine e alchimie politicanti, ma per fatti concreti e proposte trasparenti. Indicheremo le nostre priorità e il programma di governo, a partire dai quesiti referendari sul lavoro e ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/PlvhYb
Immagine

Sulla legge elettorale, chi si somiglia, si piglia

La legge elettorale sulla quale i partiti si stanno mettendo d’accordo in questi giorni è una superporcata. L'ho già detto ma lo voglio spiegare, perché è proprio sulle leggi elettorali che i partiti prendono più sfacciatamente in giro la gente. Noi dell’Italia dei Valori abbiamo sempre detto e ripetuto che gli elettori devono poter scegliere i loro rappresentanti sapendo prima per chi votano e per fare che cosa. Questa legge è fatta apposta per non farglielo sapere. Se si votano e si assegnano premi di maggioranza al singolo partito, significa che dopo le elezioni, a meno che non ottenga da solo la maggioranza assoluta (il che in Italia è praticamente impossibile), quel partito per governare dovrà allearsi con qualcuno. E lo farà con chi gli pare, senza più doversi preoccupare di chiedere agli elettori cosa ne pensino. Tanto, a quel punto, avranno già votato e chi s’è visto s’è visto. Infatti, Bersani già fa carte false per non dire apertamene quello che tutti sanno: che preferisce allearsi con Casini e forse pure con Berlusconi, piuttosto che con noi dell’IdV in nome di un centrosinistra trasparente. Come direbbe mia sorella Concetta: chi si somiglia, si piglia. Le primarie di cui si è tanto parlato, con una legge del genere, non si capisce più a cosa servano. O meglio lo si capisce anche troppo bene: sono primarie di partito e servono solo a regolare i conti fra le fazioni interne agli stessi partiti. Il vero motivo per cui ce l’hanno tanto con l’IdV e ci accusano di ogni assurdità, persino di far parte di un complotto eversivo di destra (roba davvero da matti), è che noi eravamo pronti ad avere un rapporto leale, e responsabile con gli altri partiti del centrosinistra, sul modello programmatico di Vasto, per governare il Paese. Non eravamo e non saremo mai disposti a fonderci nel  PD. Quello non si chiama rispetto ma annessione. E se a qualcuno va bene così, ci dispiace tanto ma per noi è fuori discussione. Il premio di maggioranza sul quale stanno trattando, per finire, è un insulto ... Leggi tutto ...

Facebook
Google
Twitter
Vedi articolo
Stampa Articolo Stampa Articolo Invia ad un amico Invia ad un amico

Short Url: http://bit.ly/MTGUHz


Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina