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La grande occasione

Ho fatto i miei migliori auguri ai nuovi presidenti delle camere, Laura Boldrini  e Piero Grasso, e voglio farglieli di nuovo oggi. Hanno una grande occasione per dare, nella pratica, quel segnale forte di cambiamento radicale che i cittadini si aspettano, raccogliendo e portando nel cuore delle istituzioni la loro voce. Spero davvero che sappiano coglierla.
Come è giusto, i nuovi presidenti saranno giudicati alla prova dei fatti: quella stessa prova di fronte alla quale il rivale diretto di Grasso nel ballottaggio, l’ex presidente del Senato, Schifani, si era rivelato impermeabile per cinque anni a ogni richiesta dei cittadini, al punto da chiudere nel cassetto tutte le proposte di legge di iniziativa popolare che gli venivano presentate. Prima fra tutte, la proposta per l’abolizione delle province, nonché quella per una nuova legge elettorale per la quale noi dell’Italia dei Valori, insieme a un comitato formato da altre forze politiche e associazionistiche, avevamo raccolto un milione 200mila firme e che, se fosse stata approvata, avrebbe garantito quella governabilità che, grazie alla conservazione del porcellum, è oggi impossibile.

Il valore e la capacità di rinnovare le istituzioni di Laura Boldrini e Piero Grasso si vedranno nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Si può invece già dire che il metodo con il quale sono stati eletti è quello giusto. E’ lo stesso metodo che noi dell’IdV abbiamo proposto invano per anni: muoversi con coraggio, trasparenza e coerenza, senza cercare accordicchi che, alla fine, servono solo a distruggere ancora di più la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
Che servizio si rende alla democrazia e alla stessa governabilità inseguendo un personaggio come Mario Monti che, in una stanza, tratta con il centrosinistra e, nell’altra, chiede a Berlusconi la presidenza della Repubblica in cambio dei suoi voti per Schifani contro Grasso? Quale credibilità potrebbe avere un governo di centrosinistra che dovesse nascere grazie ai voti della Lega, alleata di Berlusconi e intenzionata, forse, a rinviare di qualche mese le elezioni per pura convenienza, e certo non per la condivisione di un progetto politico? Che serietà ci sarebbe mai in tutto questo?
Nell’elezione dei presidenti delle camere il Pd ha saputo sottrarsi a queste oscene tentazioni, ma le sirene hanno già ricominciato a cantare. Per il bene del Paese e della democrazia io mi auguro che il Pd riesca a non ascoltarle nemmeno quando si tratterà di eleggere il nuovo capo dello Stato e di dar vita al prossimo governo.

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Se il buongiorno si vede dal mattino…

Oggi si inaugurano le nuove camere. Come primo atto dovrebbero eleggere i presidenti delle due assemblee, invece la legislatura inizia con una situazione di stallo sin da questo primo passo. Il buon giorno si vede dal mattino. Io non so se Pierluigi Bersani riuscirà a portare a termine la missione impossibile che si è assegnato e a formare un nuovo governo non all’insegna dell’inciucio e delle alleanze impresentabili. Gli faccio i migliori auguri, però ci credo poco. Se così non sarà, se anche nella formazione del nuovo governo il Parlamento registrerà una situazione di paralisi e stallo, credo che i partiti di centrosinistra farebbero bene a non perdersi nel labirinto delle trattative interminabili alla ricerca di soluzioni assurde e innaturali. Dovrebbero, al contrario, prepararsi a vincere le prossime elezioni correggendo gli errori che hanno privato il centrosinistra di una vittoria elettorale facile e hanno quasi restituito il Paese a Silvio Berlusconi e alla sua eterna corruttela. Noi dell’Italia dei Valori avevamo previsto questo rischio e avevamo avvertito tutti, il Pd prima di tutti. Avevamo detto che il governo tecnico avrebbe solo restituito forza a Berlusconi e che era un gravissimo errore considerarlo finito. Avevamo detto che solo una coalizione trasparente di centrosinistra, tenuta insieme da un programma all’insegna della discontinuità con le scelte sbagliate del governo Monti, avrebbe convinto i cittadini del nostro Paese, cornuti e mazziati da anni e anni, a fidarsi. Avevamo messo in guardia dal rischio di finire tutti in un vicolo cieco, quello in cui ci troviamo adesso. Avevamo ragione.  Anche se del senno di poi son piene le fosse, io ci tengo a segnalarlo, dato che con pochissime eccezioni tutti fanno finta di non essersene accorti. Ma detto questo, è al futuro che dobbiamo pensare, non alle recriminazioni sul passato. Pensare al futuro significa non perdere tempo a inseguire progetti assurdi che eliminerebbero solo quel che resta della fiducia degli italiani nel sistema politico. Bisogna invece prepararci, tutti e tutti insieme, a presentare agli elettori un progetto politico chiaro e convincente e un rinnovamento radicale della politica che al momento delle elezioni dovrà già essere stato avviato, perché delle promesse ... Leggi tutto ...

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