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Digressione

Grazie ai cittadini, la Rivoluzione parte anche dai loro curricula

Qualche tempo fa, quando iniziavamo a preparare la campagna elettorale, noi dell’Italia dei Valori avevamo chiesto a tutti quelli che avevano voglia di impegnarsi per cambiare l’Italia di mandarci i loro curricula per poter mettere in campo candidature espresse non dal ceto politico ma direttamente da quei cittadini che il ceto politico dovrebbe servire e rappresentare.
Nel giro di poche settimane ci sono arrivate letteralmente migliaia di schede, molto più di quanto ci aspettavamo, a dimostrazione del fatto che, fuori dalle mura del Palazzo, c’è un intero Paese che ha la voglia, la capacità e il coraggio di cambiare.
Io personalmente li voglio ringraziare tutti, uno per uno.
Sono la principale risorsa sia politica che economica dell’Italia.
Con loro il Paese uscirà dalla crisi politica e morale che sta affondando le istituzioni e da quella imprenditoriale che affossa l’economia. Senza di loro non abbiamo nessuna speranza. Da settimane, regione per regione, i nostri gruppi di lavoro stanno lavorando per vagliare e verificare tutte quelle schede.
Nel frattempo, l’Italia dei Valori ha scelto di dar vita, con Antonio Ingroia e con altri partiti, associazioni e movimenti, a ‘Rivoluzione civile’ e i curricula arrivati sono diventati per noi ancora più preziosi.
Nonostante i tempi ridotti all’osso, attingeremo forze da quei curricula per comporre le liste. Saranno la base sulla quale costruiremo, contattando direttamente quelli che vogliono fare con noi questa ‘Rivoluzione’, il progetto politico di cui le elezioni saranno punto di partenza e non di arrivo.
La Lista Ingroia è contro le politiche di Berlusconi e Monti, che al 90% si somigliano come gocce d’acqua, ma ancora prima è anche contro un sistema di poteri e di privilegi che ha scavato un fossato tra i cittadini e la politica. Noi siamo nati per colmare quel fossato.
Oggi, in Italia, ci sono poche persone molto potenti asserragliate in un palazzo e moltissime persone che premono contro le mura di quel palazzo per conquistarlo e riportare nel Paese legalità, giustizia sociale e democrazia.
Bisogna scegliere se stare con gli assediati o con gli assedianti, senza provare a tenere il piede in due scarpe.
Rivoluzione civile quella decisione l’ha presa. Sta con i cittadini. Sta con tutti quelli che hanno risposto al nostro appello e ci hanno chiesto un’occasione non per fare carriera ma per cambiare il nostro Paese.

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Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina