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Il governo di manica larga

Il decreto sull’incandidabilità dei politici condannati è il solito topolino partorito dalla montagna, una presa per i fondelli ai danni di tutto il popolo italiano. Ma anche questa scatola vuota, al partito di Berlusconi sembra troppo. E così oggi si è attaccato a un altro espediente per fermarne o rallentarne l’approvazione.
Cosa gliene importa? Gliene importa perché potrebbe succedere che anche nelle maglie di una legge così permissiva finisca impigliato qualche alto dirigente della vecchia Forza Italia, e alla fine il fondatore in persona.
Però di qui a parlare di liste pulite ce ne passa. Per un Parlamento che in percentuale ha più inquisiti di qualsiasi quartiere malfamato d’Italia, ci vorrebbe un’inondazione di Aiax Tornado Bianco. Qui invece hanno tirato fuori un pezzettino microscopico di pessimo sapone.

Se uno non è condannato in via definitiva non c’è divieto. In Italia, lo stragista del Connecticut potrebbe candidarsi e nessuno potrebbe dirgli niente.

Se uno è condannato a meno di due anni, ha tutto il diritto di candidarsi. Siccome i reati contro la Pubblica amministrazione, che sono di gran lunga quelli principali per i politici, tra riti abbreviati e attenuanti varie finiscono quasi sempre con condanne inferiori a due anni, vuol dire che per il 99% dei politici corrotti e condannati la legge di Monti sarà acqua fresca. Chi patteggia, poi, se la sfanga comunque.

Con i politici, il governo dei tecnici è stato di manica larghissima in tutto, non solo nella finta pulizia delle liste. Se andate a vedere quello che è stato fatto davvero, dopo gli annunci fragorosi, scoprirete che mentre per i poveracci e per la classe media la vita nel 2012 è diventata molto più dura, per la Casta è rimasta uguale.
Per tagliare lo stipendio dei Parlamentari, come se si trattasse di un problema di astrofisica, hanno convocato addirittura commissioni che ci hanno pensato e poi hanno detto che per loro il compito era troppo difficile. Le province le volevano diminuire, invece di eliminarle come promesso, però hanno rimandato fino a che non c’è stato più tempo. Sarà per il prossimo secolo. Le auto blu stanno ancora dove stavano. Delle migliaia di consigli d’amministrazione, che servono solo a finanziare la clientela, non ne è stato eliminato nessuno. La legge sui finanziamenti ha addirittura legalizzato quello che fino a ieri era finanziamento illecito.
Io credo che, come Italia dei Valori, dobbiamo prendere l’impegno preciso a colpire, subito dopo le elezioni e senza pietà, i privilegi anche economici della casta. A partire dai nostri stessi parlamentari. So perfettamente che questo non basterà a risanare i conti pubblici italiani. Però permetterà a tutti noi di smettere di vergognarci del Paese in cui viviamo e del suo Parlamento.

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La Rai informi i cittadini sui Referendum

La Rai dovrebbe essere al servizio dei cittadini che hanno il diritto a essere informati su tutto quel che li riguarda. Non deve essere, invece, al servizio dei partiti che decidono cosa far sapere e cosa nascondere. La Rai informa solo su quel che conviene ai suoi padroni e padrini di riferimento e chiude, in qualche armadio, quel che gli stessi ordinano di non far sapere. I quattro referendum per i quali stiamo raccogliendo le firme, due contro la casta sostenuti dall’Italia dei Valori, e due sul lavoro, promossi insieme ad un comitato composto da un ampio ventaglio di forze politiche e sociali, interessano i cittadini molto più di tanti altri argomenti ai quali il servizio pubblico dedica ore e ore di trasmissione. I lavoratori italiani hanno o no il diritto di essere informati sul contenuto di un quesito che riguarda la possibilità di essere reintegrati se la magistratura sentenzia che c’è stato un licenziamento ingiusto? Hanno il diritto di conoscere che si stanno raccogliendo le firme per veder rispettato il loro contratto nazionale di lavoro, senza che le aziende possano derogare quando e come vogliono? I cittadini italiani hanno o no il diritto di essere informati sulla proposta di eliminare il finanziamento pubblico ai partiti, e su quella di cancellare il doppio stipendio per i parlamentari, rappresentato dalla diaria? La risposta è no. Questo diritto agli italiani finora è stato negato. Per il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola, per i direttori dei Tg e degli speciali informativi, per i conduttori dei talk show, gli italiani meno sanno di questi argomenti e meglio è. Quindi fanno in modo che non se ne parli mai. La scorsa settimana ho scritto una lettera al presidente Tarantola per chiedere che il servizio pubblico faccia il proprio dovere e si decida a informare i cittadini sui quattro referendum. Lei, due giorni fa, mi ha cortesemente riposto di aver “interessato le strutture competenti”. Attendiamo fiduciosi ma, per adesso, nulla sembra essere cambiato. Chiedo ora pubblicamente e formalmente ai vertici della Rai di decidersi a fare quello per cui sono profumatamente pagati: informare i cittadini italiani, come è loro dovere, sui referendum. ... Leggi tutto ...

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Milano da bere, Milano da dissanguare.

Dopo la Milano da bere e questa Milano da dissanguare, io mi auguro che arrivi il momento della Milano da vivere onestamente, senza corruzione e senza criminalità organizzata. E’ questo che chiedono i suoi abitanti. Si tratta di una richiesta che sento crescere sempre di più, come alla vigilia di Mani pulite. Spero che arrivi presto, prestissimo, questa nuova Mani pulite a risvegliare le coscienze e anche le speranze di tanti. Perché se è vero come è vero che in questi decenni Milano è stata ai primi posti per la corruzione, è anche vero che si è distinta per capacità di riscossa e di riscatto morale. Oggi le cose sono ancora più difficili di quanto non fossero vent’anni fa, un po’ perché, visto che dopo Mani pulite non è stato fatto niente, si sono diffuse molto più di prima delusione e rassegnazione. E un po’ perché la corruzione, al contrario dello Stato, non è stata per niente ferma. E’ cambiata, si è modernizzata, si è ingegnerizzata. Adesso i politici non si fanno più dare soldi dai privati. Li prendono direttamente dalle casse pubbliche, con le spalle coperte dalle leggi pro-corruzione che si sono fatti apposta. Oggi i politici non usano più la criminalità organizzata quando gli serve, sono i boss che usano i politici e si lamentano pure, come abbiamo sentito in qualche intercettazione, perché persino a loro molti amministratori pubblici sembrano troppo disonesti. In tutta Italia, ma a partire proprio da Milano e dalla Lombardia, la politica dovrebbe saper lanciare quel segnale di rilancio etico che i cittadini onesti aspettano da troppo tempo. Dovrebbe dimostrare che non tutti i politici sono uguali, che esistono ancora quelli che vogliono una Milano e un’Italia pulita. Ci sono tanti consiglieri regionali perbene, ma è vero anche che in tutti i partiti si sono infiltrati ladroni e mele marce. Tocca alla politica dare un segnale! Oggi, il nostro consigliere lombardo Gabriele Sola si è dimesso, prima di superare il traguardo di metà legislatura dopo il quale avrebbe usufruito del vitalizio. Tra pochi giorni, infatti, se non avranno uno scatto di dignità e non faranno come Gabriele Sola, gli altri consiglieri ... Leggi tutto ...

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Gabriele Sola rinuncia al vitalizio, per rinnovare la Politica

La giunta regionale della Lombardia sta per dimettersi, travolta dall'ignominia. Aspettano ancora un passaggio, però. Bisogna aspettare qualche giorno, così i consiglieri avranno maturato il vitalizio e la politica, agli occhi dei cittadini non solo lombardi, avrà perso anche l'ultimo straccio di dignità. Noi dell'Italia dei Valori non ci stiamo. Il nostro consigliere Gabriele Sola ha deciso di anticipare le dimissioni senza aspettare di prendere quell'odioso vitalizio. In questo video chiede a tutti i consiglieri, individualmente, guardando non alla casacca ma al loro senso etico, di fare come lui. Se lo seguiranno, riscatteranno almeno in parte l'onore della politica. Altrimenti risalterà solo la distanza morale tra loro e chi ha fatto la scelta opposta. Sta per chiudersi con lo sfaldamento del Consiglio regionale della Lombardia e le inevitabili elezioni anticipate una pagina nerissima per i lombardi e per la politica, o per ciò che ne resta. Per la terza assemblea legislativa d’Italia, come ci piaceva definire quella che nel frattempo è diventata la prima assemblea per numero di indagati. Visto da qua dentro, visto dall’interno del palazzo, sembra un percorso gestibile, forse già delineato sotto traccia, secondo quelle regole non scritte che dettano i tempi e le scelte di una certa politica. Vista dall’esterno sembra tutta un’altra cosa ed è con quegli occhi, con gli occhi della gente, che credo anche noi dobbiamo sforzarci di osservarla. Là fuori si dice che i consiglieri regionali stanno danzando l’ultimo minuetto a ritmo lento, scandito dal metronomo dell’ennesima convenienza, dell’ennesimo privilegio: l’acquisizione del diritto a percepire il vitalizio, che scatterà proprio tra pochi giorni. Non vorei che là fuori un po’ di ragione ce l’avessero. Nei giorni scorsi i consiglieri d’opposizione hanno sventolato le dimissioni. C’è chi, come noi dell’Italia dei Valori, le aveva già sottoscritte sette mesi fa, poi pare si siano aggiunti i rappresentanti della Lega. I numeri dunque ci sarebbero. Se vogliamo possiamo andarcene subito, già oggi. E’ quello che, personalmente, ho scelto di fare. Domani, all’inizio del Consiglio regionale, annuncerò le mie dimissioni in aula e le protocollerò subito, in tempo utile per evitare il superamento del giro di boa della legislatura e con ... Leggi tutto ...

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Tantissime firme per i referendum, merito della rete e dei volontari

Nel 1992 partendo, da Milano, noi di Mani pulite scoprimmo una piaga sociale che doveva e poteva essere curata. Siccome nessuno la ha voluta curare in vent'anni è diventata un cancro. Non ci stanno più i pubblici ufficiali che prendono i soldi dai privati. Adesso li prendono direttamente dalle casse pubbliche e quando vengono pizzicati tirano fuori qualche leggina che si sono fatti apposta per legalizzare il furto. Vent'anni fa, i politici si servivano della criminalità organizzata e la usavano per i lavori sporchi. Ora, come abbiamo visto a Milano, è la criminalità organizzata che usa la politica. Ma lamentarsi è inutile. Qui bisogna solo chiedersi come se ne esce. Secondo me ci tireremo fuori solo facendo molte cose diverse, ma tutte imprescindibili. Prima di tutto bisogna che i politici sospetti di corruzione lascino immediatamente tutte le loro cariche. Il problema non è se Formigoni si dimette o no. Il problema è perché non si è ancora dimesso. Poi bisogna fare leggi drastiche: ineleggibilità dei condannati, divieto di accedere a posti nell'amministrazione nazionale o in quelle locali per gli imputati, divieto di partecipare alle gare d'appalto per le aziende condannate per corruzione. Allo stesso tempo ci vogliono misure contro la corruzione serie e severe, non come quelle che ha appena varato il governo: quelle alla corruzione fanno tutt'al più il solletico. Deve essere ripristinato il falso in bilancio, vanno allungati i tempi della prescrizione, deve essere introdotta la fattispecie di autoriciclaggio e deve essere reintrodotto la concussione per induzione. Ma nemmeno questo basta. Dobbiamo anche, come giustamente dicono le preghiere, evitare di indurre i politici in tentazione. Fino a che ci sarà un tesoro chiamato finanziamento pubblico, ci sarà anche chi non resiste alla tentazione di metterci le mani sopra. Abolire il finanziamento pubblico, come chiediamo noi dell'Italia dei Valori con il referendum per cui abbiamo iniziato ieri a raccogliere le firme, è il cancello e la porta d'ingresso per qualsiasi politica efficace contro la corruzione. Noi abbiamo chiesto anche, nel nostro secondo quesito referendario, di abolire la diaria, cioè il doppio stipendio per ... Leggi tutto ...

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