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Cambio di marcia

Moltissimi elettori e simpatizzanti dell’Italia dei Valori hanno partecipato alle primarie perché sono parte del popolo di centrosinistra. Hanno partecipato perché vogliono dare un contributo per indirizzare il centrosinistra su un percorso alternativo a quello seguito, con risultati disastrosi, dal governo Monti.

Queste primarie sono state un momento di partecipazione democratica molto importante, soprattutto in un Paese dove sta diventando un’abitudine prendere le decisioni fondamentali e insediare i governi senza nemmeno consultare i cittadini. Ieri ha deciso e domenica deciderà di nuovo la base, non qualche conventicola. Quando questo succede è sempre una bella notizia per tutti i sinceri democratici.

Ora mi aspetto che, di qui al ballottaggio, i due candidati rimasti in corsa chiedano al popolo di centrosinistra di scegliere, non tanto tra due persone, quanto tra due progetti politici. In questo modo le primarie saranno l’avvio del percorso di definizione dell’alleanza che si presenterà poi alle elezioni. Quindi, spero che Bersani e Renzi dicano, in maniera forte e chiara, quale percorso programmatico vogliono seguire e per arrivare a quale obiettivo di governo.

A tal proposito, riscontro una notevole corrispondenza tra le proposte di Bersani e quelle che noi dell’IdV abbiamo sempre portato avanti. Bersani ha parlato molto chiaramente di un cambio di marcia rispetto al governo Monti e questa, per noi, è la condizione imprescindibile per qualsiasi possibile alleanza.

Lunedì prossimo, quando gli elettori avranno scelto, l’IdV inizierà un percorso di dialogo con il candidato premier per verificare la possibilità di arrivare a un programma comune e a una collaborazione anche elettorale sulla base di un solo punto fermo per noi irrinunciabile: il superamento dell’esperienza Monti e la discontinuità tra le sue politiche e il programma
del centrosinistra.

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Siamo davanti a un bivio

Io rispetto Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. Comprendo la loro protesta e la condivido. Però, come ho già detto più volte, credo che oggi la protesta non basti. Serve la proposta. Noi dell’Italia dei Valori critichiamo il governo Monti per tutto quel che fa di sbagliato e, ancora di più, per quello che non ha fatto. Le sue leggi non vanno contrastate solo perché sono ingiuste e feroci, ma anche perché non hanno cavato un ragno dal buco quanto a risanamento dei conti pubblici. Non lo dico io: lo dimostra il debito  pubblico che, dopo un anno di cura Monti, è più alto che mai. Monti non è capace. Dunque, bisogna che a governare ci vada qualcuno con una proposta alternativa per fronteggiare e risolvere la crisi. Voglio spiegarmi anche meglio. Quello che verrà fatto nei prossimi anni peserà sulle sorti italiane per decenni. Siamo di fronte a una scelta: o riusciamo a reimpostare l’intera politica economica adeguandola alle sfide di questo secolo, oppure imbocchiamo la strada di un declino irreversibile. Oggi siamo davanti a un bivio e dobbiamo scegliere subito, non fra dieci anni. Proprio per questo, la protesta non basta e ci vuole un progetto d’alternativa. Noi riteniamo che mettere a punto e poi tradurre in una pratica di governo quel progetto, sia il compito storico del centrosinistra. Così dovrebbe essere in Italia e in tutti gli altri paesi europei. Però non dipende da noi. Dipende da quali tendenze prevarranno nel Pd. Potrebbero vincere coloro che guardano all’alleanza innaturale con i centristi e sognano un altro Monti, o coloro che pensano a un governo uguale a quello di Monti, ma con qualcun altro a presiederlo. In questo caso il nostro Paese perderà un’occasione storica e temo che si troverà in guai molto grossi. Se, invece, prevarrà chi pensa a una politica insieme più costruttiva e più giusta, che riesca laddove Monti ha fallito, quell’occasione potremo coglierla tutti insieme. Ovviamente, dovessero vincere i primi, l’Italia dei Valori ci sarà comunque, per fare da argine alle politiche devastanti di Monti e dei montiani. E per creare un ... Leggi tutto ...

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L’Italia riparte dal Sud e dal centrosinistra

Il Mezzogiorno non è la palla al piede del Paese o una zona sottosviluppata alla quale prestare caritatevole aiuto. Il Sud è la grande risorsa d’Italia, motore dello sviluppo futuro. Le grandi colpe del governo Berlusconi a cui, purtroppo, non ha rimediato neanche Monti sono: l’incapacità di valorizzarlo e l’averlo considerato solo una terra da salassare e da depredare. Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che debba essere radicalmente modificato l’approccio con il quale, sin dalla prima Repubblica, è stata affrontata la questione del Meridione. Bisogna individuare asset strategici per frenare l’emorragia di talenti, cervelli e intelligenze che sta desertificando il Sud. E’ indispensabile scommettere sui settori realmente innovativi ed economicamente promettenti, come le energie rinnovabili. Lo sviluppo del Mezzogiorno, che non sarà possibile senza aver prima ripristinato la piena legalità nelle aree controllate oggi dalla criminalità organizzata, deve essere non una delle priorità del centrosinistra, ma il primo punto dell’agenda, sia della coalizione che, dopo le elezioni, del governo. Per questo, considero molto importante l’incontro che l’IdV e il nostro deputato e responsabile Mezzogiorno, Nello Formisano,hanno organizzato per sabato mattina alle 10.30 a Napoli, nella sala Italia della Mostra d’Oltremare, dal titolo “Idea di volare”, al quale parteciperò. Oltre al sindaco Luigi de Magistris, interverranno, tra gli altri, Francesco Ferrara, di Sel, e Sergio d’Antoni, del Pd. Insomma, sarà presente il centrosinistra, quello costruito sui fatti e non sulle parole. La rinascita del Paese parte da qui. Da Napoli, dal Sud e dal centrosinistra.

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Dove sono finite le regole del gioco?

Sempre più spesso la gente mi chiede cosa farà l'Italia dei Valori e cosa farò io personalmente in queste primarie, che ancora non si capisce bene se resteranno del Pd, come sono adesso, o se diventeranno di coalizione. Ma io come faccio a sapere se e come giocherò in una partita quando ancora non si conoscono le regole del gioco? Cosa competo a fare per diventare il candidato premier se c'è una legge elettorale che cancella i candidati premier? Che senso avrebbe fare le primarie mettendo insieme più partiti se poi uscisse fuori una legge elettorale che impedisce di andare insieme anche alle elezioni oltre che alle primarie? Oggi tutto quel che io posso dire in onestà e serietà è quale tipo di legge elettorale mi auguro che venga fatta. L’ho già detto e lo ripeto: voglio una legge che spinga le coalizioni invece dei partiti, e che permetta agli elettori di sapere, prima di entrare nella cabina elettorale, per chi e per cosa votano, invece di affidare il voto a scatola chiusa a qualcuno che poi se lo usa come gli pare. Noi dell'Italia dei Valori credevamo nel sistema bipolare ieri, quando tutti dicevano di crederci, e ci crediamo anche oggi perché è quello che permette più degli altri ai cittadini di votare per chi vogliono loro e di sapere per chi votano. Lo vogliamo, e abbiamo raccolto ben un milione e duecentomila firme di persone che la pensano come noi, non per capriccio o pregiudizio ma perché è più democratico. Se due partiti vanno insieme in una Regione importantissima come il Lazio, come facciamo noi dell'Italia dei Valori e il Pd a sostegno di Zingaretti, perché mai dovrebbero poi andare divisi in un'altra Regione o addirittura nelle elezioni politiche? Il bipolarismo, per me, è il sistema che impedisce questi giochini, buoni solo ad allontanare la gente dalla politica e a diffondere sfiducia e delusione. Non si può essere alleati mezzo sì e mezzo no. A Bersani, che io rispetto anche perché ci ho lavorato fianco a fianco nel governo Prodi e so che persona è, dico molto chiaramente che l'IdV non ha condiviso ... Leggi tutto ...

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A Vasto, per il cambiamento utile

Due giorni fa, con un cinismo che fa il paio con quello dei politici di professione, Mario Monti ha mentito addossando allo Statuto dei lavoratori, cioè ai diritti dei lavoratori, la colpa della recessione, della disoccupazione e della mancata ripartenza economica dell'Italia. Con quella provocazione Monti voleva coprire le responsabilità del suo governo, ma anche quelle delle caste che con la loro miopia, con la difesa strenua solo dei loro profitti e l’incapacità di progettare il futuro hanno creato le condizioni per questa crisi. Per rappresentare politicamente gli interessi di quelle caste privilegiate i partiti politici fanno a gara. Nessuno o quasi, invece, rappresenta, nei fatti e non a parole, l’altra Italia. E mi riferisco quell'Italia onesta e operosa che vuole voltare pagina. L'Italia della società civile, dei lavoratori e degli imprenditori onesti, l’Italia dei disoccupati, dei cassintegrati, dei giovani universitari, degli studenti, dei precari, degli esodati, dei pensionati, dei docenti, del personale sanitario, delle aziende sane che si rimboccano le maniche e creano lavoro. Noi siamo con quest’Italia. La settimana prossima da Vasto cercheremo di far partire un nuovo percorso. Il traguardo è ambizioso: ricostruire una comunità solidale, legalitaria e progressista per il nostro Paese. Per un’Italia che sappia rimettere al centro i diritti e lo sviluppo e per un’Europa che sia realmente dei popoli e non dei potentati economici. Nella tre giorni ci confronteremo sui temi che saranno al centro della nostra agenda: lavoro, pari opportunità, rinnovamento della classe dirigente e della politica, giustizia, Europa, cultura, legalità. Lo faremo cercando di coinvolgere tutti i cittadini, sia quelli presenti ai dibattiti che quelli che seguiranno i lavori in rete tramite Twitter, Facebook e il sito della festa di Vasto. Perché siamo ben consci che solo attraverso la partecipazione e il contributo di tutti sia possibile costruire un cambiamento utile. Lanceremo la nostra sfida per il futuro, una sfida che non passa per leggi elettorali truffaldine e alchimie politicanti, ma per fatti concreti e proposte trasparenti. Indicheremo le nostre priorità e il programma di governo, a partire dai quesiti referendari sul lavoro e ... Leggi tutto ...

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Il nostro modello: sviluppo, legalità e solidarietà.

Noi siamo qui, oggi, siamo qui per proporre un modello di governo per il Paese per il futuro. un modello, il che non vuol dire che noi e noi soli possiamo rappresentare questo modello. Riteniamo che per prima cosa il Paese abbia bisogno di un governo politico scelto dai cittadini. Ma sulla base di cosa si deve arrivare a questo governo? Sulla base di un programma o di una sommatoria numerica? Prima di parlare di intese con i moderati, bisognerebbe intendersi su che cosa vuol dire essere moderati. E' moderato togliere l'art. 18 a difesa dei lavoratori? Beh, allora certo, io non sono moderato. Io sono moderato perché voglio difendere le uguaglianze. Lo diceva Gesù Cristo, prima di Marx e di Lenin. Proprio perché si basa basata sul programma, la nostra non è una proposta chiusa. E' il programma che deve fare la differenza, E' l' indicazione chiara della squadra e della coalizione che si presenta agli elettori. E' l'indicazione della leadership sulla base delle primarie, anche se non è che se vince A invece di B il programma cambia. Alla base c'è sempre quello, il programma. Allora su questi temi determinanti dei diritti sociali e civili noi invitiamo il Partito democratico a fare una scelta di campo invece di andare appresso alle logiche di Palazzo. La nostra proposta di un modello di governo, si fonda su tre pilastri che possono convivere e rappresentare la linea di demarcazione: Solidarietà, Legalità e Sviluppo. All'interno di questo ambito Italia dei Valori e Sel sono già pronti e aperti a dialogare con tutti i soggetti e le formazioni politiche che ci vogliono stare. Vogliamo aprire un tavolo con i movimenti e con i soggetti della società civile, e anche con il Pd cui riconosciamo il merito di tante battaglie e che vorremmo riconoscere anche oggi invece di vederlo immerso in questa nebulosa di intenti che non comprendiamo. Su questi temi sono disposto a confrontarmi con tutti, ma prendo atto del fatto che la politica portata avanti su questi punti da alcuni partiti tra cui l'Udc è diversa dalla nostra. Invito tutti a leggere, sul sito della Corte dei Conti, la ... Leggi tutto ...

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