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Voto sull’ineleggibilità grazie a IDV, noi fuori dalla coalizione perchè scomodi

L’Italia dei Valori è sempre stata una forza politica scomoda per il sistema. Le nostre battaglie hanno disturbato potenti e intrallazzatori di turno, hanno dato fastidio a chi, come Berlusconi, ha umiliato le istituzioni, utilizzandole solo per farsi leggi ad personam e scappare, così, dalle Aule di giustizia.

E’ per questo motivo che quello stesso sistema ha tentato di eliminarci.

E’ per questo motivo che quasi tutti i media, oggi, omettono di dire che il Parlamento potrà votare sull’ineleggibilità di Silvio Berlusconi solo grazie ai nove esposti, inviati da esponenti dell’Italia dei Valori molisana, al Presidente del Senato e al Presidente della Giunta delle Elezioni e Immunità parlamentari del Senato. Ed è grazie a una mia denuncia che Berlusconi, nel processo Unipol, è stato processato, e anche condannato in primo grado, per aver ascoltato e fatto pubblicare sul giornale di famiglia la telefonata fra Fassino e Consorte, coperta dal segreto istruttorio.

Se non avessi raccolto le informazioni di Favata, che era a conoscenza di quei fatti, e non avessi denunciato tutto ai carabinieri, quell’inchiesta non si sarebbe svolta.  Certo, per le nostre denunce abbiamo pagato un prezzo altissimo. Ma, oggi, i fatti dimostrano quanto sia stato importante mantenere la schiena dritta, andare fino in fondo e non perdere mai di vista quei principi di verità e giustizia che hanno animato ogni nostra azione.  Diverso è stato, invece, il comportamento di quelle forze politiche che hanno preferito svendere la propria dignità pur di mantenere un posto in Parlamento.

Cosa farà, per esempio, il Pd allorché si troverà a votare per l’interdizione di Silvio Berlusconi? E come si comporterà al Senato quando si voterà sull’ineleggibilità del sultano di Arcore? Il tempo è galantuomo e darà agli italiani la possibilità di capire chi sta dalla loro parte e chi, invece, continua a difendere gli indifendibili. Noi non avremmo avuto dubbi su come comportarci. Ma forse è proprio per questo che ci hanno messo fuori dalla coalizione di centrosinistra e, quindi, fuori dal Parlamento.

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Non faremo i servi sciocchi

Ieri, come ogni anno, nella mia masseria, a Montenero di Bisaccia, c'è stata la festa del raccolto. Chi c'è venuto ha visto che il clima tra gli ospiti del paese, che erano migliaia, e quelli dell'Italia dei Valori, era quello di sempre: unito, festoso, cosciente di stare agendo bene e secondo coscienza. Qualcuno ha sgranato tanto d'occhi perché da quello che aveva letto sui giornali si aspettava divisioni, tensioni, lacerazioni varie, un isolamento che ci aveva chiusi all'angolo. Invece si sono ritrovati a vedere un film opposto. Il fatto è che ognuno può raccontare quello che vuole, ma poi la realtà finisce sempre per prendersi la rivincita, e la realtà è che nel Paese noi dell'Italia dei Valori tutto siamo tranne che isolati. Senza vanterie, siamo la maggioranza. Perché le cose che non stanno bene a noi non stanno bene nemmeno ai cittadini. Non ci sta bene dire che bisogna fare una politica diversa da quella di Monti e poi votare le leggi da cui quella politica è lastricata. Non ci stanno bene un governo e una maggioranza che, con tanti problemi gravissimi ai quali bisognerebbe pensare,, si preoccupano di imbavagliare l'informazione con la legge sulle intercettazioni invece che salvare gli esodati. Non ci stanno bene i matrimoni combinati pensando alla dote, perché come dice mia sorella Concetta finiscono sempre in divorzio. Sarà così anche per questo inguacchio con l'Udc in cui si dovrebbero trovare insieme il diavolo e l'acqua santa. Non ci stanno bene le chiacchiere sulle coalizioni fatte senza sapere nemmeno con quale legge elettorale si andrà a votare, come se si potesse studiare un tragitto senza sapere se lo devi percorrere in aereo o a dorso di mulo. Sono chiacchiere e alla fine lasciano il tempo che trovano. Tanto meno ci stanno bene quelli che provano a scaricare su di noi le tensioni accusandoci di offendere il capo dello Stato mentre noi non offendiamo proprio nessuno. Muoviamo critiche pacate, legittime e circostanziate non per provocare ma perché ci sembra che il Presidente della Repubblica e il dettato costituzionale non siano sempre omogenei come dovrebbero. Su ciascuna di queste posizioni non siamo affatto isolati. La pensa ... Leggi tutto ...

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Contro gli accordi del sottoscala

Vi propongo questa mia intervista, pubblicata oggi su Il Fatto Quotidiano. Si parla di legge elettorale e alleanze, e questa è la premessa è questa:  “Lei non mi sentirà attaccare Bersani perché io non sparo sulla Croce rossa. E la Croce rossa assolve una funzione importante. Immagino un Bersani sofferente come San Sebastiano”. L’inciucione con il Pdl sulle riforme è una lancia più che una freccia. Nel Pd c’è una segreteria cui faccio salva la buonafede perché ci sono varie anime che lavorano per un centro trasversale, una nuova Dc. Non è facile fare il segretario di una fusione fredda con gli ex dc e i moderati, puoi rimanere bloccato sulle scelte di fondo. A chi si riferisce: Veltroni, Letta, Franceschini? Quello che è accaduto con la vicenda Lusi nell’ex Margherita la dice lunga. Nel Pd c’è un partito dell’inciucio che ha votato nel segreto per la responsabilità civile dei magistrati e ha salvato Tedesco. Bersani rischia di fare pure la fine della moglie cornuta. A furia di rincorrere Casini e il Terzo polo. Io non ho pregiudizi contro il Terzo polo, prendo atto però che punta a fare l’ago della bilancia di un nuovo sistema, come il Psi di Craxi nella Prima Repubblica. Il Pd s’illude di inseguirlo, ma rimarrà a mani vuote. Tradito. Cornuto, appunto. Sempre se ci sarà l’Idv nel prossimo Parlamento. Un inciucio a due o a tre potrebbe portare a uno sbarramento elettorale contro voi, la Lega, Sel... Temo un accordo oscuro che vada in questa direzione, lo ammetto. Perciò ho rifiutato l’invito del Pdl. Io non partecipo a incontri riservati, al chiuso di un albergo o in un sottoscala. Voglio trasparenza, voglio una discussione pubblica prima nella commissione Affari costituzionali poi in Parlamento. Lo so io perché si stanno vedendo senza farsi sentire. Perché? Ognuno vuole farsi una legge in base alle sue convenienze. Poi arriva il pacchetto già pronto e la sorpresa per metterci ai margini può spuntare in aula, con un emendamento. Ricordo che sulla legge elettorale il voto è segreto. L’ideale per il partito dell’inciucio. A quel punto? Se faranno lo sbarramento, non credo sarà del 10 %. In ogni caso noi ci stiamo ... Leggi tutto ...

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