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Un patto scellerato con la complicità del Pd

L’Italia dei Valori non partecipa al voto con cui, oggi alla Camera, i partiti della cosiddetta maggioranza si stanno spartendo i posti all’interno dell’Agcom, l’agenzia che dovrebbe controllare le comunicazioni. Quando vengono fatte delle porcate, noi preferiamo stare alla larga.
Ancora un volta i controllati si stanno scegliendo i controllori.

E’ uno scempio che non si verifica in nessun altro Stato di diritto. Al danno si è aggiunta anche la beffa. Ci avevano detto che tutti avrebbero potuto candidarsi e presentare dei curricula. I curricula sono arrivati davvero, ma sono stati usati come carta da cesso. I nomi erano già stati scelti prima ancora di leggerli, secondo la solita logica spartitoria e lottizzatoria.

La cosa che ci fa più male è la condiscendenza o connivenza del Pd. La giustificazione che viene addotta dai suoi dirigenti, cioè l’aver indicato nomi di qualità, non ha alcun valore. Il problema è nel metodo, non nella qualità del nome indicato. Accettando questo metodo e partecipando alla spartizione, sia pure con nomi di valore, il Pd ha legittimato anche le scelte del Pdl. Così, nell’autorità che dovrebbe controllare le telecomunicazioni avremo gente come Martusciello e come uno strettissimo collaboratore di Tajani.

Noi abbiamo scelto di non partecipare al voto e di organizzare una conferenza stampa con esponenti della società civile, dell’associazionismo e con quei politici che condividono il nostro sdegno di fronte a questo metodo scellerato, come Arturo Parisi, Nichi Vendola, il radicale Marco Beltrandi, il portavoce di Art. 21 Beppe Giulietti. E’ l’unica forma di protesta che abbiamo a disposizione per fare sapere all’opinione pubblica cosa si sta perpetrando e quanto noi siamo estranei e contrari a questo patto indecente. Non ci fermeremo qui. Domani impugneremo le nomine di fronte al Tribunale amministrativo e ci auguriamo che il giudice amministrativo proceda a sospenderle e invalidarle.

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Antonio Di Pietro | Promuovi anche tu la tua Pagina