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Il lupo perde il pelo ma non il vizio

silvio berlusconi stanco Il lupo perde il pelo ma non il vizio

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. Ieri abbiamo assistito all’ennesima sceneggiata dei soldatini del Pdl che, come al solito, hanno obbedito alla chiamata del loro padrone in spregio alle regole e agli organi democratici. Li abbiamo già visti all’opera in questi anni con i vari tentativi di varare leggi ad uso e consumo dei soliti noti, incuranti delle condizioni economiche e sociali dell’Italia e del collasso del sistema.

Si rassegnino: abbiamo già chiesto ai cittadini, attraverso un referendum, se Berlusconi dovesse continuare o meno a godere del legittimo impedimento, una delle tante leggi ad personam a firma Pdl, e la risposta è stata chiara.

Oggi tutta la nostra solidarietà va ai magistrati di Milano e a tutti quei giudici che fanno il loro dovere fino in fondo, senza guardare in faccia nessuno, rispondendo solo al dettato costituzionale.

Attaccare uno dei tre poteri che stanno a capo della Costituzione, cercando di limitarne l’azione, è un vero e proprio attentato alla democrazia non degno di un paese civile. Purtroppo è un triste déjà vu, niente di nuovo sotto il sole. Infatti, le immagini di ieri, davanti al Palazzo di giustizia di Milano, confermano il disprezzo dei parlamentari Pdl per le regole e per la Carta.

A questo punto diventa sempre più impellente quello che l’Italia dei Valori propone da anni: una legge realmente efficace che non permetta ai condannati anche in primo grado di essere candidati, e agli indagati per reati gravi di ricoprire incarichi di governo. Infatti, la legge varata dal governo Monti ha previsto la non candidabilità delle persone condannate in via definitiva con pena superiore ai due anni di carcere: ora non credo sia giusto che una persona condannata non ancora in via definitiva, per reati come l’omicidio, la rapina o la strage di Stato, possa andare in Parlamento.

In secondo luogo, per la maggior parte dei reati, come per esempio quelli contro la pubblica amministrazione, o per reati di corruzione, falso in bilancio ed evasione fiscale, tra rito abbreviato, attenuanti generiche, attenuanti specifiche e sconti di pena, non si arriva quasi mai a due anni.

Inoltre, per fare in modo che le elezioni si giochino ad armi pari, è necessario applicare la legge 361 del 1957 che, come sottolineato dall’appello lanciato da Micromega, sancisce già oggi l’ineleggibilità al Parlamento dell’onorevole Silvio Berlusconi, in quanto “concessionario dello Stato” in relazione all’attività televisiva di Mediaset. Noi ci batteremo, anche fuori dal Parlamento, affinché cambino le regole. Continueremo ad essere i partigiani della Costituzione e a difendere la magistratura. Sono le regole basilari di uno Stato di diritto.

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Se Berlusconi droga da anni la democrazia…

Se i magistrati di Napoli disporranno il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per aver pagato, a suon di milioni, il senatore De Gregorio, con l'obiettivo di far cadere il governo democraticamente eletto di Romano Prodi, ci troveremo di fronte alla vicenda più grave dell'intera storia politica repubblicana. Come uomo e come leader politico sono convinto che, in questi due decenni, il Parlamento repubblicano sia stato più volte trasformato da Berlusconi in un osceno mercato delle vacche, con i voti in vendita in cambio di soldi, di poltrone e poltroncine, di posti sicuri nelle liste elettorali. L'ho detto e denunciato sia pubblicamente che nelle procure della Repubblica più volte. Ma quel che conta non è la mia parola: è la decisione che prenderà la magistratura inquirente, e io mi auguro che questa decisione sia presa il prima possibile, perché non è un fattore secondario nelle scelte che dovranno essere fatte nelle prossime settimane. Se Berlusconi verrà rinviato a giudizio vorrà dire che non un singolo leader ma un intero partito, la cui storia non è scindibile da quella del suo capo e fondatore, droga da anni il corretto funzionamento della democrazia parlamentare e ha deviato il corso della storia italiana con metodi illegali, immorali e politicamente inaccettabili per qualsiasi persona onesta. Per mesi e anni abbiamo sentito i sapienti soloni della politica e di una parte della stampa denunciare la minaccia per la democrazia costituita da un non meglio precisato “populismo”. Balle. Il male che da vent'anni mina la democrazia italiana è costituito da un leader e da un partito che fanno la lotta politica con metodi sleali, scorretti e illegali. Metodi del tutto estranei alla logica democratica. Altro che populismo! Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto, inutilmente, che contro questa vergogna venissero prese misure drastiche. Avevamo invocato inutilmente l'intervento delle massime istituzioni. Avevamo proposto misure draconiane contro la piaga del voto di scambio. Ma nessuno ha fermato Berlusconi nella sua opera di avvelenamento metodico del sistema politico italiano. Io mi auguro che anche i più sordi, stavolta, abbiano capito che è ora di dire ... Leggi tutto ...

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‘Sistema Lombardia’, MPS, Finmeccanica: Tangentopoli non è mai finita

Oltre vent’anni sono passati da Tangentopoli e nulla è cambiato nel rapporto tra politica e malaffare, tranne la moneta. Ieri i cittadini lanciavano le lire contro Craxi e oggi centesimi di euro contro l’ex presidente del Monte dei Paschi di Siena, Mussari. La verità è che Tangentopoli non è mai finita e che quel rapporto perverso tra istituzioni, imprese e corruzione non è mai stato spezzato, anzi il sistema della mazzetta si è ingegnerizzato, non ha colore e coinvolge la maggior parte dei partiti. Il danno più grosso viene fatto agli italiani onesti, a coloro che pagano le tasse e che si son visti prelevare dalle tasche i soldi dell’Imu per sanare una crisi alimentata, soprattutto in Italia, dalla corruzione. Insomma, il ceto medio basso è stato dissanguato, mentre i corruttori, i tangentari, gli evasori e quei politici ladri hanno continuato ad agire indisturbati. Vale per Mps, come per Finmeccanica. Vale per il sistema Lombardia, come per gli scandali in Puglia. In questo panorama marcio Berlusconi è una garanzia di continuità: c’azzeccava con il sistema della corruzione di vent’anni fa come c’azzecca con quello di oggi. Quando difende quel sistema, che ha tanto contribuito a costruire, si rende colpevole di un vero e proprio sabotaggio ai danni delle nostre finanze. E’ come se svaligiasse con le sue mani gli italiani. Però tutti quelli che pochi mesi fa hanno votato la vergognosa legge aiuta-ladri di Monti, vale a dire Pd, Pdl, Lega e Udc, sono suoi complici nel rapinare i cittadini e gli imprenditori per bene. E non è certo un caso che non abbiano voluto ripristinare il reato di falso in bilancio e che abbiano invece eliminato quello di concussione per induzione, reato tipico della pubblica amministrazione. Se la nostra economia fosse liberata dalla camicia di forza della speculazione, della corruzione e dei politici complici riprenderebbe a respirare e si potrebbe allora partire da un nuovo patto tra i lavoratori e gli imprenditori onesti. Sarebbe una rivoluzione non solo civile ma anche economica, culturale e sociale. E per riuscirci c’è bisogno che i cittadini diano forza con il loro ... Leggi tutto ...

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Silvio, rappresentante di mascalzoni e furbi

Impunità per i parlamentari, per i corrotti, per gli evasori fiscali, per i palazzinari: ogni giorno che passa Silvio Berlusconi si presenta come la rappresentanza politica dei mascalzoni e dei furbi che campano fregando gli altri. È gravissimo che un leader politico possa promettere condoni e impunità per gli evasori fiscali, esaltare le tangenti, trattare i malfattori come eroi e i magistrati come delinquenti. Quello di Berlusconi è un invito a delinquere e lo è ancora di più in giornate come queste, segnate da uno scandalo dopo l’altro. Quando le iscrizioni nel registro degli indagati, gli arresti e le condanne arrivano a ripetizione, ogni giorno, non ci vanno di mezzo solo i corrotti ma affonda tutta l’economia del Paese. Chi invece di dichiarare una guerra senza quartiere alla corruzione, l’assolve, l’aiuta e la sostiene, non si rende colpevole solo di fronte alla morale e al senso della giustizia, ma anche di fronte alle sorti dell’economia italiana. Senza la corruzione arriverebbero gli investimenti esteri. Senza l’economia illegale e l’evasione fiscale i poveracci non dovrebbero tirare l’anima con i denti per ripianare la voragine creata nei conti pubblici dai furbi e dai disonesti. Noi dell’Italia dei Valori lo abbiamo gridato per cinque anni, ogni santo giorno, in Parlamento e nelle piazze. Abbiamo denunciato tutto il marciume che sta venendo fuori in questi giorni, dall’Mps a Finmeccanica. Ci hanno trattato da populisti. Adesso si scopre che ci insultavano solo perché non volevano ascoltare, non volevano vedere, non volevano sapere. Ci sono due culture mortali che stanno ammazzando l’Italia. Una è quella dell’illegalità che da vent’anni diffonde Berlusconi. Quella che esorta i ladri a rubare perché tanto non pagheranno mai e considera chi non truffa, non evade, non corrompe e non si fa corrompere, come un povero fesso da compatire. L’altra è quella dei tanti Ponzio Pilato che, come Mario Monti, stanno a guardare senza muovere un dito. Ne sa qualcosa Antonio Ingroia, attaccato e criticato duramente solo perché cercava la verità sugli intrecci tra mafia e politica. Con Ingroia e con gli italiani perbene che si sono ... Leggi tutto ...

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Un morbo di nome Corruzione

In un solo giorno le procure e i tribunali di diverse città hanno passato ai raggi x il sistema di potere costruito in due decenni da Silvio Berlusconi. In un solo giorno, tutti hanno potuto vedere qual è la malattia mortale che sta divorando la nostra società. Questo morbo ha un nome: corruzione. Non potrà essere curato fino a che al governo non ci saranno chirurghi impietosi, pronti a tagliare tutto quel che deve essere tagliato per debellare il male. L’ad di Finmeccanica Giuseppe Orsi, piazzato dalla Lega e tenuto lì da Monti, è accusato di aver sostituito la politica industriale con le tangenti. Infatti, voleva dar via i principali asset, come Ansaldo Energia, e venderli addirittura ai diretti concorrenti tedeschi o coreani. Tanto la politica industriale si fa con le mazzette, mica con il lavoro e con strategie adeguate. L’ex governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, è indagato per un reato enorme come l’associazione per delinquere, accusato di essersi venduto appalti in cambio di milioni di euro e di favori di ogni tipo. L’ex ministro ed ex viceré della Puglia, Raffaele Fitto, è stato condannato in primo grado a quattro anni sempre per aver venduto appalti in cambio di tangenti. Ecco qual è la prima fonte della tragedia italiana. La crisi mondiale, da noi, è stata pioggia sul bagnato: qui le cose andavano già malissimo e la nostra economia era già immobile proprio per colpa della corruzione. Certo, la colpa è di Silvio Berlusconi. Ma non solo sua. Lui è stato il massimo artefice di questo sistema, ci ha costruito sopra il suo impero e lo ha difeso con leggi ad personam varate da lui stesso, ma chi, come Ponzio Pilato, se ne è lavato le mani, ha guardato da un’altra parte e non è intervenuto quando poteva, è complice. Dov’era Mario Monti quando noi dell’Italia dei Valori denunciavamo in Parlamento il caso Mps? Perché non ha risposto? Dov’era quando lo interrogavamo con tantissimi atti ispettivi sul verminaio insediato ai vertici di Finmeccanica per compiacere la Lega? Perché non è intervenuto e non ha reclamato le dimissioni di Giuseppe Orsi? Perché non lo ... Leggi tutto ...

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