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Digressione

Corruzione: noi sappiamo come combatterla

La prescrizione è una grandissima ingiustizia per tutti: per i colpevoli che se la scampano e anche per gli innocenti che non vedono riconosciuta la loro innocenza. La prescrizione è ingiusta due volte, anche perché crea un abisso tra chi può permettersi grandi avvocati, che sanno come menar il can per l’aia fino a che non si superano i termini della prescrizione, e i poveracci, di solito colpevoli di reati molto meno gravi, che non possono permettersi un principe del foro e vanno dritti in galera.

L’Italia ha il primato di questa ingiustizia. Solo l’anno scorso, come ha reso noto stamattina, nella sua relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, il presidente della Corte d’Appello di Milano Giovanni Canzio, sono stati cancellati 130mila processi.

Disastri simili non succedono solo per caso. Il sistema è tanto inefficiente, e rende i processi così lunghi, perché qualcuno ha tutto l’interesse a renderlo o a mantenerlo tale. Se la prescrizione arriva così presto, quindi, è perché c’è chi aveva bisogno della prescrizione breve per salvarsi dalle condanne che altrimenti lo avrebbero colpito.

Quando si parla di questo ‘qualcuno’ tutti pensano a Silvio Berlusconi. E fanno bene, perché lui, entrato in politica solo per evitare la prigione, è stato il primo a utilizzare le istituzioni per rendere lunghi i processi e breve la prescrizione. Ma a creare e ad approfittare di questa situazione non è stato solo Berlusconi: se in Italia non c’è più giustizia, sono in tanti ad averne la colpa.

Il governo Monti e i partiti che lo sostenevano hanno avuto un anno di tempo per sanare questo vulnus. Nemmeno possono inventarsi di essere stati troppo impegnati su altri fronti, perché una legge sulla corruzione l’hanno fatta, ma è venuta fuori un provvedimento che aiuta i corrotti invece di combatterli.

Noi dell’Italia dei Valori ci siamo sgolati, dentro e fuori le aule parlamentari, per dire che una legge anticorruzione così era meglio non farla proprio, perché occorreva riallungare i tempi della prescrizione e reinserire il reato di falso in bilancio. A parole tutti ci hanno dato ragione, poi, nei fatti, hanno approvato una legge pro-corruzione (togliendo il reato di concussione per induzione).

Ora, in campagna elettorale, i partiti promettono che al prossimo giro faranno davvero una riforma anti-corruzione. Figuratevi che Bersani si è persino ricordato del falso in bilancio! Ma, passata la paura elettorale, faranno esattamente come nel 2012: niente quando va bene e danno quando va male. Far funzionare la giustizia, in Italia, è una cosa rivoluzionaria. C’è un solo modo per fare una simile Rivoluzione Civile: smettere di votare chi ha creato e difeso questa situazione e dare forza alla Lista Ingroia, dove ci sono solo persone che la corruzione hanno dimostrato di saperla e volerla combattere non con le parole ma con i fatti.

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I vent’anni che stravolsero l’Italia

Questi vent’anni di berlusconismo hanno stravolto i connotati dell’Italia. La questione morale si è propagata pesantemente in tutti i campi, dall’economia al sociale. Così, lentamente e goccia a goccia, il Signor Berlusconi e la sua corte sono riusciti a trasformare il Paese più ricco al mondo per tradizione, cultura, arte e storia nel ‘Paese dei balocchi’ dove le veline, i tronisti e i soliti furbetti del quartierino sono diventati protagonisti. Ora, all’improvviso, uno dei principali artefici di tutto ciò vorrebbe farci credere che ha deciso di cambiare strada, ma sappiamo che è l’ennesima farsa. Infatti, se davvero volesse ripulire il suo partito, Berlusconi dovrebbe scendere subito dal treno, visto che ancora non è stato condannato solo perché si è scritto leggi ad personam, ha eliminato il reato di falso in bilancio ed ha inserito nei vari provvedimenti norme volte a salvaguardare, solo ed esclusivamente, gli interessi suoi e dei suoi sodali. Ha calpestato tutte le regole, ha riempito le Aule parlamentari di persone impresentabili e, oggi, si vanta, addirittura, di aver ripulito le liste del Pdl. L’ennesima bugia! Chi è, infatti, il capolista del Pdl per il Senato in tutte le Regioni se non l’indagatissimo, e il più volte rinviato a giudizio, Silvio Berlusconi? Chissà perché poi il problema si pone solo per Cosentino e Dell’Utri e non per Verdini e Fitto. Da quando in qua ci sono gli indagati di serie A e quelli di serie B? La verità è chiara: Berlusconi sta cercando, per l’ennesima volta, di ingannare gli italiani buttando fuori, con gran fracasso e a reti unificate, un paio di persone ma riportando in Parlamento un plotone di impresentabili, a partire da se stesso. Per ottenere liste davvero pulite, e non le solite prese in giro e i giochini da gattopardi, c’è una sola strada da seguire ed è quella che noi dell’Italia dei Valori abbiamo indicato invano per mesi a Monti: una legge uguale per tutti che imponga ai condannati, anche in primo grado, e agli indagati per reati gravi di non candidarsi. Proporre e fare approvare una legge del genere, che metta davvero i corrotti fuori dalle istituzioni repubblicane, sarà uno dei ... Leggi tutto ...

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Il governo degli ipocriti

Questo non è il governo dei tecnici. E’ il governo degli ipocriti. Ipocritamente hanno chiamato anticorruzione un ddl che, invece di combatterla, agevola la corruzione. Ipocritamente raccontano che con questa legge di stabilità il 99% dei cittadini otterrà dei benefici, quando invece sarà proprio la povera gente a uscirne ancora più povera. Ipocritamente si vantano di aver salvato l’Italia, quando la stanno ammazzando con le tasse. Hanno ridotto il Paese in condizioni persino peggiori di quelle che c’erano quando sono arrivati loro. Ma se il governo è ipocrita e arrogante la maggioranza che lo appoggia è altrettanto ipocrita, ed è pavida. Dicono di non approvare questi provvedimenti fiscali, dicono che sono inaccettabili. Ma allora non li votassero! Non si può continuare a prendere le distanze a parole e poi chinare la testa e approvare tutto nella pratica. Stesso discorso per la legge sulla corruzione. Solo noi dell’Italia dei Valori, dopo aver indicato sin dall’inizio i suoi immensi difetti, siamo stati coerenti e l'abbiamo bocciata in Aula. Allora io faccio al governo un appello preciso. Avete fatto tanti decreti legge: fatene un altro per combattere la corruzione sul serio. Metteteci dentro il ripristino del falso in bilancio e della concussione per induzione, inserite l’autoriciclaggio, eliminate i limiti di prescrizione. E se qualcuno non ve lo vota si prenderà le sue responsabilità di fronte al Paese. E faccio un appello anche ai partiti che criticano giustamente questa ennesima manovra. Abbiate coraggio. Non la votate.

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Cara Severino, sulla corruzione non prenda in giro gli italiani

La corruzione non si combatte con le bugie Per rispondere alle critiche che io ho mosso alla sua legge sulla corruzione, il ministro Severino cerca di cavarsela dicendo che ho ‘ispirazioni politiche’  Se c’è qualcuno che fa politica è proprio il ministro. Ha fatto una pessima legge, perché doveva obbedire ai condizionamenti politici e per difenderla adesso si arrampica sugli specchi, proprio come un politicante. Qui l' ”ispirazione politica” non c'entra niente, tant'è vero che fino all'ultimo noi dell'Italia dei Valori abbiamo sperato che la legge desse almeno un segnale positivo in modo da poterla votare. Qui c'entra solo l'effetto concreto che queste norme avranno. Non è mica colpa mia se quell'effetto, come oggi dicono tutti gli operatori della giustizia, compreso il CSM, sarà controproducente. E' vero o non è vero che in moltissimi casi, grazie alle nuove norme sulla concussione per induzione, scatterà la prescrizione? Lo stesso ministro dice che si occuperà di riparare al danno con un'altra legge futura, ma allora perché ha insistito con questa? Bisogna avere una concezione del ‘governare bene’ molto strana per fare leggi sbagliate, promettendo di farne altre in seguito per riparare al disastro, invece di fermarsi in tempo. E' vero o non è vero che il traffico di influenze non è considerato quando il compenso non viene elargito in denaro ma con una nomina o una candidatura? Scusi ministro, ma a casa sua questo come si chiama se non traffico di influenze? E ancora: è vero o non è vero che alle prossime elezioni i condannati, nonostante la legge, potranno candidarsi tutti? E' vero o non è vero che senza i reati di falso in bilancio e autoriciclaggio la lotta alla corruzione proprio non si può fare? Il bello è che anche qui il ministro riconosce che quelle fattispecie di reato sono necessarie. Si giustifica per non averle inserite nel ddl dicendo che, altrimenti, sarebbe stato improprio e si sarebbe rallentata l'approvazione del testo. Come se una persona andasse dall'ortolano, prendesse tutta la frutta marcia, lasciando quella buona per paura di riempire ... Leggi tutto ...

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Questa legge salva i corrotti

Il giorno dopo l’approvazione in Senato del ddl anti-corruzione assistiamo al festival dell’ipocrisia. Tutti dimenticano o fanno finta di non sapere che solo l’Italia dei Valori ha votato contro questo provvedimento. Noi, infatti, abbiamo denunciato da subito che si trattava di un passo indietro nella lotta alla corruzione e non di un passo in avanti. Sono più che giustificate le critiche severe che il Csm e la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, hanno mosso a questa legge. Avevamo ragione noi dell’Italia dei Valori nel dire che il ddl facilita la vita ai corrotti facendo finta di combatterli. Non è insufficiente, ma è dannoso. Hanno, invece, torto marcio gli scodinzolanti giornali di regime, quasi tutti, che fingono di credere alla serietà di questo provvedimento. Purtroppo hanno torto anche quelli, pochi, che criticano il contenuto della legge ma dicono anche che almeno è un segnale simbolico e politico positivo. Lo speravamo anche noi ma non è così. E’ un segnale opposto. Dice ai politici malfattori di andare avanti, perché tanto alla fine riusciranno a sfangarsela come sempre. Da mesi l’IdV e io personalmente ripetiamo che la depenalizzazione della concussione per induzione non è solo un regalo enorme ai concussori di domani, ma anche a quelli di ieri. Con la retroattività, questa legge renderà inevitabile una massa di prescrizioni. Infatti tra i processi in attesa di sentenza definitiva in Cassazione quasi metà andrà prescritta. Ho già detto mille volte che nel testo mancano le voci davvero fondamentali per combattere la corruzione, come il ripristino del falso in bilancio o l’introduzione dell’autoriciclaggio. Ma anche quello che sembra esserci è una beffa e uno specchietto per le allodole. Il traffico di influenze c’è, ma con una pena prevista tale da impedire le intercettazioni telefoniche. Come giustamente dice Piercamillo Davigo, ‘li scopriremo solo se ce lo verranno a raccontare’. Inoltre c’è reato solo se la transazione viene pagata in denaro. Se invece il favore viene ripagato con un incarico o una candidatura no. L’incandidabilità per i condannati c’è, però per finta. Serve solo a ingannare i cittadini facendogli credere che qualcosa è stato fatto. Il politico condannato per molte fattispecie ... Leggi tutto ...

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Perchè non voteremo la fiducia al DDL sulla corruzione

L’Italia dei Valori non voterà la fiducia chiesta dal governo sul ddl anticorruzione. Io stesso avevo detto, nei mesi scorsi, che anche un piccolo passo nella direzione giusta è meglio che niente, e che persino un pannicello caldo, che ai corrotti e ai corruttori poteva fare solo il solletico, sarebbe stato comunque un segnale. Però se il passo è nella direzione sbagliata, se va all’indietro invece che avanti, se rende ai corrotti la vita non un pochino più difficile, ma molto più facile, allora proprio non ci possiamo stare. Il ddl è anticorruzione di nome ma pro-corruzione di fatto. Rappresenta un salto indietro di 80 anni, perché torna al codice Rocco e così annulla anche le modifiche positive che erano state apportate nel 1990. In compenso non annulla per niente quello che, invece, andava cancellato: le riforme fatte da Berlusconi per salvare se stesso, nonostante volessero dire impunità per centinaia di altri mascalzoni. Non è stato ripristinato il reato di falso in bilancio, non sono stati allungati i tempi della prescrizione, però è stata rimaneggiata la fattispecie di reato sulla concussione per induzione, cioè l’unica che conti per i politici e per gli amministratori, in modo da rendere più lieve la pena e ancora più facile la prescrizione. Il ministro Severino ha affermato nei giorni scorsi cose sacrosante sul fatto che siamo di fronte a una nuova Tangentopoli e che la situazione è di una gravità inaudita. Ma allora perché predica bene e razzola male? Perché non fa una legge davvero efficace contro la corruzione? E sopratutto perché ha bisogno di rimandare a un decreto legislativo successivo la non candidabilità dei condannati, quando poteva inserire la norma direttamente nel ddl anticorruzione? Probabilmente perché tra il dire e il fare c'è di mezzo il solito accordicchio.

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Milano da bere, Milano da dissanguare.

Dopo la Milano da bere e questa Milano da dissanguare, io mi auguro che arrivi il momento della Milano da vivere onestamente, senza corruzione e senza criminalità organizzata. E’ questo che chiedono i suoi abitanti. Si tratta di una richiesta che sento crescere sempre di più, come alla vigilia di Mani pulite. Spero che arrivi presto, prestissimo, questa nuova Mani pulite a risvegliare le coscienze e anche le speranze di tanti. Perché se è vero come è vero che in questi decenni Milano è stata ai primi posti per la corruzione, è anche vero che si è distinta per capacità di riscossa e di riscatto morale. Oggi le cose sono ancora più difficili di quanto non fossero vent’anni fa, un po’ perché, visto che dopo Mani pulite non è stato fatto niente, si sono diffuse molto più di prima delusione e rassegnazione. E un po’ perché la corruzione, al contrario dello Stato, non è stata per niente ferma. E’ cambiata, si è modernizzata, si è ingegnerizzata. Adesso i politici non si fanno più dare soldi dai privati. Li prendono direttamente dalle casse pubbliche, con le spalle coperte dalle leggi pro-corruzione che si sono fatti apposta. Oggi i politici non usano più la criminalità organizzata quando gli serve, sono i boss che usano i politici e si lamentano pure, come abbiamo sentito in qualche intercettazione, perché persino a loro molti amministratori pubblici sembrano troppo disonesti. In tutta Italia, ma a partire proprio da Milano e dalla Lombardia, la politica dovrebbe saper lanciare quel segnale di rilancio etico che i cittadini onesti aspettano da troppo tempo. Dovrebbe dimostrare che non tutti i politici sono uguali, che esistono ancora quelli che vogliono una Milano e un’Italia pulita. Ci sono tanti consiglieri regionali perbene, ma è vero anche che in tutti i partiti si sono infiltrati ladroni e mele marce. Tocca alla politica dare un segnale! Oggi, il nostro consigliere lombardo Gabriele Sola si è dimesso, prima di superare il traguardo di metà legislatura dopo il quale avrebbe usufruito del vitalizio. Tra pochi giorni, infatti, se non avranno uno scatto di dignità e non faranno come Gabriele Sola, gli altri consiglieri ... Leggi tutto ...

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Contro i corrotti bisogna raddrizzare la rotta

20121007-152530.jpgCome nelle peggiori tradizioni dei governicchi e dei politicanti, la legge sulla corruzione peggiora di giorno in giorno, anzi di ora in ora. Ieri ancora la si poteva mandare giù, con un po' di sforzo, perché almeno era un segnale positivo. Domani, per un partito serio e che vuole davvero combattere la corruzione come il nostro, anche questo potrebbe risultare impossibile. Una legge che non prevede l'autoriciclaggio, il ripristino del falso in bilancio e un intervento drastico sulla prescrizione parte già col piede sbagliato. Noi lo diciamo da anni, una legge così, infatti, pretende di costruire una casa nuova e solida tenendosi le fondamenta marce messe da chi quella casa, cioè l'edificio della giustizia, voleva abbatterlo. E come si fa, signora ministro Severino? Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto e proposto in tutti i modi di inserire queste norme, ma nessuno ci ha dato retta, sennò Berlusconi si offendeva e magari faceva pure cadere il governo. La derubricazione a reato minore della concussione per induzione, cioè del reato chiave per quanto riguarda la corruzione nella pubblica amministrazione, è un regalo di Natale non solo per i corruttori e i corrotti di domani ma anche per quelli di ieri, che vedranno spalancarsi insperate possibilità di prescrizione. L'idea di affibbiare tre anni di galera a chi ha pagato i funzionari anche se denuncia la malefatta, poi, è da camicia di forza. Vuol dire che nessuno denuncerà più nessuno, per non andarci di mezzo. E' una specie di legge “anti-pentiti” applicata alla corruzione. Gli ultimi ritocchi apportati dal governo non turano nessuna di queste falle ma aggiungono qualche nuovo danno. La corruzione tra privati è prevista solo in caso di querela, mentre è ovvio che una violazione delle norme che regolano la concorrenza deve essere punita comunque. Il traffico di influenze illecite, nella definizione minimalista che ne dà il governo, scatterebbe solo quando un funzionario compie qualche atto contrario ai suoi doveri d'ufficio. E' invece chiaro che il traffico riguarda proprio l'uso scorretto di atti in sé formalmente corretti. Infine non si può pensare di allargare le maglie dei magistrati fuori-ruolo per ... Leggi tutto ...

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