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Essere eletto non mette al riparo dalla giustizia

E’ inutile che i servizievoli sottoposti di Berlusconi continuino a tirare per la giacchetta il Presidente della Repubblica. Quel che deve essere chiaro è che la legge è uguale per tutti e che l’essere stato eletto non mette nessuno al riparo dalla giustizia. Nemmeno Silvio Berlusconi. Questo è l’importante.

Berlusconi ha continuato a fare il Presidente del Consiglio anche quando era sommerso da scandali e rinvii a giudizio che avrebbero spinto alle dimissioni qualunque altro leader politico in tutto il mondo.

Il suo governo è caduto perché non sapeva più che pesci prendere contro la crisi economica, non per i processi.

Anche dopo aver lasciato palazzo Chigi, Berlusconi ha potuto condizionare il governo Monti, in modo che non toccasse nessuna delle leggi che si era fatto a suo uso e consumo. Anzi, è riuscito persino a far peggiorare ulteriormente la situazione in materia di leggi sulla corruzione.

In campagna elettorale i processi e le inchieste non gli hanno impedito di stare ogni minuto in televisione e se non ha potuto occupare ancora di più quegli spazi non è stato per colpa dei magistrati, ma perché avrebbe dovuto avere il dono dell’ubiquità.

Anche adesso niente impedisce a Berlusconi di fare politica, e infatti la fa e briga più che mai per far sì che il disastro del Paese torni a suo vantaggio.

Insomma, Berlusconi fa precisamente quel che non si deve fare e cioè: usa il suo ruolo politico per cercare di evitare i processi, per inventarsi un legittimo impedimento al giorno e addirittura per sollecitare la rivolta contro la magistratura. Non si era mai vista nel mondo l’invasione di un Tribunale da parte di una banda di parlamentari travestiti da descamisados. Non si era mai sentita al mondo una dichiarazione  di guerra contro i giudici, come quella che Berlusconi ha consegnato a Panorama in queste stesse ore.

Tra la magistratura e Berlusconi è molto chiaro chi è che fa il proprio dovere e chi fa il contrario e non c’è interpretazione da azzeccagarbugli che possa cambiare questo dato di fatto. In democrazia la legge è uguale per tutti: è ora che Berlusconi si rassegni e si decida a prenderne atto.

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Se Berlusconi droga da anni la democrazia…

Se i magistrati di Napoli disporranno il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per aver pagato, a suon di milioni, il senatore De Gregorio, con l'obiettivo di far cadere il governo democraticamente eletto di Romano Prodi, ci troveremo di fronte alla vicenda più grave dell'intera storia politica repubblicana. Come uomo e come leader politico sono convinto che, in questi due decenni, il Parlamento repubblicano sia stato più volte trasformato da Berlusconi in un osceno mercato delle vacche, con i voti in vendita in cambio di soldi, di poltrone e poltroncine, di posti sicuri nelle liste elettorali. L'ho detto e denunciato sia pubblicamente che nelle procure della Repubblica più volte. Ma quel che conta non è la mia parola: è la decisione che prenderà la magistratura inquirente, e io mi auguro che questa decisione sia presa il prima possibile, perché non è un fattore secondario nelle scelte che dovranno essere fatte nelle prossime settimane. Se Berlusconi verrà rinviato a giudizio vorrà dire che non un singolo leader ma un intero partito, la cui storia non è scindibile da quella del suo capo e fondatore, droga da anni il corretto funzionamento della democrazia parlamentare e ha deviato il corso della storia italiana con metodi illegali, immorali e politicamente inaccettabili per qualsiasi persona onesta. Per mesi e anni abbiamo sentito i sapienti soloni della politica e di una parte della stampa denunciare la minaccia per la democrazia costituita da un non meglio precisato “populismo”. Balle. Il male che da vent'anni mina la democrazia italiana è costituito da un leader e da un partito che fanno la lotta politica con metodi sleali, scorretti e illegali. Metodi del tutto estranei alla logica democratica. Altro che populismo! Noi dell'Italia dei Valori abbiamo chiesto, inutilmente, che contro questa vergogna venissero prese misure drastiche. Avevamo invocato inutilmente l'intervento delle massime istituzioni. Avevamo proposto misure draconiane contro la piaga del voto di scambio. Ma nessuno ha fermato Berlusconi nella sua opera di avvelenamento metodico del sistema politico italiano. Io mi auguro che anche i più sordi, stavolta, abbiano capito che è ora di dire ... Leggi tutto ...

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