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Il decreto “Fare” censura il lavoro

Tra il dire e il fare questo governo continua solo a vivacchiare. Nel decreto sbandierato ai quattro venti dall’esecutivo Letta non c’è una sola misura volta a creare occupazione, in quanto sono state approvate norme inefficaci sul piano dell’economia reale.  La scelta liberista del Pd, che ha abbandonato qualsiasi contenuto riformista sull’altare dell’inciucio con il Pdl, è confermata dal gradimento del Cavaliere che ha chiesto di andare avanti con le larghe intese. Alla destra fa comodo questo Pd che rinuncia a tutelare i più deboli e a difendere il lavoro. La sinistra è caduta nell’abbraccio mortale di Berlusconi, cancellando dalla sua agenda la priorità della tutela dell’occupazione, una giusta politica sulle pensioni e l’incremento degli ammortizzatori sociali. In Italia la disoccupazione aumenta di giorno in giorno e sta per esplodere una bomba sociale, ma non si fa quasi nulla per porre un freno a quest’emergenza. Il governo Pd-Pdl è sempre più bloccato da veti incrociati e l’unica cosa su cui sono tutti d’accordo è di non toccare Silvio Berlusconi, quindi niente legge sul conflitto d’interessi, niente norma su ineleggibilità del Cavaliere. Il nostro Paese è gravemente malato e avrebbe bisogno di una cura da cavallo, invece l’esecutivo ci propina l’aspirina con il decreto del fare. La realtà è che non si può e non si vuole fare nulla perché si continuano a difendere gli interessi dei banchieri, delle lobby finanziarie e si lasciano le classi sociali più deboli al loro destino. In questo Letta sta dimostrando di saperci fare.

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Berlusconi e Monti ci hanno portato sull’orlo del baratro

Ormai siamo in piena emergenza economica, occorre che governo e maggioranza escano dalla loro immobilità. Non c’è più tempo.  I dati Istat sull’occupazione in Italia sono da capogiro, un bollettino di guerra. Il tasso di disoccupazione, infatti, si attesta al 12,0% ed è il record dal 1977 ag oggi. Non solo: il tasso di disoccupazione giovanile riferito ai 15-24enni ha raggiunto la preoccupante cifra del 40,5%: è il livello più alto da 36 anni. A questi dati allarmanti vanno aggiunti i circa due milioni di cittadini che non sono più iscritti nelle liste di collocamento perché non credono più di trovare un’occupazione. Non solo, ci sono anche 500 mila italiani in cassa integrazione, che non hanno più speranze di tornare nelle loro aziende perché queste stanno chiudendo. A peggiorare il già drammatico quadro della situazione, ci sono i dati Cerved, pubblicati dal Sole24ore, sulla chiusura di aziende e imprese che sono in continuo aumento. Infatti la corsa ai fallimenti, arrivata al nuovo record storico di 3582 unità nel primo trimestre, è quasi raddoppiata toccando quota 6350 unità a fine maggio. Questa pesante crisi è stata aggravata dai governi di questi ultimi anni che hanno pensato solo a tassare le fasce deboli e hanno lasciato intatti i grandi redditi. Per porre un freno a questa situazione drammatica occorrerebbe creare lavoro, recuperando liquidità. Si può fare in tanti modi e noi dell’Italia dei Valori ci siamo sgolati nell’ultima legislatura, chiedendo l’immediata abolizione delle Province, la riduzione del numero dei parlamentari, l’abolizione delle novantamila auto blu e numerosi provvedimenti volti a colpire i grandi patrimoni e non soltanto i poveri Cristi. Abbiamo chiesto anche che si combattesse efficacemente la corruzione e l’evasione fiscale, nonché l’abolizione dell’inutile e costoso programma per l’acquisto degli F35. Si potrebbe incentivare anche il recupero del proventi illeciti della criminalità organizzata che, si stima, rappresentino il 2% del Pil. Abbiamo chiesto queste cose nelle piazze, con i referendum per la riduzione dei costi della politica, e in Parlamento presentendo centinaia disegni di legge, mozioni e interrogazioni, ma i ... Leggi tutto ...

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Non bastavano gli esodati

Non bastavano gli esodati, lasciati senza lavoro e senza pensione da un governo cinico e cialtrone. Tra poco a quell'esercito disperato rischiano di aggiungersi altri 500mila lavoratori. Tanti sono, in Italia, i cassintegrati, una cifra enorme che ha sfondato ogni tetto. La copertura economica ci dovrebbe essere fino a giugno, poi sarà un salto nel buio della miseria e della fame. I ministri del governo Monti, che sono ancora in carica alla faccia della Costituzione, assicurano che il problema sarà certamente risolto in tempo. Tenendo conto di quante volte lo hanno detto degli esodati e di come sono andate le cose fino ad oggi su quel fronte, c'è da toccare ferro. A questo disastro non ci siamo arrivati per malasorte, come fa credere il coretto dell'informazione addomesticata. L'Italia non è vittima di un uragano o di un terremoto, e neppure solo della crisi. E' vittima di politiche sbagliate, perseguite con stupida e cieca ostinazione, anche quando era già chiarissimo dove quelle politiche andavano a parare. La prova di quanto fosse possibile capire che correvamo a rotta di collo verso l'abisso sta in tutte le denunce, le dichiarazioni e in tutti gli atti parlamentari firmati, nell'arco di anni, dall'Italia dei Valori. Andatevele a rivedere, su questo blog o sul sito dell'IdV, e dite voi se le cose non sono andate precisamene come dicevamo noi e come era sin troppo facile prevedere. Sono state politiche sbagliate a provocare la crisi. Sono state politiche ancora più sbagliate a impedire di superarla, come sta riuscendo a fare il presidente Obama, e anzi a renderla molto più grave. Che senso ha, allora, cercare di fare un governo con chi quelle politiche le ha volute e le vorrebbe ancora? A cosa serve un governo se i partiti non hanno la capacità, l'onestà e il coraggio di ammettere di avere sin qui sbagliato e di indicare con precisione quale nuova strada vogliono percorrere? Gli italiani si fiderebbero dei partiti se questi si decidessero ad affrontare a viso aperto questi nodi. Capirebbero che chi pretende di governarli ha capito di cosa deve occuparsi, ... Leggi tutto ...

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Italia 2013: 5 milioni di disoccupati

La fotografia scattata dall’Istat sullo stato dell’occupazione in Italia ci mette davanti a uno scenario drammatico. Nel 2012 il nostro Paese conta oltre 5 milioni di persone tra disoccupati e inattivi. E’ una catastrofe sociale ed economica a cui il governo Berlusconi prima e quello Monti poi non hanno saputo dare risposte adeguate, arrivando addirittura a peggiorare la situazione con le ‘controriforme’ messe in campo. E’ stato facile far pagare il conto della crisi sempre agli stessi: lavoratori dipendenti, artigiani, piccole e medie imprese, imprenditori onesti, pensionati e giovani precari. Insomma, lo stato sociale è stato smantellato, colpo dopo colpo, e la spina dorsale dell’economia italiana è stata ridotta allo stremo, mortificata da politiche miopi e, spesso, disastrose. Politiche che, in questi anni, noi dell’Italia dei Valori, in perfetta solitudine, abbiamo contrastato fuori e dentro il Parlamento. Oggi, insistiamo ribadendo la necessità di adottare alcune fondamentali misure per il rilancio della nostra economia. E’ indispensabile allentare i vincoli finanziari e di bilancio imposti dall’Europa, a partire dal Fiscal Compact, senza rinunciare al rigore e alle riforme strutturali. Proponiamo che le spese fatte per le infrastrutture non vengano conteggiate ai fini della valutazione del deficit dello Stato per poter così coniugare il rigore con le esigenze dello sviluppo. E’ necessario, inoltre, che lo Stato renda esigibili circa 90 miliardi di debito verso le imprese. Il vero dramma dell’Italia è che, oggi, anche aziende che dispongono di commesse finiscono spesso per fallire visto che non vengono pagate. Occorre, infine, defiscalizzare gli oneri sia per le imprese che assumono a tempo indeterminato sia per quelle che investono per modernizzare, a tutti i livelli, la produzione senza delocalizzare. E’ del Paese reale che deve occuparsi la politica ed è ai cittadini che deve delle risposte concrete e immediate. I giochi di Palazzo, ai quali stiamo assistendo ormai da settimane, non fanno altro che aumentare il distacco e la sfiducia degli elettori nei confronti della politica, esasperando una situazione già delicatissima. Solo mettendo in moto un cambiamento radicale sarà possibile ridare dignità alle Istituzioni e voltare pagina, evitando così che il nostro Paese sprofondi nel baratro.

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615 nuovi poveri al giorno

In questi giorni, quando esponenti di partito e giornalisti parlano di politica, sembra quasi che si tratti di un gioco da tavolo, piuttosto che della vita di milioni di persone. Perdono tempo a parlare di cosa potrebbe accadere alla Camera e al Senato se alcuni parlamentari si spostassero di qua o di là, come se fossero pedine di una scacchiera. Ma la politica è un'altra cosa. Non riguarda le peripezie dei parlamentari, bensì la sorte di chi li ha eletti. Sono i dati che ha diffuso oggi Confcommercio a dire di cosa dovrebbe occuparsi la politica e a spiegare perché quello che serve all'Italia è un governo politico nel pieno dei suoi poteri e non il solito pastrocchio, come il disastroso governo Monti. In Italia, negli ultimi anni, ci sono stati 615 nuovi poveri ogni giorno, e lo ripeto perché non è un errore di stampa: ogni giorno, non ogni mese o anno. Di qui a pochi mesi gli “assolutamente poveri”, cioè quelli che proprio non sanno come tirare a campare, diventeranno oltre 4 milioni e non c'è nessun segnale di speranza, dal momento che le previsioni, sugli altri fronti, sono tutte nerissime: più debito pubblico, più disoccupazione, più recessione e altre 90mila aziende chiuse solo nel settore del commercio, dunque senza contare le piccole e medie imprese. Nei prossimi mesi, oltretutto, per centinaia di migliaia di lavoratori terminerà la cassa integrazione e così si ritroveranno, oltre che senza un’occupazione, anche senza ammortizzatori sociali. Affrontare questa tragedia sociale, che è stata creata dai governi Berlusconi e Monti e da un'Europa accecata dalla fede nell'onnipotenza della finanza e delle banche, non è un problema ‘tecnico’, né tantomeno ‘istituzionale’, ‘di scopo’ e così via. E' un nodo politico che solo un governo politico, nel pieno delle sue funzioni e della sua legittimità, può sperare di sciogliere. Se, come chiedevamo noi dell'Italia dei Valori, alle elezioni di febbraio si fosse presentata una chiara coalizione di centrosinistra, con un programma politico preciso e in discontinuità con il passato, oggi quel governo ci sarebbe e potremmo ... Leggi tutto ...

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Tanti sacrifici per cosa, signor Monti?

 I dati sulla disoccupazione sono peggio del previsto. Le stime dicevano che il tasso di disoccupazione in Italia avrebbe superato l'11% l'anno prossimo. Invece, già a ottobre, è all'11,1%: i disoccupati ufficiali sono 2 milioni e 870mila. Senza tenere conto di quelli che un’occupazione nemmeno la cercano più o di chi lavora solo poche ore ogni settimana. Vuol dire che tra settembre e ottobre, nel giro di un solo mese (quattro settimane, 31 giorni) sono rimaste inoccupate altre 100mila persone e, da un anno all'altro, si sono ritrovati in mezzo a una strada 644mila cittadini. Va male per tutti, ma per i giovani va molto peggio, visto che il 36,5% di loro è disoccupato. Roba da grande depressione degli anni '30. Anche perché, tra quelli che lavorano, sono sempre di più i cassintegrati: per Capodanno avremo superato il miliardo di ore di cig in un anno. Un altro record. L'Italia di Monti è un Paese da Guinness dei primati negativi. Tra coloro che lavorano oggi, moltissimi non sanno se avranno un impiego anche domani. Smettiamola di prenderci per i fondelli: con questo governo il precariato non è l'eccezione, ma la norma. Nei primi sei mesi di quest'anno tra i nuovi assunti poco più del 17% ha un contratto a tempo indeterminato. Oggi i dipendenti a termine sono quasi 2 milioni e mezzo, a questi bisogna aggiungere altri 430mila “collaboratori”. Alla fine i precari rasentano i 3 milioni. Siamo di fronte a una tragedia sociale con pochissimi precedenti. Ma la cosa peggiore è che, in cambio di tutta questa sofferenza, i conti pubblici restano in rosso. Infatti, proprio come la disoccupazione il debito pubblico ha raggiunto al suo massimo storico. La fiducia dei consumatori, invece, è al minimo storico, e la produzione peggiora di mese in mese: in un anno è precipitata da -0,7% a -2,3%. L'Italia dei Valori ritiene che il professor Monti abbia il dovere di spiegare al Paese cosa sta facendo, deve dire perché in cambio di tanti sacrifici i cittadini non vedono nessun risultato, se non nelle favole che lui racconta quando ... Leggi tutto ...

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Digressione

Un governo di ragionieri (con tutto il rispetto per i ragionieri)

Mario Monti è uno di quei professori severi con gli altri e molto indulgenti con se stessi. Ieri si è promosso da solo a pieni voti e ha raccontato che, grazie al suo governo, l'Italia è uscita dalla crisi. O mente o delira, e tra le due non si sa quale sia peggio. Un anno di cura Monti non ha guarito l'Italia. L'ha quasi ammazzata. Ma lasciamo che parlino le cifre, che a un tecnico come lui dovrebbero piacere e, chissà perché, invece non le cita mai. Il debito pubblico è arrivato al massimo storico di 1995 miliardi di euro. Solo nell'ultimo mese è salito di 19,51 miliardi. Da quando c'è Monti, addirittura, di 80,75 miliardi: 252,34 milioni di euro al giorno. Significa che Monti non ha fatto meglio ma persino peggio di Berlusconi. Nell'anno precedente, infatti, il debito era cresciuto di 44,52 miliardi di euro: 121,97 milioni al giorno. Circa la metà di quel che ha combinato il professore. Quando il governo tecnico si è insediato l'Italia era in conclamata recessione e il Pil aveva registrato, per il 2011, un -0,7%. Ora, mentre Monti afferma che siamo fuori dalla crisi, il Pil sta molto peggio, vale a dire a -2,4%, e il debito ammonta al 126,26% del Pil medesimo. Un disastro. Anche la disoccupazione ha raggiunto il massimo storico, con un tasso del 10,9% che, secondo tutte le stime, peggiorerà ulteriormente nei prossimi mesi. Rispetto ai tempi duri, prima che arrivassero i professori con le loro cure, i disoccupati sono aumentati del 2%. E' un quadro catastrofico, ma tra i giovani la situazione è peggiore: uno su tre non ha lavoro. E, grazie al ministro Fornero, l’aumento è addirittura del 4,5% in più di giovani disoccupati. Parliamo, naturalmente, di disoccupati ‘ufficiali’. Se si tiene conto di quelli che il lavoro nemmeno lo cercano più e di quelli che lavorano sì, ma solo qualche giorno al mese, le cifre salgono parecchio. Al momento le ore di cassa integrazione nell'anno di Monti, Passera e Fornero sono state 900 milioni ma, per la fine dell'anno, ... Leggi tutto ...

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Digressione

Forse Grilli non lo sa ma: disoccupazione, corruzione, evasione fiscale, questa è la realtà

Appena nominato, il ministro dell'Economia Grilli si candida al premio Nobel per l'invenzione del vuoto pneumatico. Ci vuole una certa arte, quella in cui eccelleva Berlusconi, per rilasciare un'intervista lenzuolo di due pagine a Repubblica senza dire assolutamente niente come fa lui oggi. Il ministro spera che l'Italia non debba richiedere i fondi europei per lo scudo antispread con tutto quel che ciò comporta. Come direbbe mia sorella Concetta, il governo accende un cero alla madonna. Grilli ammette che le tasse sono troppo alte e si augura che possano essere abbassate presto ma non sa né quando né come succederà. Però tiene le dita ben intrecciate e fa gli scongiuri. Una cosa sola Grilli la dice chiaramente: che non metterà una tassa sui patrimoni alti  e altissimi. Al momento di spiegare perché se la cava con  un “non rientra nel mio vocabolario”. Se vuole gliene presto uno io, così capisce cosa vuol dire far pagare la crisi solo a chi non sa più come tirare avanti. In mezzo a tanta vaghezza qualche dato concreto glielo forniamo noi dell'Italia dei Valori, alcuni elementi sullo stato dell'economia reale, quella che determina il Pil, il rapporto deficit/pil e l'ammontare del debito. In autunno ci saranno migliaia e migliaia di nuovi licenziamenti, tanto che se ne è dovuta accorgere persino la badessa Fornero. Lo stato della burocrazia e della corruzione, cioè i macigni che scoraggiano gli investitori stranieri, non è cambiato di una virgola in nove mesi di governo Monti. Non sono riusciti a eliminare nemmeno un'inutile carta da bollo, né a diminuire, fosse pure di pochissimo, la corruzione nell'amministrazione pubblica. L'evasione fiscale ha raggiunto di nuovo livelli da record. Nelle ultime rilevazioni è salita addirittura del 78%. E' la conseguenza di una politica anti-evasione giocata tutta sull'effetto spettacolo, ma che non ha inciso affatto là dove l'evasione morde davvero, al livello dei grandi capitali e della loro fuga verso l'estero. Quanto a politica industriale, magari potessimo dire che stiamo a zero. Stiamo invece a una politica dissennata e demente che  lascerà dietro di sé solo rovine. Un esempio per tutti: negli ultimi giorni il governo si è accollato le industrie pubbliche ... Leggi tutto ...

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