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Digressione

Monti parla di una Italia sulla luna

Mario Monti, ieri a Bari, ha rivendicato per il suo governo misure che hanno salvato l’Italia, ma parla di un’Italia sulla luna. Quella che vedo io ha aumentato i disoccupati e il debito pubblico mentre il Pil e’ diminuito. Lui riferisce di averla salvata, ma questa e’ la realtà.
Lo spread si sta riducendo certamente per Mario, non per Mario Monti bensi’ per Mario Draghi che, con senso di responsabilita’ che noi abbiamo approvato, ha aperto le casse della Bce alla possibilita’ di acquistare titoli di stato dei paesi europei.
Cio’ premesso, non e’ lo spread che fa ridurre la possibilita’ di continuare a tassare gli italiani ma e’ quella della quadratura dei conti italiani e la quadratura dei conti, caro Mario, non Draghi ma Monti, si riduce in due modi soltanto: eliminando le spese inutili e dannose e combattendo l’evasione fiscale. Ad esempio mi spieghi che ci stiamo a fare in Afganistan e che compriamo a fare 100 aerei da combattimento, e perchè non si colpisce pesantemente l’evasione facendo pagare per avere piu’ entrate, le tasse non agli esodati come hai fatto tu, ma agli esodati fiscali come faremo noi.

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Un’occasione da non perdere

E’ evidente che al governo piace correre sul filo del rasoio, ma con la vita e il destino dei cittadini non si scherza. I lavoratori della filiera dell’alluminio, dell’Alcoa e della Carbosulcis, che stanno protestando a oltranza contro la chiusura degli impianti sardi, hanno il diritto di essere ascoltati e di avere al più presto delle risposte. Per questo, gli illustri professori, invece di arroccarsi sull’Olimpo propagandistico della fine crisi, si occupino immediatamente delle emergenze del nostro Paese per liberare migliaia di famiglie dalla perenne angoscia e dall’incertezza sul loro futuro, a partire dalla riunione di venerdì prossimo sulla vertenza Alcoa al ministero dello Sviluppo economico. Questa deve essere l’occasione per trovare una soluzione industriale condivisa con i lavoratori e non la solita manfrina, a cui questo governo ci ha abituati. Il Sulcis è un patrimonio della Sardegna e dell’Italia e non può essere condannato a fine certa. Oggi il Paese soffre e ha bisogno di persone competenti che mettano in campo un piano economico strutturale, una seria politica industriale e interventi mirati volti a sanare gli innumerevoli casi di crisi aziendale. Pertanto, ministri degni di questo nome dovrebbero prendere armi e bagagli e recarsi in Sardegna per incontrare i lavoratori e per toccare con mano il dramma che sta strozzando quei territori. E’ ora di finirla con l’assenza totale ingiustificata del governo sia sul piano industriale sia su quello occupazionale. Servono misure immediate soprattutto nelle realtà in cui stanno scoppiando crisi terribili, non più gestibili. Se il presidente del Consiglio Monti e i ministri Passera e Fornero non sono all’altezza lo dicano e si facciano da parte.

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Gli scienziati pazzi ci porteranno alla rovina

Dopo ore e ore di consiglio dei ministri, Monti, Passera e Grilli si sono presentati al Paese, ieri sera, per cercare di vendere ai cittadini la solita partita di tappeti vecchi e mangiucchiati dalle tarme come se fosse nuova e di gran valore. Di concreto non hanno fatto niente. Però sono prodighi di promesse e impegni. Vanno avanti così da mesi e mesi, come in una di quelle favole popolari che giocano sulla ripetizione. Cosa ripete Monti in continuazione, come un disco rotto? “Stiamo per farlo”. “Lo faremo domani”. “Siamo pronti a farlo”. Poi però non fa mai niente, né domani né dopodomani. E' andata così per tutto: dall'asta delle frequenze all'accordo con la Svizzera per recuperare i soldi rubati dagli evasori fiscali, fino all'irrisolto dramma degli esodati. Come quei cartelli burloni che qualche volta si leggono nei negozi: “Oggi non si fa credito, domani sì”. Questa però non è una burla. Questa è una tragedia. Ci si può arrampicare sugli specchi quanto si vuole. Si possono prendere per verità i titoli dei giornali complici. Ma alla fine la realtà si prende sempre la rivincita. La realtà è che senza crescita questa crisi potrà solo peggiorare sempre più. E a favore della crescita questo governo continua a non fare assolutamente niente. Non ha idee e non ha coraggio. Dunque non ha nemmeno soldi e così gli restano solo le promesse bugiarde. Le coperture le potrebbe trovare se andasse a cercare i fondi dove dovrebbe e dove ci siamo sgolati per suggerirgli noi dell'Italia dei Valori: tagliando i costi delle caste, che in Italia sono tante non una sola, colpendo i grandi patrimoni, che sono immensi, contrastando l'evasione fiscale sul serio e non solo per fare scena. Il governo non si è mai mosso in questa direzione perché non può mettersi contro i privilegiati e gli esponenti dei poteri forti che per Monti e i suoi ministri sono compagni di merende. Per la stessa ragione non lo farà domani e le misure per la crescita, cioè la sola cura in grado di salvare il ... Leggi tutto ...

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Monti: l’uomo che negava l’evidenza

In nove mesi di governo il professor Mario Monti ha perso anche la sua proverbiale sobrietà. Quando aveva preso il posto di Berlusconi anche noi dell'Italia dei Valori ci eravamo detti che almeno nello stile, se non nella sostanza, le cose sarebbero cambiate. Adesso invece Monti somiglia sempre di più al suo predecessore. Trova ogni giorno un colpevole nuovo per i suoi insuccessi, millanta risultati eccezionali dei quali solo lui si accorge e ora, proprio come faceva Berlusconi, si è anche messo a negare l'evidenza. Ieri Monti ha dichiarato di “vedere la fine della crisi”. Beato lui. I cittadini italiani, invece, vedono il baratro e i dati reali danno ragione a loro, non alle illusioni di Monti. Siamo in recessione e non si intravede un'inversione di tendenza. Negli ultimi anni la produzione in Italia è calata del 3%. Nello stesso periodo quella della Germania, nonostante la crisi abbia morso lì più che da noi, è cresciuta di oltre il 6%. Il consumo interno cola a picco, come è ovvio visto che nessuno ha più soldi da spendere. Quanto a investimenti esteri è peggio che andare di notte. Nonostante lo scalpo dell'art. 18 dall'estero non arriva niente, e lo si capisce visto che in materia di burocrazia e corruzione, le vere note dolenti, è stato fatto ben poco. Le banche hanno preso immensi prestiti agevolati dalla BCE, ma non  hanno riaperto il credito se non con interessi da strozzo: quelli sui mutui sono cresciuti di oltre il 100%. Il tasso di disoccupazione ufficialmente è intorno all'11%. Le cifre reali però sono molto più pesanti, se si tiene conto di chi il lavoro proprio non lo cerca più o di chi lavora pochi giorni al mese. Solo un lavoratore su tre, infatti, ha un regolare contratto, gli altri sono esposti ai capricci del precariato. In questa cupa classifica il nostro Paese è al penultimo posto in Europa. Ma a settembre, come ha già informato il ministro Fornero, la situazione peggiorerà. Sono previsti, infatti, migliaia di nuovi licenziamenti in seguito ai fallimenti. Questa è la situazione reale. I miglioramenti, del resto molto limitati e ipotetici, di cui parla Monti ... Leggi tutto ...

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Buon ferragosto, fuori dal tunnel

Buon Ferragosto. Questo è il primo ferragosto dopo quattro anni senza Berlusconi al governo e si dovrebbe poter festeggiare. Invece c'è poco da festeggiare e da stare allegri in questo agosto che la maggioranza degli italiani sta passando a casa senza poter andare in ferie, con l'angoscia e la preoccupazione di quel che ci aspetta a settembre. Se lo dicessi io mi accuserebbero di essere eversivo e populista, ma è la stessa badessa Fornero, non Di Pietro, a dire che l'autunno sarà bollente per via dei licenziamenti. Insomma, è certo che una disoccupazione già stratosferica salirà ancora. Non scenderanno, in compenso, le tasse. Anzi, la mazzata vera dell'Imu arriverà con la prossima rata. Il governo continua a dire che abbasserà le tasse ma è solo un trucco per fare propaganda e illudere i cittadini. Per far calare le tasse, nella situazione in cui ci troviamo e in cui ci troveremo nei prossimi mesi, bisognerebbe avere il coraggio e la capacità di sterzare cambiando drasticamente strada. Bisognerebbe far pagare chi non ha mai pagato, scommettere sullo sviluppo nei fatti e con le leggi invece che solo a parole, abbattere la burocrazia e la corruzione che tengono lontani gli investimenti esteri, restituire i diritti ai lavoratori, perché un Paese in cui chi lavora non ha diritti è un Paese disperato e privo della spinta necessaria per riprendersi e uscire da questo tunnel. Non sto dicendo che basterebbe cambiare governo per uscire dalla crisi. Sto dicendo che una cosa è fare sacrifici senza ottenere nulla in cambio e senza che servano a niente, tutt'altra cosa è farli vedendo che finalmente la crisi la pagano anche le caste e le cricche dei privilegiati e sapendo di essere sulla strada giusta che ci porterà fuori dal tunnel della crisi. C'è un solo modo per cambiare strada, ed è che di qui al prossimo ferragosto siano i cittadini a farsi sentire con tutti i mezzi consentiti dalla democrazia. I referendum per cui noi dell'Italia dei Valori inizieremo a raccogliere le firme in ottobre indicano quell'orizzonte. Se a firmarli saranno milioni di ... Leggi tutto ...

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Forse Grilli non lo sa ma: disoccupazione, corruzione, evasione fiscale, questa è la realtà

Appena nominato, il ministro dell'Economia Grilli si candida al premio Nobel per l'invenzione del vuoto pneumatico. Ci vuole una certa arte, quella in cui eccelleva Berlusconi, per rilasciare un'intervista lenzuolo di due pagine a Repubblica senza dire assolutamente niente come fa lui oggi. Il ministro spera che l'Italia non debba richiedere i fondi europei per lo scudo antispread con tutto quel che ciò comporta. Come direbbe mia sorella Concetta, il governo accende un cero alla madonna. Grilli ammette che le tasse sono troppo alte e si augura che possano essere abbassate presto ma non sa né quando né come succederà. Però tiene le dita ben intrecciate e fa gli scongiuri. Una cosa sola Grilli la dice chiaramente: che non metterà una tassa sui patrimoni alti  e altissimi. Al momento di spiegare perché se la cava con  un “non rientra nel mio vocabolario”. Se vuole gliene presto uno io, così capisce cosa vuol dire far pagare la crisi solo a chi non sa più come tirare avanti. In mezzo a tanta vaghezza qualche dato concreto glielo forniamo noi dell'Italia dei Valori, alcuni elementi sullo stato dell'economia reale, quella che determina il Pil, il rapporto deficit/pil e l'ammontare del debito. In autunno ci saranno migliaia e migliaia di nuovi licenziamenti, tanto che se ne è dovuta accorgere persino la badessa Fornero. Lo stato della burocrazia e della corruzione, cioè i macigni che scoraggiano gli investitori stranieri, non è cambiato di una virgola in nove mesi di governo Monti. Non sono riusciti a eliminare nemmeno un'inutile carta da bollo, né a diminuire, fosse pure di pochissimo, la corruzione nell'amministrazione pubblica. L'evasione fiscale ha raggiunto di nuovo livelli da record. Nelle ultime rilevazioni è salita addirittura del 78%. E' la conseguenza di una politica anti-evasione giocata tutta sull'effetto spettacolo, ma che non ha inciso affatto là dove l'evasione morde davvero, al livello dei grandi capitali e della loro fuga verso l'estero. Quanto a politica industriale, magari potessimo dire che stiamo a zero. Stiamo invece a una politica dissennata e demente che  lascerà dietro di sé solo rovine. Un esempio per tutti: negli ultimi giorni il governo si è accollato le industrie pubbliche ... Leggi tutto ...

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Condannati a pane e rigore

La caduta delle borse e i dati dello spread, che ha superato quota 520, confermano come la situazione dell’Italia sia fortemente critica. In realtà, è sotto gli occhi di tutti che, in questi mesi, sono mancati provvedimenti economici e strutturali per la crescita. Questo governo si è limitato a imporre sacrifici alla povera gente, ma non è stato in grado di attivare alcuna misura che prospettasse sviluppo e stabilità. Per salvare il Paese è necessario intervenire per invertire, quanto prima, le carte in tavola. Invece di attaccare i consumi, le famiglie e le imprese, bisogna agire per mettere fine al gioco sporco degli speculatori, degli evasori, dei corruttori e degli scudati. Noi dell’Italia dei Valori lo diciamo da sempre: un’alternativa esiste, ma per crearla si deve restituire subito la parola agli elettori. Monti è stato chiamato per risollevare l’economia italiana e mettere fine a una pericolosa situazione di emergenza. Dopo otto mesi di tagli sconsiderati, siamo punto e a capo. Oggi più che mai, l’Italia ha bisogno di un governo politico, democraticamente eletto, che abbia il coraggio di abbattere gli odiosi privilegi della casta e promuovere misure in grado di garantire realmente la crescita e assicurare un futuro alle nuove generazioni. Un futuro che Monti e i suoi ministri hanno cancellato.

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Il Paese dei tristi primati

In Italia ci sono otto milioni di poveri e il governo si rifiuta di fare la patrimoniale. È una vergogna. In questo modo, la forbice tra chi ha sempre avuto troppo e chi ha avuto troppo poco continuerà ad allargarsi a dismisura, visto che finora l’esecutivo ha colpito solo i lavoratori, i pensionati e gli onesti cittadini. Oggi abbiamo assistito all’ennesima conferenza farsa del presidente del Consiglio. Monti, oltre a salvare ancora una volta i grandi patrimoni, ha bluffato sul taglio delle Province, un provvedimento solo sbandierato. Il presidente del Consiglio e i suoi ministri pifferai hanno dato i numeri come al solito. In realtà, oggi il governo si è limitato a definire i criteri per il loro riordino, rimandando tutto quanto alle calende greche. Il riordino è un pannicello caldo: le Province sono enti inutili, obsoleti e vanno abolite totalmente. Noi dell’IdV lo proponiamo da tempo. Intanto, lo spread è schizzato sopra i 500 punti, a dimostrazione del fatto che le politiche ‘lacrime e sangue’ imposte da Monti alle fasce sociali più deboli hanno miseramente fallito. Infatti, grazie alle misure adottate da professoroni e tecnici, in perfetta continuità con quelle di Berlusconi, l’Italia è diventata il Paese dei tristi primati. Un Paese dove l’evasione fiscale ammonta addirittura al 17,5% del Pil, 154 miliardi di euro. Il doppio del sommerso in Inghilterra e sei volte quello francese. La verità è che né questo governo né quello precedente hanno preso provvedimenti per estirpare questo cancro. Monti ha caricato di nuove tasse i cittadini e i lavoratori e non ha fatto niente contro gli evasori. L’unico risultato è che i ladri di Stato se la ridono e si sono arricchiti sempre di più. Inoltre il presidente del Consiglio si era impegnato a firmare il trattato con la Svizzera per tassare i capitali esportati illegalmente in quel paese, come avviene già in Germania e in Inghilterra. Al contrario, i grandi capitali non sono stati toccati, il prelievo sulle rendite è rimasto ridicolo e i poveracci con una casa devono svenarsi per pagare l’Imu. Tassa che ha risparmiato ... Leggi tutto ...

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