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La febbre Monti, la cura Hollande

Oggi l’Istat dà la drammatica fotografia di come sia aumentata la povertà nel nostro Paese. Stiamo parlando dell’11,1% delle famiglie italiane, per un totale di oltre 8 milioni di persone. Un dato allarmante che dovrebbe preoccupare questo governo, finora sordo al grido di dolore delle fasce sociali più deboli.

Monti e i sobri professori hanno fatto cassa sulla pelle dei cittadini, lasciando impuniti evasori, speculatori e i soliti noti della casta. Dove sono le politiche per il reddito? Dov’è l’equità tanto sbandierata? A certificare ulteriormente il fallimento di questo esecutivo è stato, ieri, il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, vale a dire il termometro della crisi. Ha quasi toccato i 500 punti: tra la febbre altissima e il coma. Stamattina i siti dei quotidiani da Istituto Luce sono tutti contenti perché lo spread è sceso al di sotto dei 485 punti. Le stesse testate, meno di un anno fa, scrivevano che se il differenziale fosse arrivato a 400 punti sarebbe stata una catastrofe perché il Paese non era in grado di reggere a lungo simili tassi d’interesse.

Mentivano ieri o mentono oggi? Esageravano nell’estate del 2011 o minimizzano in quella del 2012? Ve lo dico io e ve lo può confermare qualsiasi giornalista o studioso onesto: mentono oggi. Un differenziale al di sopra dei 400 punti è insostenibile e vanifica tutti i sacrifici che questo governo ha imposto agli italiani delle fasce medie e basse, stando solo attento a non disturbare quelli ricchi. E’ come riempire d’acqua un secchio col fondo bucato: per tanta povera gente una fatica e un’enorme sofferenza inutili.

In Francia, invece, lo spread continua a scendere. Segno che lì, da quando il presidente della Repubblica si chiama Hollande e non più Sarkozy, sono state messe in atto politiche che servono a qualcosa. Ma con quelle del professor Monti non c’entrano niente. Anzi, vanno nella direzione opposta.
Invece di alzare l’età pensionabile, Hollande l’ha abbassata e portata a 60 anni. Invece di stringere i cordoni della borsa, ha aumentato i salari minimi del 2%. Questo nelle prime settimane. Poi ha messo in cantiere alcuni progetti di riforma che entreranno presto in vigore: aliquota sui redditi più alti al 75%, reintroduzione della tassa di successione e della patrimoniale; tassa sui dividendi del 3%; 65mila nuove assunzioni nel settore pubblico.

Sono all’incirca le stesse misure che adotteremo noi dell’Italia dei Valori appena saremo al governo.

Ma di questi interventi non ne vogliono sentir parlare nè il professor Monti nè tutto il coretto che sulla stampa asservita gli dà ragione qualsiasi cosa faccia, trasformando in successi i suoi fallimenti. Dicono che sarebbero disastrosi, che farebbero salire lo spread tanto da rompere addirittura il termometro. La sola cosa che gli viene in mente è tartassare ancora di più chi già paga tutto, eliminando un po’ di festività per i lavoratori: l’ennesimo sopruso odioso e del tutto inutile. E allo stesso tempo mantenere gli stipendi d’oro dei super-manager di Stato. Una vergogna!
Però le chiacchiere stanno a zero e le cifre parlano da sole. Dicono che, al contrario di quello che sostiene Monti, è in Italia, con le politiche di austerità, che lo spread è del tutto fuori di controllo. Ma in Francia, con la strategia opposta di Hollande, è stato domato.

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Il gioco pericoloso della casta

Oggi Moody's ha declassato l’Italia, confermando solo quello che è evidente a tutti: la realtà disastrosa delle casse dello Stato. Certo, i dati riportati dalle agenzie di rating vanno presi con le pinze ma, in questo caso, la situazione è talmente chiara che non può essere negata. In fondo anche l’Istat offre una fotografia dell’Italia non confortante: l’inflazione, nel mese di giugno, è ancora sopra il 3% e questo comporterà l’aumento dei prezzi e quindi una nuova stangata per tutti i consumi delle famiglie. Ma di fronte a tutto ciò il Palazzo rimane sordo e il grido di aiuto che arriva dai cittadini italiani resta inascolato. In otto mesi di governo, Monti ha messo l’Imu sulla prima casa, ha tagliato le pensioni, aumentato le tasse, generato il pasticcio drammatico degli esodati, ridotto i salari, svilito i diritti dei lavoratori e dei precari. Insomma questo governo ha semplicemente proseguito con le politiche portate avanti dal precedente esecutivo e non ha adottato alcuna misura per la crescita. Sono mancati del tutto quei provvedimenti economico-strutturali necessari per un vero rilancio del nostro Paese e non sono state intaccate le sacche di sprechi e privilegi della Casta, nè lo status vivendi di corruttori ed evasori, che, ed è bene sempre ribadirlo, succhiano agli onesti cittadini 180 miliardi di euro l’anno. Non c’è stata nessuna tassazione rilevante dei grandi patrimoni, degli scudati, dei capitali esportati illegalmente in Svizzera. Ma se questo lo denunciamo noi dell’Italia dei Valori veniamo tacciati di populismo, di demagogia e di sciacallaggio, se lo dicono altri soggetti, come le parti sociali, allora il discorso cambia e l’attacco del governo viene sferrato, non a caso, sullo strumento della concertazione. Non si era mai vista tanta ipocrisia tra i buontemponi che occupano gli scranni del Parlamento che, pur lamentandosi per la scure che si è abbattuta sulla povera gente, continuano a votare a favore del mantenimento degli F35, della missione in Afghanistan, di tutte quelle inutili consulenze e della miriade di Cda di cui si servono i palazzi del potere. E’ un gioco pericoloso che la casta ha ... Leggi tutto ...

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Digressione

Bastonate ai poveri, carezze ai ricchi. Firmato Mario Monti

“Saremo intransigenti con i forti”, aveva detto un paio di giorni fa Mario Monti, ma nessuno lo aveva preso sul serio. Per fortuna, sennò sai che delusione! Infatti, mentre si prepara a tagliare ancora una volta i servizi essenziali per la povera gente e a colpire la sanità, il governo ha salvato per l'ennesima volta le pensioni d'oro. Ha bocciato un emendamento che, oltretutto, era delicatissimo: chiedeva che le pensioni più alte non andassero oltre i seimila euro e i diecimila nel caso di pensioni cumulative. Mica una miseria... A Monti e al viceministro Grilli anche questa carezzina è sembrata uno sganassone insopportabile. Hanno affossato l'emendamento, però hanno promesso che prima o poi lo recupereranno. Però quando si tratta di promesse questi tecnici sono peggio dei marinai. Avevano promesso che avrebbero risolto subito il dramma degli esodati. Ma ancora non riescono nemmeno a dire quanti sono. Avevano promesso che non avrebbero guardato in faccia a nessuno sulle liberalizzazioni, poi hanno ceduto a tutti quelli che puntavano i piedi. Avevano promesso che avrebbero assegnato le frequenze televisive con l'asta invece di regalarle a Berlusconi, poi se ne sono dimenticati e dell'asta non si è più sentito parlare. Faranno così anche stavolta. Per Monti salvare i grandi manager e i pensionati d'oro da ogni minimo sacrificio è una fissazione. Lo aveva già fatto nel marzo scorso con un codicillo che esentava da ogni taglio i supermanager. Quando noi dell'Italia dei Valori abbiamo presentato un emendamento per correggere quella odiosa ingiustizia il governo ha dato parere negativo. Il nostro emendamento è passato lo stesso, ma certo non per merito loro. Non sono sviste o errori innocenti. Questi signori sono davvero convinti che bisogna salassare la povera gente ma salvare i super-ricchi. Hanno ragione gli insegnanti di latino e greco, che oggi hanno manifestato di fronte al ministero della Pubblica istruzione: il governo è cambiato, ma la musica è rimasta la stessa. E' vero per quanto li riguarda, dal momento che questo governo ha confermato tutti i tagli per scuola e istruzione decisi da Berlusconi. Ma è vero anche ... Leggi tutto ...

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Corruzione e crisi, causa ed effetto

Quello che sta succedendo in questi giorni alla Camera sul ddl anti-corruzione e la crisi economica non sono capitoli separati. La corruzione, certo non l'art. 18, è una delle principali cause del declino economico dell'Italia: senza una legge drastica per combatterla e senza il ripristino del falso in bilancio, le imprese e la politica non torneranno credibili e non ci potrà essere nessuna ripresa. L'ostruzionismo del Pdl è becero e inaccettabile ed è anche un vero e proprio sabotaggio contro la nostra economia in un momento difficilissimo. E' l'ennesima prova di quanto danno facciano il governo tecnico e l'ammucchiata di una finta maggioranza che non può imboccare con decisione nessuna strada, né contro la corruzione né sul piano della crisi economica. L’IdV è riuscita a far passare già al Senato la ratifica della Convenzione di Strasburgo, che agevolerebbe l’inserimento nel nostro ordinamento delle norme anti-corruzione, ma ancora non è legge perché questo Parlamento è allergico alla legalità. C’è un sistema di potere che indica la strada da seguire, bloccando qualunque iniziativa per farci uscire fuori da questo pantano. L'Italia dei Valori ritiene che le entrate di cui il Paese ha urgente bisogno per fronteggiare la crisi debbano essere reperite facendo pagare il conto agli evasori fiscali e, con la Tobin Tax, a quella minoranza che possiede oggi le risorse di cui il Paese ha bisogno. La sola via d'uscita sta nello smettere di perseguitare gli onesti e i poveracci e di premiare sempre i corrotti, i privilegiati e i banchieri. Bisogna mettere insieme libertà e solidarietà, meritocrazia, trasparenza e sostegno alle fasce deboli. Questo può farlo solo un governo politico, eletto dai cittadini e non nominato dall'alto. Per noi dell'IdV la coalizione che può vincere le elezioni, dar vita a questo governo e ridare speranza al Paese è in tutta evidenza quella prefigurata dalla foto di Vasto. Quel modello ha vinto in Francia e ha ottenuto risultati eccezionali nella stessa Germania. E' il futuro non solo dell'Italia ma dell'intera Europa. Cosa stiamo aspettando a proporlo apertamente ai cittadini? Noi siamo pronti a governare l’Italia, ... Leggi tutto ...

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Digressione

La Grecia è vicina

La Grecia non è lontana. E’ vicinissima. Nel cuore dell’Europa c’è un paese dove la denutrizione infantile è diventata la norma e dove nessuno si stupisce più quando gli adolescenti svengono in classe perché non mangiano abbastanza. Un’ Unione europea che a questa tragedia sa rispondere solo sventolando i bilanci, che intima il rispetto delle regole e non guarda alla vita delle persone è disumana, e noi non possiamo accettarla e riconoscerla come nostra. La Grecia è vicina perché la stessa disperazione inizia a dilagare anche qui. Ogni giorno qualcuno si suicida perché non ce la fa a pagare le tasse, o perché è disoccupato da troppo tempo e non si può fare finta di niente. Anche oggi, i dati dell’Ocse sono l’ennesimo bollettino di guerra, in Italia lavora solo il 56,8% delle persone tra i 15 e i 64 anni. Insomma una situazione di allarme che fa comprendere come il nostro Paese sia sull’orlo del precipizio. Nonostante questo, la riforma del lavoro proposta dai tecnici e dalla loro pseudo maggioranza non crea nuovi posti, ma smantella i diritti e aumenta l’incertezza e la precarietà. Le colpe del governo precedente sono evidenti e noi dell’Italia dei Valori le abbiamo denunciate sin dal primo momento, senza che nessuno di quelli che oggi sono diventati supercritici ci desse retta. Quelle dell’esecutivo attuale sono altrettanto enormi, e ancora una volta siamo solo noi a indicarle. Bisogna anche dire che se non si modificano drasticamente le regole dell’Europa, se i popoli e i cittadini non diventano la bussola della Ue al posto delle banche e dei finanzieri, insomma se questa Europa non torna a essere umana, la crisi potrà solo peggiorare. Per obbedire al diktat che impone il pareggio di bilancio nel 2013 potrebbe servire una nuova manovra. Vuol dire nuove tasse, nuova miseria, nuovi poveri, altri drammi sociali. Vuol dire avvicinarsi ancora di più alla Grecia. Un governo che si rispetti direbbe subito che questo prezzo le fasce deboli e già stremate della popolazione italiana non sono in grado di pagarlo. Un governo degno di questo nome chiederebbe ... Leggi tutto ...

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Tecnici su tecnici, così si può solo vivacchiare

Il fatto che l’esecutivo dei tecnici abbia dovuto appellarsi a un altro tecnico come Enrico Bondi per fare precisamente quello che avrebbe dovuto fare lui, cioè intervenire sui tagli alla spesa pubblica, dice bene qual è davvero lo stato dell’arte del governo Monti. Un disastro. Diciamo le cose come stanno: non c’è nessun motivo al mondo per cui si debba tirare a campare un altro anno con Monti invece di andare alle elezioni come si fa nelle vere democrazie. Questo governo era stato nominato, senza essere eletto da nessuno, per affrontare un’emergenza specifica in un momento delicatissimo. Doveva rimettere un po’ in ordine i conti pubblici come chiedeva la Bce, e poi andarsene. Ha assolto al compito male, perché ha fatto pagare tutto ai più deboli e ha fatto lo zerbinotto per i più forti, ma adesso ad andarsene non ci pensa per niente. Però non ha né la forza né la capacità di fare niente di buono: può solo vivacchiare facendo tutt’al più il solletico alla corruzione, alle cricche e alle caste. Di cattivo, invece, il governo Monti purtroppo ha fatto e continua a fare molto, perché vara solo controriforme che spaccano il Paese tra i troppo pochi che stanno troppo bene e i troppi che stanno troppo male. Ma insomma, quando un governo moltiplica come mai prima la percentuale di disoccupati, che solo tra i giovani è salita di due punti in un mese, cosa ci vuole di più per rendersi conto che siamo su una strada sbagliata e bisogna invertire la direzione al più presto? Noi dell’Italia dei Valori riteniamo che la sola ricetta utile al Paese e alla sua ripresa economica sia andare alle elezioni politiche il prima possibile, in modo che il cittadino possa scegliersi il governo, la coalizione e il programma che preferisce. Per quanto mi riguarda, sono convinto che per il centrosinistra l’unica via praticabile sia quella di Vasto, che deve essere rilanciata, allargata e approfondita in termini di programma. Con soluzioni ambigue e “impure” come la maggioranza ABC che sostiene questo governo non si può combinare niente di buono. Per questo io sto sulla riva del fiume e ... Leggi tutto ...

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Italia-Germania: trova le differenze

Può essere che nei prossimi mesi arriveranno nel Parlamento italiano i rappresentanti del governo tedesco e viceversa, per spiegare sia al Bundestag che alle Camere le politiche economiche concordate dai due Paesi. Se i due governi riusciranno davvero a mettersi d'accordo, sarà soltanto uno sfacciato spot pubblicitario, un'operazione mediatica fatta di moltissimo fumo e nessun arrosto. Se volesse davvero prendere qualcosa di buono dalla Germania, oltre a eseguire gli ordini sul rigore cieco, il governo italiano avrebbe solo l'imbarazzo della scelta, anche senza contare quell'accordo con la Svizzera per il recupero del prelievo fiscale sui capitali depositati all'estero, che i tedeschi hanno firmato di corsa e di cui il governo italiano non vuole nemmeno parlare. Mi permetto di ricordare al professor Monti un paio di particolari. In Germania lo sviluppo è stato rilanciato grazie a scelte industriali e strategiche opposte a quelle dell'Italia. Le aziende hanno puntato sulla riqualificazione e sulla qualità del prodotto invece che sulla finanziarizzazione come ha fatto la Fiat. Il governo tedesco è intervenuto, quando è stato necessario, per difendere gli asset strategici del Paese. Da noi, invece Monti riesce solo a dire che Marchionne ha il diritto di fare come gli pare. Alla faccia degli italiani e degli immensi aiuti che la Fiat ha ottenuto per decenni dallo Stato italiano senza dare niente in cambio. Secondo esempio: quando nell'agosto scorso è iniziata la fase acuta della crisi europea, i 48 tedeschi più ricchi hanno firmato un appello chiedendo al governo di aumentare se necessario le loro tasse, quelle sui patrimoni cospicui, ma di non toccare lo Stato sociale. Sono sicuro che se ne avesse bisogno il governo tedesco lo farebbe davvero. Da noi, invece, quei pochi italiani che da soli posseggono metà della ricchezza del Paese solo a sentir dire che dovrebbero fare sacrifici commisurati al loro reddito e al loro patrimonio strepitano, puntano i piedi e minacciano il finimondo. Il governo Monti sta sempre dalla loro parte, obbedisce e non li tocca. Questi sono gli abissi che dividono tra l'Italia e la Germania. Non è con una passerella di fronte ... Leggi tutto ...

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Il Governo ha fallito, il centrosinistra è la cura

L'Italia dei Valori condivide il monito del presidente della Repubblica che dice di voler restituire centralità al lavoro. Peccato che non ci sia nessuna possibilità di riuscirci andando avanti con misure come la modifica dell'art. 18 invece di combattere i veri problemi che sono la burocrazia imperante, la corruzione dilagante e una politica asfittica, troppe volte utilizzata solo trovare una sistemazione ai politicanti o ai loro clientes. Su questa via non si arriva da nessuna parte. Non si restituisce centralità al lavoro, non si ridà speranza ai cittadini, non si rilancia l’economia: si porta solo l’Italia verso l’abisso. C’è voluta la Corte dei Conti per certificare quello che ogni persona di buon senso e priva di paraocchi ideologici capiva da sola: che se strizzi un paese come un limone e massacri di tasse la povera gente, poi nessuno ce la fa più a comprare niente, i consumi si deprimono, l’economia arretra, al posto dello sviluppo arriva la recessione e il rimedio si dimostra peggiore del male. E’ in questa situazione che ci troviamo oggi. Berlusconi, pensando solo ai propri interessi, ha lasciato passare anni senza affrontare la crisi e facendo marcire la situazione. Il governo dei professori ci ha provato ma con gli strumenti sbagliati e ha fallito. Nessuno lo dice, perché il sistema dell’informazione è peggio che ai tempi dell’Istituto Luce, ma i risultati concreti stanno lì a dimostrarlo. C’è bisogno di mettere subito in cantiere una nuova cura, opposta a quella controproducente del governo Monti. Noi, ad esempio, riteniamo che sul piano delle entrate si debba ridurre, come ha detto la Corte dei Conti, il carico fiscale, e aumentare la lotta all'evasione. E se c'è da fare qualche altro sacrificio e chiedere altri soldi, bisogna prenderli da chi li ha in abbondanza, a cominciare dagli speculatori finanziari, e imponendo la tobin tax a chi ha patrimoni importanti e non a esodati, pensionati, cassaintegrati o, addirittura, a chi ha preso una borsa di studio. Per questo c’è bisogno di un’alleanza politica capace di applicare quella cura nuova ed efficace per ridare davvero fiato all’economia italiana. ... Leggi tutto ...

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